POSTA PRIORITARIA- RIMPIANGERE CRAXI (MA CON GIUDIZIO)

Caro Giordano, salto tutti i convenevoli, per quanto tutti lusinghieri per lei tranne uno: la passione per il Toro. Sono assolutamente juventino. Le vorrei chiedere un punto di vista, anche se la storia con i se non si potrebbe fare. Sono stringato anche a rischio sembrare troppo superficiale. A mio modo di vedere, accantonando per una volta -e per un attimo soltanto -la questione morale, se Bettino Craxi avesse potuto portare a termine la missione che si era dato di ricostruire la politica italiana per via democratica, ridimensionando il comunismo da un lato ed il collateralismo politico cattolico dall’altro, oggi l’Italia sarebbe più europea, ma sarebbe fuori da un’Europa come questa. Euro compreso. Conterebbe assai di più sullo scacchiere europeo e soprattutto su quello mediterraneo; avrebbe una politica più realistica e utile ai propri interessi all’interno della Ue e dell’area euro, verso i Paesi emergenti e soprattutto verso l’ex Urss; non avrebbe permesso la folle guerra contro Gheddafi, né le primavere arabe tarocche, cui si debbono buona parte dei nostri guai attuali con l’immigrazione. E non solo quello. Conoscendo poi il particolare tipo rapporto di Craxi con il mondo arabo e la sua fermezza anche nei confronti della grandi potenze,il terrorismo islamico non sarebbe arrivato all’attuale livello di pervasività e di pericolosità. Non vorrei farne un santino, ma…

Massimo Arri – San Giorgio Canavese (To)

Con tutta la stima che si può nutrire per il percorso craxiano, pensare che la sola presenza di Bettino avrebbe potuto fermare il terrorismo islamico mi sembra, sinceramente, un po’ eccessivo. Per il resto lei ha ragione: sicuramente se il suo progetto politico fosse andato in porto ci saremmo liberati per tempo dell’egemonia della sinistra comunista, avremmo ridotto il potere nefasto dei sindacati e forse non avremmo mai avuto la schiavitù dell’Europa a trazione tedesca. Però, caro Arri, la storia non si fa con i se. E quel progetto politico non è andato in porto perché, mentre Craxi lo inseguiva, lo Stato accumulava un debito pubblico impressionante e alcuni dei suoi sottoposti si comportavano da banditi, più che da uomini di partito, depredando il Paese. Quello che davvero spiace, umanamente, è che abbia pagato per tutti, in modo esagerato: averlo fatto morire in esilio, infatti, è una delle vergogne incancellabili di questo Paese, che oggi si trova a rimpiangerlo. In effetti ci sarebbe più che mai bisogno di persone come lui: era tosto, innovativo, coraggioso. Aveva due palle così. E poi simpatizzava pure per il Toro…

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POSTA PRIORITARIA- L’ISLAM E LA NOSTRA VOCAZIONE AL SUICIDIO

Caro Giordano,l’esistenza di un piano per islamizzare l’Europa è documentato da centinaia di atti ufficiali intercorsi tra la Conferenza Islamica (Oci) e la comunità europea fin dal 1973 e si basa su tre obiettivi: 1- agevolare l’immigrazione musulmana in Europa. 2 – agevolare la costruzione di moschee. 3 – privilegiare gli immigrati islamici rispetto ai cittadini, accusando di razzismo chi invoca il rispetto della legge. La mediazione tra la Oci e la Ue viene attuata attraverso organi intermedi come la Fondazione Anna Lindh e il Dea (Dialogo Euro Arabo), ampiamente finanziati da Stati come il Qatar e l’Arabia Saudita. In tali organi vengono educati molti giornalisti, diplomatici ed esponenti dellafutura classe dirigente,indirizzati fin dalla giovinezza a promuovere l’islamizzazione dell’Europa. I documenti che provano questo sono pubblicati dalla studiosa Bat Ye’ Or in un libro («Eurabia») che Libero ebbe il merito di patrocinare alcuni anni or sono. È pertanto logico concludere che la fantapolitica non è credere in un piano per islamizzare il continente, come lei erroneamente ha scritto,ma negare un tale piano. Convengo con lei solo in un aspetto: non esiste un complotto segreto a tal fine. Il piano, infatti, è completamente alla luce del sole e non comprendo come non si voglia vederlo.

Marco Casetta – Treviglio (BG)

Arridaglie. Evidentemente sul tema del complotto proprio non riesco a farmi capire. Ma quando mai avrei detto che non esiste un piano per islamizzare il continente? Lo vado dicendo e scrivendo da sempre. Ma, come giustamente nota lei, io sostengo che questo piano non sia affatto segreto: sta lì, davanti ai nostri occhi, ce lo stanno spiegando e facendo capire in tutti i modi, tra un po’ ci faranno anche l’alfabeto muto e i messaggi luminosi come quando ci sono i lavori in corso nei cantieri… Anche in queste ore sono state pubblicate foto con la bandiera nera sul Vaticano, Roma islamizzata, gli italiani sottomessi. Hanno tagliato la testa ai cristiani copti nel Mediterraneo per insanguinare le nostre coste, diffondono manuali in cui è scritto a chiare lettere che bisogna spazzare via gli infedeli e conquistare l’Occidente e ci dicono, esplicitamente, che i barconi carichi di immigrati sono uno degli strumenti di guerra adottati per sconfiggerci… Alla faccia del piano segreto: è tutto lì, spiattellato sotto i nostri occhi, evidente, palese. Se poi noi, sapendo tutto ciò, decidiamo di nascondere i nostri crocifissi e costruire nuove moschee, che c’entra il complotto? Piuttosto parlerei di vocazione al suicidio…

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POSTA PRIORITARIA- IL MIO GIRO D’ITALIA IN VOSTRA COMPAGNIA

Caro Giordano, l’ho sentita l’altra sera ad Asiago…

P.B. – Vicenza

Quanti lettori ho incontrato in queste settimane… La seguo su Libero, la leggo su Libero, sono un fedele di Libero… Quante mani ho stretto in questo mio piccolo  tour che si è concluso ieri sera ad Asiago (purtroppo per la pioggia non si è potuto fare in piazza: comunque avete riempito il teatro). Ogni anno, da aprile all’inizio di agosto, approfitto dell’uscita del mio libro per uscire dalla prigionia della redazione. Dico sempre scherzando (ma mica troppo) che quasi quasi scrivo i libri per poterli andare a presentare in giro per l’Italia. Che ci volete fare? C’è chi scrive libri per poter entrare nei palazzi, io li scrivo invece per poter entrare nelle piazze.   E’ un bagno di gente che mi fa bene, mi aiuta a uscire dalla tentazione autoreferenziale che colpisce tutti noi giornalisti e che mi fa sentire da vicino il polso dei lettori. Durante il resto dell’anno, poi, quando scrivo penso proprio ai vostri volti, ai vostri occhi, ai sospiri con cui avete seguito i miei incontri, alle vostre risate, alle vostre domande incazzate, agli applausi e agli incoraggiamenti. Mai come quest’anno ho trovato persone stanche delle promesse andate a vuoto, mai come quest’anno mi sono sentito dire: “Dovete essere più cattivi”, “Picchiate duro”, “Dateci dentro”, “Siete la nostra voce”, mai come ora sento la responsabilità di non tradire tutta la fiducia che mi avete trasmesso incontro dopo incontro. Ho girato 7 regioni, una quarantina di piazze, dal 12 aprile a Soave (assaggio di bianco stratosferico) al 2 agosto ad Asiago, sono passato per Lamezia Terme, Alassio, Lecco, Arezzo, Siena, Imperia, Menfi (Agrigento), la magica notte di Polignano, Viareggio, Courmayeur… Ovviamente non poteva mancare la piazza del piccolo e familiare Frascaro (agnolotti divini), l’appuntamento con la Versiliana (quest’anno con Catena Fiorello: ci siamo divertiti), una serata splendida nelle ville palladiana (a Pojana) con l’estate che stava cominciando a sprigionare la sua immensa bellezza, poi Caravaggio, Lodi, l’abbraccio caloroso seppur dolente di Galatone,  dove sono riusciti a mascherare con l’affetto tipicamente pugliese il lutto che aveva appena colpito il paese. Ringrazio tutti quelli che ci sono stati, quelli che mi hanno consegnato messaggi, documenti, biscotti, vignette, foto, ricordi, libri, composizioni, speranze, opinioni. Giuro che leggerò tutto e che il prossimo anno sarò di nuovo lì, in mezzo a voi, a  seminare parole e a raccogliere entusiasmo.  Perché è una delle poche cose di cui non so fare a meno.

