VOGLIONO TRASFORMARE LA VITTIMA IN KILLER

Io sto con il pensionato Francesco. Oggi ancora più di ieri, dopo aver letto e sentito i sofisti del giorno dopo, i commentatori con le chiappe al caldo, quelli che si perdono in mille distinguo e pretendono di spiegarci le buone maniere da usare con i ladri che ci entrano in casa. «Scusi, perché lei si è introdotto nottetempo nel tinello di casa mia? Le manca forse il sale per la minestra? Si sentiva solo? Sta cercando qualcuno per due chiacchiere sul tempo? Vuole fare una partita a scacchi?». Io sto con il pensionato Francesco perché quando ti trovi i banditi in casa spesso non hai alternative: o ti difendi o muori. Io sto con il pensionato Francesco perché sono contento che si sia difeso. E che non sia morto.

Fra l’altro veniamo a sapere che il ladro entrato nella sua villetta di Vaprio d’Adda è un albanese con numerosi precedenti, già espulso nel 2013. Proprio così: espulso. Non doveva stare in Italia. Come Kabobo, l’assassino col piccone per le strade di Milano, come il marocchino che ha ucciso David Raggi a Terni, solo per uno sguardo di troppo, come tanti altri. La colpa di quello che è successo, dunque, è prima di tutto di uno Stato che non sa far rispettare le leggi che approva, che ordina le espulsioni sapendo benissimo che non le eseguirà mai, che permette la libera circolazione dei clandestini delinquenti. Se il ladro fosse stato rimandato a casa sua, come doveva, nessun pensionato di Vaprio d’Adda gli avrebbe sparato. Lo vedete il paradosso di questi ultimi anni? Se ci fossero meno buonisti, forse potremmo essere davvero tutti più buoni.
Invece no, perché è difficile essere buoni quando si ha paura. E il pensionato Francesco, l’altra notte, di paura ne ha avuta tanta. Adesso sono tutti lì a cercare di buttare ombre su di lui, di screditarlo, di descriverlo come giustiziere solitario. «Le pene le dà lo Stato», sentenziano. Infatti: lui non voleva dare pene a nessuno. Lui voleva solo dormire tranquillo nella sua villetta. Poi ha cercato di salvarsi la vita. Magari di proteggere i suoi cari. Ora fanno passare l’idea che ha sparato «all’esterno della casa». All’esterno della casa? Davvero? Cioè sulla scala della palazzina, tutta di sua proprietà? Fra il terzo piano, dove lui dormiva con la moglie, e il primo, dove dormivano il figlio e i nipotini? Quello sarebbe l’esterno?
E che cosa doveva fare il delinquente per non essere «all’esterno»? Entrargli nel letto? Coricarsi sul suo cuscino? Sedersi in braccio alla moglie?
Io sto con il pensionato Francesco perché il tentativo di trasformarlo nello Sceriffo Vendicatore, folle Pistolero del West, mi ripugna. Dalle descrizioni dei grandi giornali e di certi telegiornali sembra che lui abbia inseguito i ladri «all’esterno», cioè per i campi o per le strade della città. Sembra che non aspettasse altro, che fosse assetato di sangue, desideroso di ammazzare.
Poi, pensate, è persino apparso alla finestra per salutare quelli che cantavano l’Inno d’Italia: dev’essere proprio un poco di buono. Il Corriere ha tirato fuori l’esistenza di un vago reato nel suo passato, gli hanno imputato qualche presunto fallimento (piuttosto normale, purtroppo, nell’attività dei commercianti) quasi a lasciare intendere che se uno ha fatto dei fallimenti, è ovvio, poi diventa un omicida per forza. Repubblica ha scritto un intero commento per farlo diventare «l’incarnazione della politica della paura», cioè magari un leghista a sua insaputa. Comunque uno di cui l’Italia si deve vergognare.
Invece no: il pensionato Francesco non è l’incarnazione della politica della paura, ma semplicemente l’incarnazione della paura. Tout court.
Secondo i dati della Polizia Criminale gli anziani vittime di rapine, truffe o furti sono 30 all’ora.
Cioè: uno ogni due minuti. Per tutti l’aggressione finisce in un incubo, per alcuni pure in una bara. Anche quando i ladri entrano in casa senz’armi, si badi bene: abbiamo raccontato di anziane uccise per soffocamento, di altre cui è stata sfasciata la testa con il primo oggetto trovato sulla credenza. E allora, perdonatemi, che cosa doveva fare il pensionato Francesco di Vaprio d’Adda prima di cercare di difendersi? Doveva chiedere: «Scusi, se permette, caro ladro, mi dice quali sono le sue intenzioni?». «Abbia pazienza, signor bandito, non vorrei infrangere il galateo, ma mi potrebbe spiegare se è venuto qui per uccidermi?». Così doveva fare? Ce lo spieghino i professionisti del distinguo, i maestri del sofisma, i monsignor Della Casa della rapina politicamente corretta, teorici del porgi l’altra guancia e fatti ammazzare.La verità è che in tutto il Paese non si trova uno che parli male di Francesco Ignazio Sicignano. Tutti sono schierati con lui. E la sproporzione tra quello che è successo l’altra notte e l’accusa di omicidio volontario (volontario!) è tale che non può non venire il sospetto che sia una scelta precisa della magistratura, non tecnica ma politica: come se il problema del Paese non fossero i cittadini che si sentono insicuri ma la Lega e Fratelli d’Italia che organizzano manifestazioni per chiedere sicurezza. Come se l’emergenza sociale non fosse la criminalità che genera paura, ma Salvini. Che questa sia l’intenzione lo dimostra proprio il commento di Repubblica di ieri, che è tutto incentrato contro i «tifosi del Far West», e si ricorda solo all’ultima riga, per inciso di dire: «Il giovane ucciso, e questo va detto, non sarebbe dovuto entrare in casa d’altri». Già questo va detto: il giovane ucciso non sarebbe dovuto entrare in casa d’altri. Anzi: non doveva nemmeno stare in Italia. Ma quello non è un dettaglio. Non è un inciso. Non è un particolare irrilevante. Quello è il vero cuore del problema. Perché nessuno è tifoso di nulla, ma il Far West si sta avvicinando davvero. Non perché un pensionato si difende, ma perché qualcuno viene lasciato libero di entrare in casa sua e minacciarlo. Un qualcuno, fra l’altro, che già da due anni doveva stare a mille chilometri di distanza.

Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on Facebook0Email this to someonePrint this page

7 risposte a “VOGLIONO TRASFORMARE LA VITTIMA IN KILLER

  1. L’ITALIA E UNA MANNA DAL CIELO PER BANDITI E CRIMINALI DI OGNI SORTA,INVECE DI DIFENDERE GLI ONESTI CITTADINI CHE NEANCHE DENTRO LE LORO CASE POSSONO SENTIRSI AL SICURO,DIFENDE I DELINQUENTI E GLI PAGA PURE UN AVVOCATO A NOSTRE SPESE,CHE SCHIFO!!!

  2. Se lo stato disarma è responsabile dei danni materiali e delle vittime dei furti e delle rapine e dei morti a seguito dei fatti criminosi compiuti dai delinquenti. Lo stato e’ responsabile delLe morti e i danni a seguito di questi fatti criminosi.

  3. Carissimo Dott. Giordano,
    è un commento molto giusto: purtroppo la mancanza sicurezza e delle istituzioni spinge l’uomo a farsi giustizia da solo: non dico sia giusto ma purtroppo è quello che sta accadendo

  4. DOPO IL DANNO ANCHE LA BEFFA, SE IL FIGLIO NON ANDAVA A RUBARE MAGARI NON RISCIAVA DI ESSERE AMMAZZATO, MA FATELA FINITA DELINQUENTI. SOSTEGNO AL PENSIONATO

  5. Anch’io sto con il pensionato! Sono d’accordo con la sua analisi. Ormai.. si difendono piu’ i criminali che le persone oneste!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *