BUONUSCITE: 250MILA EURO A FINI, 450MILA A FORMIGONI. RIMBORSI: 45,8 MILIONI AL PD, 38 AL PDL. SCUSATE, MA NON DOVEVA CAMBIARE TUTTO?

Scusate, mi ero distratto un attimo. Stavo aspettando che cambiasse il mondo. Mi risveglio nella nuova era e scopro che Fini, per il servizio reso al paese, prende una buonuscita da 250mila euro, Formigoni da 450mila, Franco Marini da 174mila, Italo Bocchino da 141mila euro, Maurizio Paniz 100mila euro, Gianfranco Micciché da 158mila euro, D’Antoni 111mila euro, più un vitalizio di 3.300 euro netti che andrà a sommare alla pensione Inpdap da ex docente universitario (?!) di 5.233 euro netti. Teodoro Buontempo incasserà doppio vitalizio (ex parlamentare ed ex consigliere regionale come anche l’ex capogruppo Pd in Regione Lazio Esterino Montino.  E sui partiti arriva una pioggia di rimborsi: 159 milioni di euro, di cui 45,8 milioni al Pd, 42,7 al Movimento 5 Stelle, 38 milioni al Pdl, 15 milioni alla Lista Monti (Senato più Scelta Civica alla Camera), 7,3 milioni alla Leg, 5 milioni al Sel, 1,6 a Fratelli d’Italia e 1,5 all’Udc. Scusare, mi ero distratto un attimo. Ma non doveva cambiare il mondo?

IL PRESIDENTE DELL'ABI E' UN BABY PENSIONATO DEL PARLAMENTO. PRENDE IL VITALIZIO (4.725 EURO AL MESE) DA QUANDO AVEVA 43 ANNI. E' UN EX POLITICHE CHE PRESIEDE LE BANCHE. LA SUA PRIMA FRASE: FUORI LA POLITICA DALLE BANCHE

E’ un baby pensionato del Parlamento anche il nuovo presidente dell’Abi. Infatti prende 4.725 euro al mese come vitalizio dal 1994, cioè da quando aveva 43 anni. Non male no? Fino al 1 febbraio 2012 sommava quest’entrata statale con 9 diversi incarichi in società private,  dal consiglio di amministrazione della Banca di Imola  alla Società Servizi e Riscossioni Spa, dalla Cassa di Risparmio di Ravenna all’Argentario Spa. La sua prima frase da presidente dell’Abi? “Fuori la politica dalle banche”. Non male per ex politico che appena diventato presidente delle banche. Che almeno abbia il pudore di sospendere quel vitalizio.

IL CONSIGLIERE ELETTO IERI ALLA REGIONE LAZIO. FARA' 47 GIORNI IN CARICA. NEMMENO UNA PRESENZA IN AULA, NEMMENO UNA COMMISSIONE, NON FARA' NULLA. PERO' AVRA' DIRITTO AL VITALIZIO…

E’ diventato consigliere regionale del Lazio l’8 gennaio, in sostituzione di un collega dimissionario. Ciò significa che non andrà mai in aula, non parteciperà a una commissione, non produrrà un’interrogazione, non darà alcun contributo alla collettività. Il 25 febbraio, appena saranno proclamati i nuovi eletti alla Regione, il suo mandato sarà finito senza avergli mai dato la soddisfazione di sedere una volta davvero sul suo seggio, dal momento che il Consiglio è chiuso. Eppure Piero Ambrosi, classe 1957, di Tivoli, per questi 47 giorni da eletto avrà diritto al vitalizio. Gli basterà pagare un po’ di contributi per colmare la differenza e voilà, il gioco è fatto, 3.800 euro al mese gli correranno in tasca per il resto della sua (gli auguriamo lunga) vita. 3.800 euro al mese come ricompensa per aver fatto finta di fare il consigliere regionale 47 giorni, non male no? E l’abolizione del vitalizio? E le promesse del “mai più”? E le assicurazioni “ora tutto è cambiato”? Per ora non è cambiato nulla. La legge sul vitalizio dovrebbe cambiare dalla prossima legislatura. Ma chi ci assicura che i neo-eletti non decidano di cambiare ancora? E di mantenersi il privilegio? Chi glielo potrebbe impedire?