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POSTA PRIORITARIA- L’EMERGENZA IMMIGRAZIONE E’ APPENA AGLI INIZI

Caro Giordano, quattro cittadini eritrei affetti da scabbia sul treno tra Acqui e Alessandria hanno costretto le Ferrovie dello Stato a sanificare la carrozza che li aveva ospitati. A Roma, in Veneto, e adesso in Liguria aumentano le proteste dei cittadini italiani per la presenza di stranieri extracomunitari che, in attesa di ottenere lo status di rifugiati (campa cavallo…) sono inviati d’autorità dai prefetti nelle grandi città come nei più piccoli paesi. Con la precauzione, divenuta ossessiva, di non ficcarli in luoghi molto lontani dai centri, altrimenti quelli protestano. Ci stiamo beccando, noi cittadini italiani, come i polli di Renzo, anzi di Renzi, il premier che lascia al ministro Alfano l’onere di gestire i ruzzi e i buzzi che ogni giorno ci saturano. Lui, molto occupato a gestire la sua maggioranza e la sua (quella interna al suo partito) minoranza, non trova il tempo per riunirsi una buona volta con altri due ministri (Esteri e Difesa) per vedere come fare a limitare, se non eliminare, gli sbarchi.

Luigi Fassone- Camogli (Ge)

Sì, bisognerebbe fermare gli sbarchi. E per fermarli, caro Fassone, a mio modo di vedere c’è un solo modo: intervenire in Libia e organizzare là i campi di accoglienza, rimandare a casa quelli che non sono profughi e dunque non hanno diritto di essere ospitati da noi, e far arrivare in modo civile (non su barconi, non trattandoli come bestie) quelli che hanno diritto di essere ospitati da noi. Dicono: è difficile perché la Libia è instabile. Certo: la Libia è instabile perché l’avete bombardata quando era stabile, e Gheddafi combinava un sacco di guai ma almeno non lasciava campo libero a scafisti e mercanti di morte. Ora la mia domanda è: ma se in poche ore si è riusciti a organizzare i bombardamenti e a buttare giù Gheddafi, possibile che in mesi e mesi di trattative, conciliaboli e riunioni degli alti vertici europei mondiali non si riesca a trovare il modo per fermare il traffico di essere umani? Basterebbe creare una zona cuscinetto, no? E’ così difficile? Poi però, caro amico, mi lasci aggiungere una cosa: il premier, oltre al ministro degli Esteri e della Difesa, dovrebbe anche incontrare il ministro dell’Interno e spiegargli che, in ogni caso, l’accoglienza non va organizzata così come ha fatto lui in questi mesi, con i profughi sugli scogli, gli autobus che li lasciano in mezzo alla strada, i palazzi riempiti a insaputa dei condomini e degli stessi sindaci, le stazioni nel caos, la disorganizzazione più totale… Una delle pagine più brutte della nostra storia recente, non crede? E siamo solo all’inizio…

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POSTA PRIORITARIA- CI VORREBBE POCO PER “AFFAMARE LA BESTIA”

Caro Giordano, Renzi ormai si fa paladino della riduzione delle tasse! Tema sempre avversato dalla sua parte politica anzi, combattuto. Perché, invece, non emula David Stokman che coniò lo slogan “affamare la Bestia”? E che Reagan attuò con successo! La nostra cartina di tornasole si chiama costo dello Stato, 850 miliardi/ anno! E l’assunzione di 100.000 insegnanti non è proprio la strada giusta, anzi.

