LA UE NON TIENE PIU’: 4 AVVISI DI SFRATTO DA DESTRA A SINISTRA

Grexit, Brexit, Podemos e la Polonia euroscettica: c’è uno spettro che si aggira per l’Europa e la fa tremare dalle fondamenta.  Ma il vero problema non sono i debiti di Atene o il codino del professor Iglesias, non sono il referendum di Cameron o il populismo che trionfa a Varsavia: il problema è e resta quest’Europa costruita per difendere le banche e affamare i pensionati, ideata e sostenuta da chi ha voluto scaricare sui ceti più umili i costi di una crisi planetaria. Quest’Europa non sta in piedi, quest’euro men che meno: hai voglia di coprirli di parole d’ordine, diktat, dopobarba alla menta e liquidità alla Draghi, hai voglia di sommergere le crisi sotto una marea di denaro a buon mercato (che per altro si ferma sempre alle banche). E’ come riverniciare a nuovo un ponte costruito sulla sabbia. Magari uno per un po’ non vede le crepe, si capisce. Ma, prima o poi, il cedimento è inevitabile.

Alla fine tocca dar ragione (con il condizionale) a Renzi: i segnali che ci arrivano oggi dall’Europa dicono che l’Europa deve (dovrebbe) cambiare. Ma il punto è questo: l’Europa vuole cambiare? Può farlo? Diciamocela tutta: come può trovare la forza per ridisegnare se stessa dalle fondamenta un’Unione che non riesce nemmeno a trovare l’accordo per dividersi  qualche migliaio di profughi? Li avete visti, no, i sapientoni dell’Ue? Prima le lacrime sui morti, le parole di solidarietà, i proclami ufficiali. Poi quando si è trattato di fare sul serio uno ha detto “non se ne parla”, l’”altro neppure”, quell’altro “teneteveli voi”, “io non posso”, “io sono impegnato”, “ho molto da fare”. E questa sarebbe l’Europa della solidarietà? E da quest’Europa dovremmo aspettarci il cambiamento radicale?

Mi fa ridere quando sento dire che l’Europa deve cambiare. Se l’Europa voleva cambiare aveva mille occasioni per farlo. Non l’ha mai fatto, e sapete perché? Perché l’Europa è un inganno costruito alle spalle dei cittadini, un ideale nobile usato per coprire gli atti più ignobili,  una fregatura cotta a Bruxelles e mascherata dietro il paravento di parole solenni. Tutti noi, in fondo, siamo cresciuti a pane e Europa.  Tutti noi abbiamo sognato un’Europa unita,  l’abbiamo descritta in decine di pensierini quand’eravamo alle elementari e  nei temi alle scuole medie. L’Europa unita. Il mito. L’ideale. Purtroppo, però, quello che hanno costruito è un’altra cosa. Un mostro inguardabile, una macchina burocratica che ci stritola.

E allora la Grecia che annega nei suoi debiti, la Gran Bretagna che chiede il referendum, la Polonia che, pur avendo avuto i maggiori vantaggi dall’Unione, premia chi la contesta, e la Spagna che fa trionfare i nemici dell’austerity sono tutti segnali diversi, ma che vanno nella stessa direzione: ci dicono che sotto il manto dei soldi distribuiti da Draghi, i problemi sono tutt’altro che risolti. Anzi si ingigantiscono con il passare del tempo. E prima o poi, dunque, arriverà il conto (salatissimo) dei clamorosi errori storici commessi: aver costruito un’Europa che è unita solo quando c’è da parlare di lacrime e sangue per i cittadini, aver varato la moneta unica senza prima armonizzare le economie, aver difeso l’egoismo della Germania e l’avidità delle banche che massacrano i greci per continuare a gonfiare le loro casseforti (e per non ammettere i loro errori)…

