PER I DISABILI LA FREGATURA E’ DIETRO L’ANGOLO

Caro Dr Giordano, faccio riferimento all’invito a fornire informazioni sull’iter delle legge sul “Dopo di noi”. Innanzitutto La ringrazio per la sua sensibilità e grande onestà professionale. Le invio copia della proposta di legge in proposito presentata nella precedente legislatura bipartisan dai parlamentari Vizzini e Zanda (poi ripresentata da quest’ultimo) sulla base di studi promossi da questa Assohandicap Onlus (presieduta in via onoraria dal Presidente Carlo A. Ciampi) insieme con alcuni esperti. Tale proposta di legge nei recenti lavori della Commissione Affari sociali della Camera, pur essendo “completa” sotto gli aspetti sia socio-sanitari sia fiscali, non è stata presa in considerazione e la Commissione è giunta ad un testo essenzialmente legato ad aspetti fiscali di costituzione dei “trust” e di creazione di “magri” ed inadeguati fondi pubblici. L’istituto del “trust” e un generico “approccio solidaristico” (?), sono a mio avviso una forma non adeguata e costosa, specie per le famiglie meno abbienti.

Si era proposta nel testo “Zanda” una forma alternativa rappresentata dai “Fondi di sostegno” individuali, collegati a Fondazioni no-profit per disabili (iscritte in appositi albi). Vorrei farle presente che le aziende sanitarie no-profit dedite ai disabili, che dovrebbero gestire anche i ripetuti aspetti socio-sanitari del “Dopo di noi”, sono ormai al collasso. Esse sono soggette ormai a provvedimenti assurdamente restrittivi da parte della Regione con budget vergognosamente ridotti. Pare che la spending review si concentri solo sui disabili (vedasi anche normativa Isee)…
Alessandro Moretti – presidente Assohandicap Onlus
Ricapitolo: è arrivata in Parlamento una legge sul “Dopo di noi”, che cerca di provvedere al futuro dei disabili quando rimangono soli. L’intento è buono, il problema è enorme. Ma moltissime associazioni di genitori e di volontari che ci stanno scrivendo da tutta Italia denunciano che la proposta in discussione, che porta all’istituzione di un trust, non solo non funziona ma è anche un po’ sospetta. Come se si volessero mettere le mani sui piccoli patrimoni che i genitori lasciano ai figli disabili. Il solo dubbio è terribile e va chiarito. Ora scopriamo che c’erano delle proposte alternative, e che non sono state prese in considerazione. Perché? Scusate se insisto, ma sono fatto così. Quando una cosa non mi convince non mollo. Oltretutto, come dice giustamente il presidente Moretti, i disabili negli ultimi tempi sono stati fregati già a sufficienza. Come impedire che sentano di nuovo puzza di bruciato?

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