Alessandro Giusti- via mail

Glielo dico subito, caro Alessandro: perché affamare la bestia è assolutamente impopolare, mentre con l’assunzione di 100mila precari si cerca di vincere le elezioni (senza riuscirci, per altro). Tutto qui. Mi sono quasi stancato di questo discorso sulle risorse e della classica domanda di rito: dove li prendiamo i soldi per il taglio delle tasse? In effetti: dove prendere i soldi lo sappiamo benissimo, sono anni che stipendiamo fior di commissari alla spending review, esperti, libri bianchi, dossier speciali. Ormai lo sanno anche i sassi che basterebbe uniformare gli acquisti delle amministrazioni per risparmiare 7,2 miliardi di euro l’anno (rapporto Cottarelli). Proprio così: se si evita che a Milano una siringa costi come una siringa e a Reggio Calabria, invece, costi come una pepita d’oro, ecco fatto, saltano fuori 7,2 miliardi. Lo sanno anche i sassi che le 10mila municipalizzate vanno spazzate via perché molte di loro non servono a niente, se non a garantire una poltrona ai politici trombati. E che non ha più senso, nell’era della comunicazione virtuale, un apparato dello Stato pachidermico con 9.600 sedi territoriali dei ministeri (9.600! E sono escluse ovviamente le caserme di polizia e carabinieri). Lo sa che solo d’affitti ogni anno spendiamo 2 miliardi di euro, cioè oltre la metà della tassa sulla prima casa? Ma con tutti gli immobili che lo Stato ha, com’è possibile? L’altro giorno è stato presentato con grande orgoglio il bilancio della Camera dei deputati. Devo dare atto: la spesa sta scendendo. Per la prima volta dal 2005 è sotto il miliardo di euro. Ma lo sapete che per i facchini di Montecitorio continuiamo a sborsare ogni anno 1,6 milioni di euro? E che la spesa dei “servizi di guardaroba” è aumentata nell’ultimo anno del 50%? E che altri 900mila euro l’anno se ne vanno per le spese di treni e aerei degli ex onorevoli, cui evidentemente il vitalizio non basta? Mi fermo qui, caro Alessandro. Come vede per recuperare le risorse necessarie non ci sarebbe nemmeno bisogno di “affamare la bestia”. Basterebbe evitare la sua morte per obesità.

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POSTA PRIORITARIA- IL SOSPETTO: IL NUOVO ISEE E’ UNA PORCATA

Caro Giordano, a proposito della sua risposta sul pasticcio del nuovo Isee, vi allego la lettera che ho inviato al direttore dell’assessorato competente della Regione Friuli Venezia Giulia…

Angelo Visentin Panfol- Fontanafredda (Pn)

Caro Angelo, questa storia dell’Isee comincia ad appassionarmi. Ho l’impressione che si tratti di una vera porcata e la sua lettera me lo conferma. La riporto testualmente, a beneficio dei lettori. “Senza far polemiche- scrive rivolgendosi appunto alla Regione Friuli Venezia Giulia- volevo segnalare una situazione che si è venuta a creare e che inciderà anche pesantemente sui bilanci famigliari già ridotti all’osso, perché tante altre famiglie si troveranno nella mia stessa condizione. Oggi in qualità di amministratore di sostegno di mia madre, non autosufficiente, mi sono recato presso un Caf per presentare la documentazione necessaria all’elaborazione dell’Isee 2015, onde fruire dei contributi concessi per l’abbattimento della retta giornaliera. Faccio notare che mia madre, vedova, ha sempre fatto nucleo famigliare a se stante, abitando nel suo appartamento, fino al ricovero in struttura per intervenuti handicap e con conseguente spostamento della residenza nella struttura stessa. Purtroppo con le norme Isee 2015 le cose sono radicalmente cambiate, oltre ad amenità varie tipo media saldo giornaliero del patrimonio mobiliare, si chiede la situazione patrimoniale dei figli anche se non appartenenti allo stesso nucleo famigliare al fine di verificare la condizione economica dell’anziano non autosufficiente, che ha figli che possono aiutarlo, distinguendolo da chi non ha aiuto per fronteggiare le spese per il ricovero in struttura, comunico che noi figli paghiamo la retta e che nostra madre non è a carico della comunità. Gioco forza ho rinunciato per non perdere ulteriore tempo in quanto la sommatoria dei redditi di noi 3 figli avrebbe senz’altro superato i valori richiesti dall’attestazione Isee (cioè 25.000 euro). Il rammarico permane nel pensare che mia madre, durante la sua vita lavorativa, ha regolarmente versato i contributi spettanti ed ora non può fruire di agevolazioni che ad altri vengono concesse, senza che abbiano minimamente contribuito. Ciò lo trovo discriminante. Scusandomi per lo sfogo e in attesa di una risposta, porgo cordiali saluti”.  La lettera del nostro lettore è datata 10 febbraio 2015. Non ha ancora avuto risposta. Deborah Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, non ha nulla da dire in proposito?

