I REATI A PORTE GIREVOLI NELL’ERA DI RENZI

L’ultima idea è il «reato di bullismo». Una legge specifica, un crimine speciale. In Italia funziona così: ogni volta che c’è un allarme sociale di una qualche presa mediatica, il palazzo risponde con una nuova norma. E con reato ad hoc. Troppe donne uccise? Arriva la legge sul femminicidio.
Troppi arrestati che vengono malmenati dalla polizia? Arriva la legge (assurda) sul reato di tortura. Troppi assenteisti? Arriva la legge anti-fannulloni. Non importa quel che c’è dentro, non importa se i nuovi commi serviranno oppure saranno soltanto dannosi, non importa se prevedono soltanto ciò che esiste già: l’unica cosa che conta è rispondere con un atto legislativo (carta su carta) a un tema che scuote l’opinione pubblica. Così l’onorevole di turno può andare in tv e tranquillizzare la platea: «A questo proposito stiamo per l’appunto discutendo la legge…». Non si tratta di risolvere i problemi, ma di sfangare l’ultimo talk show.
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I DEPUTATI TRASFORMISTI FANNO SPARIRE LA DEMOCRAZIA

Caro Giordano, la prima cosa che farei, andassi al governo,sarebbe di abolire seduta stante i gruppi misti di Camera e Senato. È inammissibile che gente eletta in un dato partito con un suo programma, si dissoci dallo stesso e vada nei cosiddetti gruppi misti, accozzaglia di scontenti che può condizionare una legge e che ha tradito il suo elettorato. Non la pensi più come prima, torna a casetta tua e stacci fin quando eventualmente ti ripresenterai. Sei solo un parassita che non dovrebbe contare nulla, ma che si riempie le tasche a fine mese. Altri che abolirei, non certo fisicamente, sono i senatori a vita,che dovrebbe essere solo una onorificenza completamente gratuita e senza possibilità di voto. Abbiamo avuto gente indegna di essere gratificata, da Scalfaro a Napolitano a Monti,per non parlare di tutti gli altri, meno De Nicola e Einaudi.
Paolo Piattoni – via mail
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PER MARINE LE PEN E’ IL MIGLIORE RISULTATO POSSIBILE

Caro Giordano, le ultime elezioni francesi hanno visto coalizzati contro il popolo i laureati dell’Ena (École Nationale d’Administration), l’università riservata alle élites da dove provengono sia Sarkozy che Hollande, Valls, Ségolène Royal… Ministri ed ex ministri, politici che contano, candidati presidenti di Regione, grandi e semi-grandi burocrati dello Stato indifferentemente repubblicani o socialisti per paura di perdere il potere, i posti e le prebende che si sono equamente divisi alternandosi al governo del Paese. A ciò si aggiunga il corollario che molti «candidati del popolo» non danno la sufficiente garanzia di capacità e preparazione per governare che contraddistingue i «primi della classe» dell’Ena. Da noi è ancora peggio poiché l’Ena non c’è, quindi chi ci governa sembra impreparato a tutto eccetto la furbizia nella comunicazione e l’occupazione del potere, ma troppi «candidati del popolo» a fatica sanno leggere e scrivere, oppure cercano più voti per contare di più, ma non hanno nessuna vera intenzione di andare al governo poiché sanno di non avere le persone capaci di governare.
Luciano Prando – Salsomaggiore (Pr)
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LA SCUOLA OKKUPATA DA 15 GIORNI PER BILIARDINO E CAFFE’

Lotta dura, brioche senza paura. Al liceo Virgilio di Roma hanno alzato le barricate. E da quindici giorni stanno occupando la scuola al grido di battaglia: vogliamo il cappuccino, lo vogliamo ogni mattino. Una delle 13 rivendicazioni avanzate dal comitato di lotta, infatti, è l’apertura del bar interno alle 7,40 «per evitare la calca durante la colazione, momento di primaria importanza». Primaria importanza, si capisce: questi ragazzi hanno le idee chiare e sanno che i problemi vanno presi per le corna. Anzi, per i cornetti. Ripieni di crema o marmellata? E che marmellata: ciliegia o pesca? Hasta la spremuta d’arancia, comandante Che Guevara: la rivoluzione può attendere. Il caffè doppio macchiato, invece no.
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ITALIA PARADISO DEGLI ESPULSI ASSASSINI

