IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO SPRECAVA DENARO PUBBLICO? IL SUO PRESIDENTE VIENE PREMIATO: CANDIDATO AL SENATO

Ricordate il Consiglio regionale del Lazio? Distribuiva i soldi dei contribuenti ai gruppi con grande generosità. E i vari Batman se ne approfittavano, usando quel denaro per comprarsi Suv e vacanze di lusso con fidanzata al seguito, pranzi e cene a base di ostriche e regali costosi per gli amici. Comportamenti deplorevoli, lo ribadiamo. Ma nulla sarebbe stato possibile se non ci fosse stata alla base la decisione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. E chi era l presidente del Consiglio regionale, nonché membro dell’ufficio di presidenza? Bruno Astorre. Fa piacere notare che sarà candidato al Senato. Il rinnovamento della politica evidentemente comincia così, premiando chi s’è comportato bene…

IL CONSIGLIERE ELETTO IERI ALLA REGIONE LAZIO. FARA' 47 GIORNI IN CARICA. NEMMENO UNA PRESENZA IN AULA, NEMMENO UNA COMMISSIONE, NON FARA' NULLA. PERO' AVRA' DIRITTO AL VITALIZIO…

E’ diventato consigliere regionale del Lazio l’8 gennaio, in sostituzione di un collega dimissionario. Ciò significa che non andrà mai in aula, non parteciperà a una commissione, non produrrà un’interrogazione, non darà alcun contributo alla collettività. Il 25 febbraio, appena saranno proclamati i nuovi eletti alla Regione, il suo mandato sarà finito senza avergli mai dato la soddisfazione di sedere una volta davvero sul suo seggio, dal momento che il Consiglio è chiuso. Eppure Piero Ambrosi, classe 1957, di Tivoli, per questi 47 giorni da eletto avrà diritto al vitalizio. Gli basterà pagare un po’ di contributi per colmare la differenza e voilà, il gioco è fatto, 3.800 euro al mese gli correranno in tasca per il resto della sua (gli auguriamo lunga) vita. 3.800 euro al mese come ricompensa per aver fatto finta di fare il consigliere regionale 47 giorni, non male no? E l’abolizione del vitalizio? E le promesse del “mai più”? E le assicurazioni “ora tutto è cambiato”? Per ora non è cambiato nulla. La legge sul vitalizio dovrebbe cambiare dalla prossima legislatura. Ma chi ci assicura che i neo-eletti non decidano di cambiare ancora? E di mantenersi il privilegio? Chi glielo potrebbe impedire?

CLAMOROSO: I CONSIGLIERI DEL LAZIO NON LAVORANO DA UN MESE. E CONTINUANO A PRENDERE STIPENDIO, RIMBORSI CHILOMETRICI E DIARIA PER LA PRESENZA IN UN'AULA DOVE NON VANNO MAI…

Questa è clamorosa, perfin più clamorosa di quelle che abbiamo raccontato fin qui.  I 70 consiglieri del Lazio che sono ancora formalmente in carica, anche se il consiglio non si riunisce da un mese, non solo continuano a prendere lo stipendio di 9mila euro al mese (che già è un’assurdità), ma continuano a prendere pure la diaria per le presenze in consiglio regionale (3.503 euro al mese) e i rimborsi chilometrici (altri 2.090 euro al mese).  Avete capito bene: prendono la diaria per la presenza in un consiglio che non si fa e i rimborsi per un’attività che è stata sospesa, a causa delle loro malefatte. Com’è possibile? Semplice: lo prevede la legge regionale. Sia la diaria che i rimborsi vengono pagati a forfait sulla base delle 18 presenze mensili con una detrazione (222 euro) per ogni volta che il consigliere non si presenta. Ma siccome  il consiglio non si riunisce di defezioni non ce ne sono e così senza lavorare i consiglieri prendono il massimo dello stipendio. Non male per un’assemblea sciolta causa vergogna.

CARI GOVERNATORI, MA PERCHE' CI PRENDETE PER I FONDELLI?

Aiuto: le Regioni sregionano. O sragionano. Ieri per cercare di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai abbondantemente staccati hanno recuperato un pacchetto di norme vecchie come il cucu e le hanno riproposte come fossero nuove al presidente Napolitano e alla stampa. Si badi bene che a) quelle norme potevano essere applicate già da tempo; b) quelle norme sono assolutamente insufficienti e inadeguate (tanto per dire non prevedono nulla sulla conferimento dei fondi ai gruppi, vera origine dello scandalo del Lazio). Nel frattempo sul Sole 24 Ore vengono pubblicati dati agghiaccianti: negli ultimi dieci anni i costi della politica regionale sono aumentati del 98%. E nello stesso periodo le imposte regionali sono raddoppiate. A’ belli governatori, ma che state a di’?

BATMAN, LO SPUDORATO DEL LAZIO: "31MILA EURO NETTI AL MESE NON MI BASTANO".