Tutte cose di cui abbiamo parlato mille volte su queste colonne. E che, di tanto in tanto, forse dimentichiamo, presi come siamo dalle beghe nostrane, scandali e emergenze varie, profughi e vitalizi, ma che restano lì, sotto la cenere, potenzialmente esplosive. Anzi, esplosive e basta. I segnali che ci arrivano tutti insieme, in un giorno, da Londra, Atene, Varsavia e Madrid servono per l’appunto a ricordarci questo, che un sistema costruito male e gestito peggio non può reggere. Semplicemente: non ce la fa. Non è nemmeno questione se sia giusto o no, non è nemmeno una questione di scelta. E’, banalmente, un destino ineluttabile per quest’Europa, che non può stare in piedi come non sta in piedi un palazzo costruito con le fette biscottate al posto del cemento. E Grexit, Brexit, Podemos e la Polonia euroscettica, dunque, non sono  un problema,  come dicevamo. Al massimo sono un segnale d’allarme.  Caso mai qualcuno si fosse distratto.

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5 risposte a “LA UE NON TIENE PIU’: 4 AVVISI DI SFRATTO DA DESTRA A SINISTRA

  1. Cario Mario Giordano, leggo molto ben volentieri tutto ciò che esprimi riguardo la politica in italia.Apprezzo molto i tuoi interventi televisivi,purtroppo intorno a te ci sono solo persone ridicole; il classico italiano furbetto ed opportunista.Vorrei lanciarti una proposta per il cambiamento di questa nazione.L’Italia e gli italiani con un pò di senno devono cacciare tutti i politici. Come?Organizzandosi in CORPORATIVISMO.Il Parlamento deve essere la rappresentanza di tutti gli Italiani.La storia insegna anche di un corporativismo cattolico(enciclica Rerum Novarum),facciamoci sentire alla nazione intera.Ciao e buon lavoro.

  2. Vorrei segnalare che – pur essendo stato anch’io “tirato su” a “pane & Europa” – non ho mai visto, in quell'”Europa”, qualcosa di auspicabile, un’obiettivo da perseguire. Da ragazzo (classe ’46) l’Europa mi è sempre sembrata un “voler ma non posso”, un qualcosa di voluto (a parole) da tutti, ma da nessuno (nei fatti) condiviso. Ho sempre visto crescere quest’Europa solo sul piano economico (MEC) ma inciampando – nelle iniziative “politiche” – di fallimento in fallimento: fallimenti regolarmente seguiti da rilanci al buio, sempre piú azzardati, pur di non ammettere l’impossibilità del progetto. Nelle poche occasioni in cui qualcuno (pochi e sempre meno) ha pensato di consultare il proprio popolo in merito a questa “integrazione” la risposta è sempre stata devastante, confermando la natura esclusivamente endogena, nonché elitaria, del progetto. Europa? No grazie! E si è continuato cosí sino a giungere – nella generale frustrazione – alla follia della moneta unica, cioè alla ‘”genialata” di usare la “gabbia monetaria” per generare (consapevolmente) una crisi tale da costringere l’Europa ad accettare finalmente ciò che ha sempre di fatto respinto: l’unificazione politica. In altri termini: l’Euro è stato – ed è – l’alternativa “europea” alla guerra di secessione americana.

    Andando ad esaminare le radici storiche di questa “Europa” ne scopriamo anche le irrimediabili ipoteche genetiche: in Italia quasi nessuno ricorda – infatti – che questa “Europa” nasce, nelle sue piú lontane origini, dal cosiddetto “Statuto della Ruhr” e quindi da una delle prime misure forzate finalizzate allo sfruttamento “comunitario” delle risorse siderurgiche della Germania sconfitta (e occupata). Sarebbe certo troppo lungo riesaminare tutta la strada percorsa da allora: ma quel “DNA” è sempre rimasto lo stesso, nonostante tutto ciò che qualcuno – soprattutto nel Sud dell’Europa – ritiene di dover asserire sul presunto ruolo “imperialista” della Germania. Basti ricordare che – a differenza di quanto si continua a sentire in Italia – l’Euro non fu affatto voluto dalla Germania (e tanto meno dai Tedeschi) bensí dalla Francia e da Mitterand, che lo impose a Kohl come condizione per il “Si” francese alla riunificazione tedesca. E questa sarebbe una “Europa”?