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POSTA PRIORITARIA- LA BUROCRAZIA QUALCHE VOLTA SI PUO’ BATTERE

Caro Giordano, in questi giorni ho avuto la risposta Inps al ricorso presentato nel 2010. Vuoi vedere che grazie alla lettera pubblicata su Libero, dopo 5 anni, si è sbloccata la situazione? Il che vuol dire che per ogni lentezza statale bisogna dare in pasto all’opinione pubblica ogni prevaricazione.

Augusto Seveso- Sesto San Giovanni (MI)

Ma no, caro Seveso: sono sicuro che il funzionario dell’Inps stava per risponderle, proprio in quel giorno lì, quando la sua lettera è comparsa su Libero. Si tratta solo di una fortunata coincidenza, vuole scommettere? Ma siccome in mezzo a tante sfighe, qualche fortunata coincidenza ci riempie il cuore di soddisfazione e di speranza riassumiamo brevemente la sua vicenda a conforto di lettori sfiduciati e/o rassegnati. Dunque, lei mi ha scritto poco più di un mese fa, il 10 giugno. Si lamentava per il fatto che da oltre cinque anni aveva presentato una domanda per avere dei rimborsi. Le avevano fatto fare la solita trafila degli uffici pubblici: uno sportello, poi un altro, un funzionario, una commissione, chiami, si rivolga, metta un timbro, aspetti, abbia pazienza, io non c’entro niente, deve rivolgersi da un’altra parte, questa non è la sezione competente, non so a che cosa si riferisca, non si rivolga più a me, come si permette?, esca da questa stanza. Insomma: non ne riusciva a venire a capo. Allora ha scritto a me, io ho pubblicato. E, per le strane circostanze della vita, proprio il giorno della pubblicazione, l’Inps ha pensato che fosse il caso di rispondere alla sua richiesta. Non è meraviglioso? Ora non so, caro Augusto, se la risposta che lei ha avuto sia stata positiva, cioè se rientrerà in possesso dei suoi soldi o dovrà rinunciarvi per sempre. Sappiamo, al riguardo, che lo Stato è piuttosto restio a restituire il maltolto, anche quando è palesemente maltolto (leggi sentenza Consulta). Ma siccome sull’argomento mi sono arrivate altre e numerose lettere, mi permetta di segnalare almeno il contributo di Ennio Palmesino da Genova: “Vorrei ricordare- mi ha scritto- che è ancora in vigore la legge 241/90 sull’obbligo di trasparenza della Pubblica amministrazione verso i cittadini, legge dovuta al grande liberale Raffaele Costa. Io ho risolto una situazione simile a quella del signor Seveso, scrivendo come previsto dalla 241/90 una intimazione all’Inps. Un funzionario mi ha subito ricevuto”. Capito, cari amici? Una strada anti- burocrazia, a quanto pare, ci sarebbe. Lo prevede la legge. Altrimenti non preoccupatevi: lo sportello della Posta prioritaria, comunque, è sempre aperto…

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POSTA PRIORITARIA- L’EURO E’ STATO UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA

Caro Giordano, anch’io non ho nulla contro la Merkel e sono d’accordo che ha saputo fare e fa il mestiere di difendere il suo popolo. Di più, come nelle favole, mi piacerebbe che una persona così potente, protettiva e spregiudicata fosse a capo del nostro Paese, si battesse per i nostri interessi e fosse nel contempo stimata da tutti i capi di Stato europei. Forse il difetto, che le trovo, è quello di non mostrare uno spirito unitario. Infatti in mezzo a tanti Stati, che dovrebbero trasudare fratellanza,la Merkel ha predilezioni così spinte da ricordare l’Asse e rammentando il passato, mette un brivido il pensare, che l’esclusione ostile degli altri Paesi, non porta fortuna a nessuno.