Il tunisino che ha ucciso una 39enne di Parma a botte in testa? Era stato espulso. Il militante Isis che a Bari reclutava terroristi per la guerra santa in Europa? Era stato espulso. Il ladro che a Vaprio d’Adda è entrato nella casa di Francesco Sicignano? Era stato espulso. Sono tutti espulsi i delinquenti d’Italia. Per modo di dire, ovviamente. Perché con il decreto d’espulsione in tasca se ne vanno a zonzo indisturbati per le nostre città: rubano, scippano, stuprano, massacrano, minacciano, organizzano addirittura il jihad, senza che nessuno si prenda la briga di fermarli. D’altra parte, si capisce, sono stati espulsi. Dunque, possono fare quello che vogliono.
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I GENI DELL’ECONOMIA CI STANNO FREGANDO

Caro Giordano, sono vecchio e come tale non mi riconosco in molti usi e costumi odierni; mi chiedo però se la mia arretratezza gerontologica mi impedisca di capire certe contraddizioni palesi oppure se il quoziente di intelligenza medio si sia drammaticamente abbassato. Alcuni esempi: “la disoccupazione è diminuita però sono aumentati i non occupati”, “tassi negativi sui depositi” – in altre parole, “ho bisogno dei tuoi soldi, dammeli e pagami per questo”, “il denaro è lo sterco del demonio”, ovvero quello degli altri, non quello dello Ior e dintorni, “le tasse sono belle”, “l’inflazione è buona cosa” e così via. La prego, mi consoli.
Andrea Vaccari – Chiavari (Ge)
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IL PRESEPE NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI FEDE

Caro Giordano, non cambiano mai. Nel ’68 quando occupavano le università toglievano immediatamente il crocifisso, si placavano dando sfogo al loro odio per quella immagine. Negli ultimi anni di insegnamento mi sono trovato a scene analoghe nella mia scuola; prima di iniziare la tinteggiatura gli operai, su input del Comune, tolsero il crocefisso nella officina dove insegnavo. Presi il trapano e, forata anche la croce, lo fissai alla parete. Operai, bidelli, colleghi non fiatarono. Bisogna avere coraggio, difendere la nostra storia, la nostra cultura, la nostra gente. La lotta alla croce non è portata avanti dall’Isis ma da molti italiani i quali fanno veramente paura.
Alessandro Orsini – Livorno
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IL VESCOVO DI PADOVA SOTTOMESSO AGLI ISLAMICI

Si chiama monsignor Cipolla e perciò fa piangere. Le lacrime, infatti, sgorgano inevitabili ascoltando il vescovo di Padova parlare del presepe. Dice semplicemente: «Rinunciamoci». Proprio così: «Rinunciamoci».
Mentre l’Italia si batte per difendere le proprie tradizioni, mentre i cittadini si stringono attorno alla mangiatoia di Gesù Bambino e persino molti non credenti riscoprono il valore di quella capanna che fa parte della nostra storia, ancor prima che della nostra fede, il monsignore di fresca nomina si prende il lusso di buttare tutto a mare. La capanna, la mangiatoia, San Giuseppe, Maria, il Bambinello. Tutti insieme in pattumiera per «salvare la fraternità, la pace e l’amicizia». Dal che si desume che ricordare la nascita di Gesù sarebbe un pericoloso attentato alla fraternità, alla pace e all’amicizia. Parola di vescovo, per quanto Cipolla.
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HOLLANDE E RENZI, UN CONFRONTO IMPIETOSO

Caro Mario, ho visto e sentito i discorsi di Hollande, un politico che non ho mai molto stimato. Ma in questa occasione ho visto in lui uno statista o quanto meno un presidente con una grande dignità. I suoi sono stati discorsi solenni, gravi, come la circostanza richiede, carichi di un pathos sincero, consapevoli della gravità della situazione e della responsabilità che le sue parole rappresentavano. Poi ho sentito il cabarettista di Palazzo Chigi e mi sono vergognato di essere italiano. La rappresentazione che lui ha dato di pusillanimità, di pretestuosità, di pochezza culturale (quella cultura che lui evoca come toccasana ogni due per tre), di modestia intellettuale, di assenza di dignità. Purtroppo è lui che ci rappresenta ed è sulla base di ciò che lui dice che siamo giudicati noi italiani. Lui ha detto che per un miliardo stanziato per la sicurezza, ce ne sarà un altro per la cultura. A me sembra, invece, che di due miliardi che potrebbero esserci per la nostra sicurezza, lui ne toglie uno per destinarlo al cinema, ai teatri, ai campi di calcetto, soprattutto per dare 500 euro ai diciottenni prossimi elettori. Mancava solo ci dicesse italianistatesereni. Siamo proprio in buone mani! Che Dio ce la mandi buona!
Mirko Rebecca – Camisano Vicentino (Vi)
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