ALTRO CHE TAGLIO DEI COSTI DELLA POLITICA. GLI EX CONSIGLIERI REGIONALI GRIDANO: AUMENTATECI IL VITALIZIO!

Altro che riduzione dei costi della politica. Mentre in Senato arriva il decreto che è come un pannicello caldo sulle spese delle Regioni, dal Veneto arriva un grido di lamento che fa ben capire quelle che sono le reali intenzioni della casta: “Aumentateci il vitalizio”, gridano gli ex consiglieri regionali. Quelli che sono andati a riposo nel ’95 (e anni precedenti) infatti sarebbero, a dir loro, sfavoriti rispetto ai più giovani. E quindi pretendono il ritocchino. Oltre all’annuale contributo a fondo perduto (30mial euro) per l’Associazione ex consiglieri regionali del Veneto. Non vi pare troppo? Il vitalizio è stato eliminato per i futuri consiglieri regionali, ora bisogna fare un altro passo decisivo: eliminarlo per quelli passati. Altro che aumento.

GIULIANO AMATO (31 MILA EURO DI PENSIONE AL MESE) E IL TOPOLINO NEL FORMAGGIO

Tutte le volte che parla della sua pensione d’oro da 31mila euro al mese, Giuliano Amato  più che fornire le cifre dà i numeri. E’ capitato anche alla Festa Democratica di Reggio Emilia: “Non sono un topo nel formaggio”, ha detto, “Questa campagna mi ha ferito troppo, sento il dovere di   chiarire”. E per chiarire ha cominciato una lunga tiritera  per dire (in sintesi) che lui  prende “solo” 11.500 euro netti al mese. A parte il fatto che anche su quel “solo” 11.500 euro al mese si potrebbe aprire un dibattito, e magari anche una colletta (qualcuno vuole aiutarlo a sbarcare il lunario?), il Dottor Sottile mente sapendo di mentire: quegli 11.500 euro netti, infatti, cioè 22mila lordi sono solo una delle due pensioni, a cui va sommata l’altra, cioè il vitalizio parlamentare pari a 9mila euro lordi per un totale lordo, appunto, di 31mila euro.  31mila euro, onorevole Amato: perché continuare a negare?   Lei ha sostenuto ieri (è la prima volta) che il vitalizio (9mila euro) va tutto in  beneficenza.  Saremmo felici di crederle, naturalmente, e se lei fosse sincero sugli altri punti sarebbe più facile. Ma, alla fine, che differenza fa? Il problema non è come uno usa i soldi che prende, ma se li prende. E se è giusto che li prenda.  Qualche tempo fa alla Gruber che le chiedeva informazioni sulla sua pensione d’oro, rispose: “Non ho capito la domanda”. Evidentemente continua a non capire: se non vuole scambiato per un topo (o topolino) nel formaggio, smetta almeno di leccarsi i baffi ancora pieni di briciole. (m.g.)

IL BANCHIERE E L'EX RIBELLE? HANNO TUTTI E DUE LA DOPPIA PENSIONE

Altro che eliminare i vitalizi, ne scopriamo sempre di nuovi. L’ultimo è questo: esistono 220 superprivilegiati che godono non di una ma di due pensioni, cioè quella da parlamentare e quella da consigliere regionale. Fra di loro l’ex mister centomila preferenze Alfredo Vito (3600 dalla regione e 4800 dal Parlamento), l’ex ministro Nicola Mancino (9.947 dal Parlamento, non si conosce la cifra esatta della regione), Giulio Maceratini (5610 dalla Regione e 9.947 dal Parlamento), Giovanni Russo Spena (che di pensione di ne ha tre: una da ex parlamentare 4.725 euro lordi, una da ex consigliere regionale 3mila euro lordi e una da ex professore 3.250 euro lordi). In cima alla lista anche la “strana” coppia: il banchiere Giuseppe Guzzetti e l’ex leader del Movimento Studentesco Mario Capanna. Il primo prende 8mila euro dalla regione e 4725 euro dal Parlamento, il secondo prende 5mila euro dalla regione e 4725 euro dal Parlamento.  Vi sembra logico? A noi no. E continuiamo a denunciare, senza stancarci né rassegnarci…

POVERINO, PRENDERA' "SOLO" 20MILA EURO AL MESE…

UNA (MEZZA) BUONA NOTIZIA. Ricordate il burocrate da 1369 euro di pensione al giorno? Ricordate Felice (di nome e di fatto) Crosta che ottenne il vitalizio monstre grazie ad un’apposita leggine della Regione Sicilia? Ebbene: la Corte dei Conti ha deciso che la pensione dev’essere dimezzata. Non più 500.000 mila euro l’anno, “solo” 219mila, non più 40mila euro al mese “solo” 20mila, non più 1369 euro al giorno, “solo” 650. Che dite: dovrà tirar la cinghia? Farà la fame?

