IL PRESEPE NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI FEDE

Caro Giordano, non cambiano mai. Nel ’68 quando occupavano le università toglievano immediatamente il crocifisso, si placavano dando sfogo al loro odio per quella immagine. Negli ultimi anni di insegnamento mi sono trovato a scene analoghe nella mia scuola; prima di iniziare la tinteggiatura gli operai, su input del Comune, tolsero il crocefisso nella officina dove insegnavo. Presi il trapano e, forata anche la croce, lo fissai alla parete. Operai, bidelli, colleghi non fiatarono. Bisogna avere coraggio, difendere la nostra storia, la nostra cultura, la nostra gente. La lotta alla croce non è portata avanti dall’Isis ma da molti italiani i quali fanno veramente paura.
Alessandro Orsini – Livorno
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TUTTI I COMPLICI DELL’INVASIONE ISLAMICA

Caro Giordano, la seguo sempre con stima ed interesse, per questo le chiedo di spiegarmi a chi possa giovare questa invasione islamica dell’Europa. Forse agli Usa, che vedrebbero così eliminato un temibile concorrente sullo scacchiere mondiale? O forse ai misteriosi poteri forti europei, che si ritroveranno una gran massa di disperati disposti a lavorare a retribuzioni da fame? Oppure ai nipotini di Lenin che, avendo fallito nell’ annientamento dell’odiato Occidente e della sua cultura, ci stanno ora provando utilizzando l’arma islamica? Non capisco le ragioni, ma ho chiare le conseguenze: finiremo conciati come i nativi americani o, peggio ancora, spariremo dalla faccia della terra.
Angela Fini – Forte dei Marmi (Lu)
Cara Angela, credo che l’ invasione in primo luogo interessi ai medesimi islamici, i quali non a caso hanno iscritto nel nome della loro religione l’obiettivo di sottomettere gli infedeli, cioè noi. Infatti lo stanno realizzando in tutti i modi: con la violenza brutale dell’ Isis, con la paura degli attentati terroristici in stile Charlie Hebdo, con i soldi degli emiri, con l’apertura delle moschee nel cuore delle nostre città…
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