    Una nota a conclusione: parlare sarcasticamente dell’incapacità di “dividersi qualche migliaio di profughi” mi sembra insostenibilmente riduttivo. In realtà si tratta di centinaia di migliaia, di milioni di stranieri non-integrabili che hanno già invaso il continente, nonché – in futuro – di decine/centinaia di milioni di altri stranieri, altrettanto non-integrabili, che si stanno via via ammassando ai nostri confini. Qualcuno – prima di parlare – dovrebbe andare a leggersi i dati ONU sullo sviluppo demografico dei Paesi di quello che una volta veniva chiamato il III Mondo (dal Bengala via Pakistan fino al Sud-Africa): un continente e mezzo che in termini di popolazione crescono (nonostante fame, malattie, epurazioni, guerre) del 2-4% all’anno. E questo sarebbe un problema di “qualche decina di migliaia di profughi” (magari anche “disperati”, oltre che analfabeti e clandestini)? Le cifre – mi spiace – parlano una lingua totalmente diversa da quella dei tanti “solidaristi” & buonisti di casa nostra e solo un suicida (o un apostolo della piú insana utopia) può insistere a non volerle vedere.

    PS: Esiste la possibilità di ricevere l’indirizzo e-mail del direttore? Da vecchio conservatore non amo i “social networks”…

  3. Caro Mario
    ti seguo da sempre, evorrei pòrti una domanda rispetto al tema del tuo intervento.
    Cosa ne pensi del Teorema di Kalergi.
    Leggendone, e rivisitando la nostra storia,questa degli ultimi anni, mi sono resa perfettamente conto, che tutto è andato e sta andando secondo i suoi piani. Con l’appoggio dei Governi tecnocrati attuali. Navi delle altre Nazioni europee, aiutano a raccogliere gli INVASORI, e ce li scaricano su territorio Italiano, ma non li vogliono sui loro territorii
    .La Terzomondializzazione programmata dell’Europa :
    ”Praktischer Idealismus”:
    egli teorizza la nascita di una nuova razza europea meticcia, nata dalla fusione di più razze d’origine afroasiatica e dalla dissoluzione dei popoli e delle loro tradizioni: usi, costumi e religioni. Condizione necessaria per creare una massa informe e facilmente addomesticabile, poiché priva di identità comune e spirito di patria. Una nuova razza capace di affermare il predominio incontrastato di una nuova élite di dominatori, che l’autore/statista individua nella razza ebraica. Perdona la lunghezza del commneto, ma mi piacerebbe avere un tuo parere.

  4. purtroppo l’europa è diventata sin dall’inizio la replica dei singoli stati,un dinosauro che ammazzi e non si accorge, se non molto tempo dopo che è morto.
    A parte l’abolizione dei confini,i cittadini europei si disconoscono dall’idea merkeliana, e non solo,dell’europa .
    Tutti l’avvertono come un grosso fallimento del vecchio continente che non ha saputo emergere dalle ceneri dell’ultima guerra se non per brevi momenti affidando la sua economia non a lavoro concreto ma a speculatori e banche .il risultato,scontato, è quello che vediamo.

  5. 1 opinione : Perdona la mia ironia ma hai mie occhi sembri Virgilio che si aggira fra i vari gironi danteschi d’italia in cerca di speranza . Niente di sbagliato in questo, sempre meglio guardare e cercare la fievole luce di speranza ..che il buio come molti dei tuoi colleghi.
    2 opinione: Renzi dice agli italiani “basta con i piagnistei!” Mi chiedo se uno che ha sempre vissuto nel benessere come lui sappia o si renda conto dei motivi che spingono la gente a lamentarsi di continuo… Io da umile cittadino aggiungo (con ironia) “Dopo il gran lavoro da lui svolto..Non ci resta che piangere” : )
    3 OPINIONE: Per quanto riguarda la questione immigrati..sembra che la rabbia e la frustrazione degli italiani nasca dal invidia provata nel vedere immigrati trattati meglio di noi..Per me questo non non ha senso, la colpa non è ne nostra ne loro, e forse ,nemmeno di chi per scarsità intellettive non è in grado di governare il nostro bel paese.

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