Dall’interrogatorio di  Batman, detto er Federale di Agnani, cioè l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio, ai magistrati:

– Quanto guadagna?

“8100 di stipendio base, 4.190 di diaria, 3.000 per le spese del personale, 8mila per la presidenza del gruppo regionale, 8mila per la presidenza della commissione bilancio. Fanno 31mila euro al mese”

– Netti?

“Netti. E a questa somma si aggiungevano 21mila euro mensili per il funzionamento del gruppo stesso”

31 mila netti al mese, più 21 mila a disposizione, Suv e cene a base di ostriche pagate. Lo capite? Quando si fa politica per spirito di servizio non si bada a spese…

LA POLVERINI DEVE DIMETTERSI. MA NON BASTA. BISOGNA TAGLIARE I SOLDI AI PARTITI

E’ ovvio che la Polverini debba dimettersi. Doveva già farlo l’altro giorno, dopo il suo discorso al Consiglio regionale, senza cercare vie d’uscite al ribasso in accordicchi e promesse di tagli. se uno parla di “catastrofe politica” non può far altro che rassegnare le dimissioni. Il problema è che le dimissioni non bastano: l’unica soluzione per uscire dal pantano è quella di tagliare radicalmente i fondi ai partiti. Via i rimborsi elettorali ai partiti, via i contributi ai gruppi regionali. Bisogna affamare la bestia e costringerla ad andarsi a conquistare voti e contributi sul territorio. Vedrete che così la politica sarà costretta ad uscire dalla torre d’avorio fatta di ostriche, champagne, festini e Suv, e in breve tempo recupererà almeno un po’ della simpatia perduta.

CON I SOLDI PUBBLICI IL PDL LAZIO PAGAVA PURE I FESTINI A CINECITTA' (CON LE GNOCCHE VESTITE DA ANTICHE ROMANE)

Ultime notizie dallo scandalo del Pdl Lazio: con i soldi pubblici (quelli che servono per la democrazia, blablabla) venivano finanziate non solo cene a base di ostriche e champagne, non solo auto di lusso (bmw) e vini pregiatissimi, non solo gite e week end a Porto Cervo (fidanzata compresa), ma anche i festini a Cinecittà sul set di Rome, con donnine vestite da antiche romane. Costo: 48mila euro. Lo ammette lo stesso ex capogruppo Pdl, Franco Fiorito, intervistato dal Fatto: “Sì, ho pagato per finanziare quella festa nel set di Cinecittà. C’erano delle gnocche travestite con le gonnelline bianche. L’assessore al Bilancio era disgustato”. E se era disgustato lui, figuriamoci noi che abbiamo pagato il conto: 48mila euro.

P.s. Alla domanda sul perché il capogruppo del Pdl in Regione che ha già a disposizione l’auto blu avesse speso per comprare una Smart e un Suv, Fiorito risponde: “la Smart la usava la segreteria, io non riesco nemmeno a entrarci”. E il Suv: “Ne avevo bisogno”. Ne aveva bisogno, capito? E noi gliel’abbiamo regalato.

QUELLE OSTRICHE DEL PDL DEL LAZIO MI VANNO DI TRAVERSO

Quello che mi colpisce della vicenda delle spese d’oro del Lazio è la tempistica. L’accusa è nota: hanno sottratto soldi che servivano ai partiti per spese personali. Si parla di 109 bonifici (109!) su conti privati (per un valore di 753mila euro, ma potrebbero essere molti di più), si parla di pranzi a base di ostriche, auto di lusso (Bmw), cene per 120 persone in ristoranti che dichiarano solo 40 coperti (fatture gonfiate?), stock di cravatte di Marinella, vini raffinatissimi (per 7mila euro) e altri lussi. Un altro caso Lusi, insomma, nemmeno tanto in piccolo. Ma, come dicevo, quello che sorprende è la tempistica: hanno continuato a compiere queste spericolate operazioni fino a oggi, impuniti e spudorati, mentre tutto il Paese s’indignava sui soldi alla politica e sui giornali e sui siti apparivano denunce e ondate di indignazione. Ma vi pare? Come si può arrivare a tali livelli di faccia tosta? Adesso capisco perché quando ripeto nei talk show e nei dibattiti pubblici che i partiti devono essere messi a dieta, anzi di più: devono essere affamati, il solito parlamentare di turno alza il sopracciglio e mi dà una lezione di democrazia (“La democrazia costa, i partiti sono il sale della demorazia”, etc). Adesso ho capito:  i partiti non vogliono essere affamati, perché vogliono continuare a mangiare le ostriche. Alla faccia nostra, mentre noi scriviamo articoli così…