Piera Murgia- Milano

Lei dice bene “dovrebbero trasudare fratellanza”, cara Piera. In realtà i Paesi europei trasudano tutt’altro: la Germania ha usato la moneta unica per fare ciò che non era riuscita a fare con i suoi carri armati, cioè conquistare l’Europa. Anziché proiettili, sparano diktat; non sfoderano armi militari ma quelle dell’austerity; non usano la Wehrmacht ma l’esercito della Bundesbank. Qualcuno dice che il Vecchio Continente grazie all’Unione europea ha vissuto un lungo periodo di pace. Balle. Ha vissuto semplicemente un altro tipo di guerra, cioè quella economica, che magari è meno cruenta, ma lascia allo stesso modo rovine e vittime sul campo. Ora se ne sono accorti tutti, perché nella lunga notte della trattativa sulla Grecia, Angela è stata spietata, come i migliori comandanti della Panzer Division, è andata avanti come un rullo compressore, schiacciando il nemico ateniese, stritolandolo con la sua forza fino ad umiliarlo. Ma solo i bambini scemi e gli illusi con gli occhiali rosa potevano credere alla favoletta che ci hanno raccontato a lungo della “fratellanza” dei popoli: se fossimo fratelli, non esisterebbe il problema del debito, no? Se fossimo fratelli avremmo messo insieme i bilanci, come si fa nelle vere famiglie, i tuoi soldi sono i miei soldi, facciamo cassa comune, e non importa se tu guadagni 100 o 20, a pranzo si mangia tutti la stessa minestra. Le sembra che in Europa ci siano le condizioni per una simile condivisione? E fino a quando non ci sarà la condivisione delle economie, come può esistere davvero una moneta unica? O meglio: come può esistere una moneta unica che sia qualcosa di diverso da quello che è, cioè uno strumento di dominio della Germania nei confronti dell’Europa? Mi creda, cara Piera, l’ostilità non è una predilezione della Merkel. Purtroppo sta nelle cose.

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POSTA PRIORITARIA- UN VINCITORE, MOLTI PERDENTI E MOLTE FACCE TOSTE

Caro Giordano, allora, se ho capito bene , a queste amministrative hanno vinto tutti. Lo dichiara il Pd , il Movimento 5 Stelle, Forza italia, la Lega , e persino l’Ncd (e se lo dice Alfano, c’è da crederci). Ora, alla luce dei fatti se tutti sono vincitori chi cavolo ha perduto queste elezioni? Ho un dubbio: forse noi cittadini italiani?

Maurizio Oberti – via mail

Non c’è niente che mi annoi come le analisi post elettorali, specialmente quelle in cui tutti si proclamano vincitori, scegliendosi ad hoc il riferimento opportuno (“E’ vero, ho perso 2 milioni di voti, ma se ci confrontiamo non con la precedente elettorale ma con quella precedente ancora…”) o deviando abilmente il discorso (“E’ vero, abbiamo perso la Regione: ma vuole mettere la netta affermazione a Buttigliera Alta e Calamandrana Bassa?”). A volte, davanti alla sfilata di facce toste, mi diverto a pensare che prima o poi salterà qualcuno pronto a dichiararsi “in netta crescita non solo rispetto al risultato dell’era mesozoica ma anche a quello dell’era paleozoica” o qualcun altro che non esiterà a cercare di salvarsi richiamando l’indiscutibile vittoria del suo partito, che certo, perde moltissimo a livello nazionale, molto a livello regionale, altrettanto a livello rionale, ma, è evidente, nel condominio del candidato presidente ha ottenuto risultati lusinghieri. Vi sembra un paradosso? Pensate ad Alfano…  La verità è che, a livello di partiti, per la sintesi dei risultati non servono le pagine di giornale, ma basta una riga: hanno perso tutti, tranne la Lega.  Per quanto riguarda il suo dubbio, invece, caro Oberti, non so se i cittadini italiani hanno perso le elezioni. So per certo, però, che hanno perso la pazienza. E domenica hanno mandato un altro segnale chiaro a questa classe politica che ormai appare vicina ai problemi della gente quanto io sono vicino a uscire stasera con Monica Bellucci. Il problema, però, è che nessuna lezione sembra sortire effetto. Infatti, appena finito di contare le schede, quasi tutti i partiti (a cominciare dal Pd) hanno dato il via a quello che usando una frase più usata del sale sul branzino i giornali chiamano “la resa dei conti” interna. De Luca contro Bindi, Fitto contro tutti, Quagliariello contro Alfano, Cuperlo all’attacco, convochiamo la direzione del partito. Ottimo idea. Convochiamo la direzione del partito. E pazienza se nell’occasione si discuteranno i problemi delle correnti anziché quelli del Paese. Per i problemi del Paese non c’è tempo, è l’ora della resa dei conti. Che però, avanti di questo passo, sembra sempre di più una resa dei tonti.

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POSTA PRIORITARIA- QUEL PROFESSIONISTA DELL’INSULTO NEI TALK SHOW

Caro Giordano, penso che io  non avrei potuto fare il giornalista. Perché l’ho vista a “L’aria che tira” e ho pensato che, se io fossi stato al suo posto, mi sarei fatto prendere sicuramente dal nervosismo e avrei un tavolo in testa a chi non avesse lasciato concludere il mio pensiero, o se il conduttore mi  avesse interrotto per sentire i cavoli privati di ‘sta Pezzopane con il suo ragazzo. Ho trovato quasi commovente vedere come, invece, lei sa pazientare fino a riuscire a dire alla fine, quello che pensava. Tanto più incredibile perché ha riscosso gli applausi ed il consenso di un pubblico come quello de La7, che non è certo tenero con chi porta avanti idee che non fanno comodo alla sinistra. Complimenti.

Giordano Citterio – via mail

Caro Citterio, la ringrazio per i complimenti. Ma l’unica cosa difficile, nella mattinata di lunedì all’Aria che Tira, è stata quella di resistere dalla tentazione di mandare al diavolo Fabrizio Rondolino, un signore che evidentemente ha tante idee in testa quanti capelli sopra, e che non sapendo cosa dire, ma dovendosi ritagliare un ruolo nei talk show, ha scelto quello dell’insulto facile. Pare non sia nuovo a performance del genere. Ero stato invitato a La7 per parlare di vitalizi, un argomento a me caro da sempre e rilanciato con forza dall’inchiesta di “Libero”, ma ancor prima che pronunciassi una frase completa, Rondolino mi ha interrotto per darmi dello “stupido qualunquista”. Un bel modo per iniziare un dialogo, no? Ho cercato di non replicare sul piano personale, per non abbassarmi al suo livello, ma lui ha continuato dandomi del  “servo di Berlusconi” e altri epiteti del genere. Poveretto, manco il dono dell’originalità. Del resto che ci si può aspettare da un figlio di papà, carrierista mancato, che all’apice della carriera ha fatto il portaborse di D’Alema? Di lui come giornalista purtroppo non si ricordano reportage memorabili né inchieste imperdibili. Al massimo un romanzetto pornografico, più discusso che letto. Ora insulta chi lavora per le aziende di Berlusconi, ma non ha esitato a pietire contratti di collaborazione al “Giornale” e a “Panorama”, persino al “Grande Fratello”, di cui è stato uno degli autori. Attualmente si dice “infatuato da Renzi”. E siccome ha capito che il premier resterà a Palazzo Chigi per alcuni anni, si è promosso sul campo suo scherano e uomo d’ordine. Nella speranza forse di riuscire, leccata di culo dopo leccata di culo, ad attirare la sua attenzione. E, magari, qualche contrattino di consulenza in una partecipata…

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