HANNO PAURA DI PERDERE LA PENSIONE…

 Un fremito d’ansia circola in queste ore in Parlamento: timori per la crisi globale? Preoccupazione per lo stallo della politica? Macché: i parlamentari hanno paura di perdere la pensione. Se si andasse a elezioni anticipate nella prossima primavera, infatti, 360 fra onorevoli e senatori perderebbero il diritto al vitalizio. “Per molti questi è il primo dei problemi”, ammette Massimo Calearo, ex Pd passato alla maggioranza. Viva la sincerità. Almeno quella. Ma quando toglieremo questo assurdo privilegio che oltre a costarci 200 milioni di euro l’anno condiziona in modo così pesante le decisioni degli eletti? Quando?

Come previsto: ora anche Cicciolina ha la pensione da parlamentare…

Come previsto: Cicciolina ce l’ha fatta, prenderà la pensione da parlamentare. Il 26 novembre, al compimento del 60esimo anno di età, Ilona Staller incasserà i 3108 euro lordi di vitalizio per i suoi 5 anni passati alla Camera (1987-1992). C’è da scandalizzarsi? Un po’ sì. Intanto perché Cicciolina va in pensione solo come parlamentare mentre continua a lavorare come pornostar: i suoi sexy show, in effetti  vanno avanti (e allora viene da chiedersi che senso abbia quel vitalizio…). E poi perché, comunque sia, resta uno scandalo il fatto che un parlamentare maturi il diritto al vitalizio per aver “lavorato” (si fa per dire) 5 anni mentre ai normali cittadini ormai non bastano nemmeno 35 anni di contributi. Ma, se non altro, va detto che la sexy Ilona, santa patrona dei pitoni, almeno quei 5 anni alla Camera se li è fatti tutti. E poi ha aspettato fino ai 60 anni per incassare l’assegno.  Se la sua pensione indigna (e indigna), che dire allora di ex parlamentari che prendono la pensione avendo fatto un solo giorno in Parlamento (come l’avvocato Luca Boneschi) o che hanno cominciato a ricevere il vitalizio a 49 anni, come l’ex ministro Alfonso Pecoraro  (8836 euro al mese)?  Con tutto il rispetto: sono assai più scandalosi loro della pur sempre scandalosa Cicciolina…

Ma perché da 16 anni continuiamo a pagare ufficio e segretaria alla Pivetti?

L’altro giorno, durante una diretta su Raitre, Irene Pivetti ha dichiarato che come ex presidente della Camera ha ancora a disposizione un ufficio a Montecitorio e una segretaria.  Dice che le usa per la sua associazione che fa beneficenza. La stessa cosa l’ha ribadita stamattina in un’intervista al “Giornale” in cui sostiene che non prende il vitalizio da parlamentare, cui avrà diritto solo al compimento del 65esimo anno di età, cioè nel 2028. Non ci risulta: secondo i dati in nostro possesso è vero che al momento Irene Pivetti non prende vitalizio, ma lo dovrebbe ricevere nel 2013, al compimento del 50esimo anno di età, e sarà pari a 6203 euro. Speriamo di aver dato una bella notizia all’ex pasionaria leghista (un po’ meno bella per i contribuenti, ma va beh…). E, riguardo all’ufficio con segreteria, ci permettiamo di ripeterle la domanda che le abbiamo fatto in diretta: con tutto il rispetto l’associazione che fa beneficenza, le sembra giusto farla nei locali di Montecitorio? Cioè con i soldi dei contribuenti? Sono passati 16 anni da quando ha lasciato la presidenza della Camera: è giusto che noi da 16 anni le vengano pagati un ufficio e una segretaria? E per quanto tempo ancora?