FELICE CROSTA "SOLO" 20MILA EURO AL MESE. E GLI EX CONSIGLIERI DEL LAZIO SI RIBELLANO CONTRO IL TAGLIO

Prima la “buona” notizia (si fa per dire): il nostro amico Felice Crosta, il superburocrate con la pensione record, ha perso la sua battaglia in Cassazione: non avrà diritto a riprendere i 40mila euro al mese (1369 al giorno) e dovrà accontentarsi (si fa sempre per dire) di 20mila euro al mese, cioè 621 euro al giorno. Qualcuno vuole organizzare una colletta per aiutarlo? E adesso la cattiva notizia: gli ex consiglieri del Lazio non si rassegnano, proprio non si danno pace: hanno fatto ricorso contro il mini-taglio del loro vitalizio. “Arridateci le 300 euro”, gridano in coro. Ricordiamo che fra di loro ci sono Piero Badaloni (5.150 euro al mese), Piero Marrazzo (2.530 euro al mese che somma allo stipendio Rai), Goffredo Bettini (3.150 euro al mese), l’ex socialista craxiano Paris dell’Unto (circa 9mila euro che somma agli 8455 euro da ex parlamentare: doppio vitalizio) e l’ex di An Giulio Maceratini (5.610 euro che somma ai 9.947 euro da ex parlamentare: doppio vitalizio anche per lui)

TASSE PER NOI, PRIVILEGI PER LE SANGUISUGHE

Cronache da Marte, il pianeta della Casta. Mentre qui sulla Terra arriva una manovra fatta al 90 per cento di tasse, che cosa succede lassù nell’empireo dei privilegi? Ecco un breve quanto impressionante elenco degli eventi dell’ultima settimana.  

CORSA ALLE BABY PENSIONI. Lunedì 19 dicembre. Si apre la settimana decisiva per la manovra. Gli italiani si preparino: dovranno andare in pensione più tardi. Intanto la casta si prepara ad andare in pensione più presto. L’onorevole Luciano Dussin si dimette da deputato per salvare il vitalizio: prenderà la pensione a 52 anni, più l’indennità da sindaco di Castelfranco Veneto. L’onorevole Franco Cristaldi, 60 anni, pure: prenderà due pensioni (quella da deputato e da consigliere regionale), più l’indennità da sindaco di Marzara del Vallo.

CORSA ALLE BABY PENSIONI/2. Lunedì 19 dicembre. Gli italiani continuino a prepararsi: dovranno andare in pensione sempre  più tardi. Intanto la casta continua a prepararsi ad andare in pensione sempre più presto. In Sicilia, grazie ad una legge ad hoc i dipendenti regionali possono andare a riposo anche a 40 anni, con 20 anni (le donne) e 25 anni (gli uomini) di contributi. Si registra un boom di domande.

CHI DICE CHE NON CI SONO SOLDI? Martedì 20 dicembre. In Parlamento la discussione è accesa, tutti dicono che non ci sono soldi. Intanto il Giornale rivela che il premier Monti ingaggia una portavoce con uno stipendio da 11mila euro al mese. E alla Regione Lombardia viene pagata una liquidazione di 350miola euro all’ex vicepresidente Franco Nicoli Cristiani finito in carcere per tangenti. Un premio di produzione?

I VITALIZI SONO SALVI. Mercoledì 21 dicembre. In Parlamento tutti d’accordo: bisogna chiedere sacrifici sul fronte delle pensioni. Intanto la Regione Friuli stabilisce: per i consiglieri regionali nessun sacrificio sul fronte delle pensioni. Il maxiemendamento che salva il privilegio viene approvato da tutti i partiti, naturalmente in seduta notturna.

VIVA LA DOPPIA POLTRONA. Mercoledì 21 dicembre. Il Senato è riunito. In aula si proclama: tutti devono far sacrifici e rinunciare a qualcosa. Sottobanco si decide: tutti devono far sacrifici ma noi non rinunciamo alla doppia poltrona. Nonostante un parere contrario della Corte Costituzionale, l’aula decide: i senatori Azzolini e Nespoli potranno continuare a occupare la cadrega  a Palazzo Madama e quella di sindaci di Molfetta e Afragola. Con doppia indennità, naturalmente.

LA PORCATA DELLA REGIONE LAZIO. Giovedì 22 dicembre: è ufficiale, la manovra è legge. Gli italiani  dovranno andare in pensione a 66 anni. Giovedì 22 dicembre: è ufficiale, il privilegio è legge. I consiglieri della Regione Lazio potranno andare in pensione a 50 anni.   Prenderanno 3mila euro al mese. Il benefit, fra l’altro,  viene esteso per la prima volta anche agli assessori che non sono stati eletti in Consiglio. “Una porcata” titola il Fatto Quotidiano.

Così si chiude la settimana della manovra. Qui sulla Terra, è ovvio, sarà un Natale un po’ più triste. Lassù, sul pianeta della Casta, invece si brinda con le doppie poltrone, le super indennità, le liquidazioni d’oro. E naturalmente con i vitalizi, estesi anche agli assessori.  Risultato: quest’anno gli italiani mangeranno un panettone amaro. Come stupirsi? Più che fare le feste, sembrano avere un gran voglia di far la festa alle sanguisughe…