Sì, qualcosa si muove. Ma sarà abbastanza?

Sì, Sì, qualcosa si muove davvero, ma sarà abbastanza? Molti giornali stamattina riportano la notizia che avevamo anticipato su questo blog: il decreto che sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri non conterrà solo una stretta previdenziale a carico dei cittadini (come avviene abitualmente da anni), ma anche un giro di vite contro le pensioni d’oro. In particolare appare sicuro il blocco della rivalutazione automatica delle pensioni  otto volte superiori al minimo: pensate che solo questo provvedimento (che blocca una crescita, senza tagliare nulla) dovrebbe dare alle casse dello Stato 150 milioni di euro.

La domanda è: si tratta di una misura sufficiente? Assolutamente no.  Non basta bloccare la crescita delle pensioni  scandalo: bisogna tagliarle o bisogna abolirle. Naturalmente ci dà soddisfazione sapere che la battaglia non è inutile, ma non ci accontenteremo di sicuro… Avanti tutta contro le sanguisughe!!!!

P.s.  Apprendo questa mattina (è l’apertura a tutta pagina del Giornale di Sicilia) che la Sicilia sta pensando di eliminare la legge scandalo che consente le baby pensioni ai dipendenti  della regione, denunciata dal nostro libro. Anche questo è un primo passo. Anche questo non ci basta. “La parola spetta all’Assemblea regionale”, scrive il Giornale di Sicilia. Sappiano che non daremo loro tregua.

Ma anche il governatore Draghi è un (baby) pensionato. Dall'Inpdap prende 14.843 euro al mese

Anche il governatore Draghi è un pensionato… Ho ascoltato come sempre con attenzione le considerazioni finale del governatore della Banca d’Italia, che il 31 maggio di ogni anno, regolarmente, distribuisce saggi consigli sull’economia del Paese. Benissimo, i consigli vanno sempre ascoltati e seguiti.

Mi permetto solo di sottolineare che il sistema pensionistico dei dirigenti della Banca d’Italia è uno dei più scandalosi del Paese: è quello che ha permesso a Rainer Masera di andare in pensione a 44 anni (oggi ne ha 66, è in pensione da 22 anni e prende 18.413 euro al mese); a Mario Sarcinelli di andare in pensione a 48 anni (oggi ne ha 77, è in pensione da 29 anni e prende circa 15mila euro al mese), è quello che ha consentito a Dini di incassare una pensione da 18mila euro al mese (che il senatore ha poi unito a una pensione Inps) e a Ciampi di incassare un assegno da 30mila euro al mese (che il presidente ha poi unito a una pensione Inps).

Buona parte di questi dirigenti, ovviamente, una volta andati in pensione hanno avuto altri incarichi: Rainer Masera andato in pensione a 44 anni è diventato presidente del San Paolo Imi (e poi anche ministro); Guido Cammarano è andato in pensione a 48 anni ed è diventato segretario generali di Assogestioni; Francesco Carbonetti è andato in pensione a 45 anni per diventare presidente della Sgr.

Va infine notato che il medesimo governatore Draghi gode di una pensione Inpdap diretta definitiva (n. 04528XXX) che decorre dal 1 aprile 2005 (cioè da quando Draghi aveva 57 anni) e che ammonta a 14.843 euro lordi, cioè 8.614 euro netti. Cifra notevole che è andata a sommarsi alla retribuzione da governatore (450mila euro l’anno). Perfetto: i consigli vanno sempre ascoltati e seguiti. Ma come stupirsi se poi rimangono prediche inutili?

Baby pensionata a 40 anni e nuovi scandali. Finalmente, però, qualcuno se ne accorge…

E c’è chi va in pensione a 40 anni. E c’è chi va in pensione avendo pagato solo 16 anni di contributi. Succede oggi, mica tanti anni fa: due giorni fa su Panorama, oggi su Repubblica (pagine di Palermo) viene ripreso e rilanciato il tema delle baby pensioni in Sicilia, che è uno dei capitoli di denuncia di “Sanguisughe”. Grazie alla famigerata legge 104 del 2000 infatti in Sicilia i dipendenti della Regione possono andare a riposo con 20 anni (donne) o 25 anni di contributi (uomini) purché abbiano un parente da accudire.

Per intendersi: è la legge che ha consentito a Piercarmelo Russo, ex segretario  dell’Assemblea regionale, di andare a riposo a 47 anni con 6462 euro netti al mese (10980 euro lordi). Doveva, disse, accudire il papà gravemente malato. Poche settimane dopo fu nominato assessore all’Energia alla Regione Sicilia (sommando quindi l’indennità da assessore alla ricca baby pensione)

Per fortuna, su questo tema, si sta accendendo la polemica. Ed emergono nuovi particolari scandalosi, che inserirò nelle prossime edizioni del libro:

a) Il pensionato con 16 anni di contributi. Totò Barbitta, capo ispettore dei forestali, è riuscito ad andare in pensione con soli 16 anni, 10 mesi e 30 giorni di servizio anziché i 25 anni previsti dalla legge, sfruttando alcuni riscatti e il fatto che il lavoro da forestale viene considerando usurante (quindi un anno regalato ogni 5 di servizio)
b) Il baby pensionato che diventa consulente. Cosimo Aiello , capo di gabinetto di un assessore, va in pensione a marzo di quest’anno: ha 51 anni. Subito dopo viene richiamato come consilente del Teatro Bellini (incarico per cui, secondo il periodico catanese Sudpress, prende 83600 euro per 21 mesi)
c) La pensionata a 40 anni. Giovanella Scifo, ex dipendente dell’ufficio di collocamento di Modica, è in pensione dal 1 febbraio 2008, dopo 18 anni e 10 mesi di carriere. Quando è andata in pensione aveva 40 anni appena compiuti.

Finalmente, grazie anche al nostro impegno quotidiano, qualcuno comincia a prendere coscienza dello scandalo. Oggi l’assessore Chinnici e i dirigenti del settore chiedono la revisione della legge 104. Non perdiamo l’occasione, alziamo la voce. Facciamoci sentire (iscrivetevi al gruppo Facebook: siamo già oltre 18mila…)