MANGIARE MAIALE NON FA MALE. AGIRE COME LORO SI’

Caro Giordano, immagino le schiere di tagliagole festanti per l’ostracismo decretato dall’Oms contro i salumi ed altre carni islamicamente “impure” accusate di cancerogenesi. Non ci resta, a consolazione, di adeguarci a quanto dimostrato dal serissimo New England Journal of Medicine (2013) che un adeguato consumo di noci protegge significativamente dalla mortalità da tumori. Il vetusto Veronesi, vegani, vegetariani ed animalisti esultano? Io continuerò a gustarmi salumi e carni rosse con contorno di noci, appunto.
Andrea Vaccari – Chiavari (Ge)
Forse non interessa a nessuno, ma desidero confessare una mia colpa: i salumi, insieme ai formaggi, sono il mio cibo preferito.

Se mi chiedessero il menù per l’ultima cena o la cena dei sogni, non avrei dubbi: prosciutto tagliato al coltello, lardo, pancetta, salame e un tagliere di formaggi, accompagnati da focacce calde e un bicchiere di vino. E non ho nessuna intenzione di cambiare le mie abitudini alimentari. Anche perché, le confesso, quelli dell’Oms non mi hanno mai convinto tanto. Ricordo ancora quando, riuniti a Malta, nel settembre 2005, lanciarono l’emergenza aviaria: dissero che solo in Italia ci sarebbero stati 150mila morti, 16 milioni di contagi e 2 milioni di ricoveri. “È solo una questione di tempo”, scrivevano testualmente nel comunicato ufficiale. Che ci vuol fare? Ai sado-scienziati, di tanto in tanto, non par vero di poterci frustare con previsioni da Day After: nell’occasione prevedevano il blocco dell’economia, dei trasporti, dei servizi sanitari, scuole e fabbriche chiuse, aerei a terra, treni fermi, black out, sommosse per il cibo, lazzaretti costruiti in fretta e furia nelle basi militari. Addirittura fu preparato un documento segreto (così segreto da essere pubblicato sul New York Times) in cui si studiava la strategia da adottare di fronte alla “più grande sciagura mai capitata”. E la strategia era la seguente: comando delle azioni al Pentagono e militari agli angoli delle strade. Ricorderà com’è finita? Qualche uccello infetto in Calabria, due cigni in Sicilia e in Puglia, un’anatra a Padova. L’aviaria, a livello di salute, provocò meno danni di un raffreddore. Ma in compenso mandò gambe all’aria un intero settore, quello degli avicoltori, facendo spendere agli Stati un sacco di soldi per comprare vaccini. Non so perché, ma temo che ci sia qualche interesse nascosto anche dietro questo nuovo allarmismo. Il vero problema, in effetti, caro Vaccari, non è smettere di mangiare maiali. Il vero problema è smettere di comportarsi come tali.

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