PONTE SULLO STRETTO, ULTIMO SCANDALO

Del  primo progetto di fattibilità ne parlava Lucio Cecilio Metello nel 251 a.c. Poi, appena unita l’Italia il ministro dei Lavori Pubblici Jacini, incaricò l’ingegnere Alfredo Cottrau di studiare un progetto di fattibilità. Nel 1961 è stata costituita una società (Stretto di Messina Spa) che non fa altro che studiare progetti di fattibilità. Abbiamo prodotto talmente tanta carta con i progetti di fattibilità che avremmo potuto prosciugarlo quel pezzo di mare, anziché scavalcarlo. Attualmente ci sono 53 dipendenti di una società, fra cui molti ingegneri, che costano 6 milioni l’anno in stipendi e non fanno altro da anni che studiare progetti di fattibilità. Tenuto conto di tutto questo, e tenuto conto che nel frattempo l’opera è stata cancellata, qualcuno risponda alla seguente domanda: a che diavolo servono altri due anni di studio di progetti di fattibilità per il Ponte sullo Stretto di Messina? Dicono: così non pagheremo la penale. Geniale. Per non pagare la penale pagheremo due anni di progetti per un progetto che non si farà mai ma che ci è già costato 600 milioni. Adorabili questi tecnici. Stanno pure cercando di convincerci che in questo modo stiamo risparmiando…

DOPO I FESTINI ALLA ROMANA, ECCO I FESTONI ALLO SPECK. SEMPRE CON I SOLDI PUBBLICI. LO SCANDALO DI DURWALDER, IL RAS DELL'ALTO ADIGE, CHE GUADAGNA PIU' DI OBAMA E SI FA PAGARE DA NOI PURE LE CARAMELLE

Dopo i festini alla coda di vaccinara, arrivano i festoni al sapor di strudel  e speck. Ad organizzarli niente meno che Luis Durwalder, il ras dell’Alto Adige, l’uomo che da quasi  trent’anni domina incontrastato sulla provincia autonoma di Bolzano, garantendosi fra l’altro uno stipendio notevole: guadagna infatti oltre 25mila euro al mese, cioè più del presidente degli Stati Uniti. Ebbene, 25mila euro al mese evidentemente non gli bastano: la Finanza sta indagando infatti sull’utilizzo dei “fondi riservati”, un gruzzoletto di circa 72mila euro l’anno che il presidente dovrebbe utilizzare per spese di rappresentanza legate alla sua funzione. Ecco, il punto è questo: c’è il sospetto che Durwalder quei soldi li abbia spesi  per ragioni assai più private: biglietti aerei, regali di Natale, medicinale, canoni televisivi e persino frutta e caramelle. Caramelle, avete capito? L’indagine cerca di ricostruire tutte le spese fino al 1994. Fra l’altro c’è  il sospetto che il potentissimo Landeshauptmann abbia usato quei soldi (soldi dei contribuenti, scusate se lo ricordiamo) anche per organizzare una maxi festa in occasione del suo 70° compleanno. La cerimonia la ricordano tutti: si svolse a Castel Tirolo, nel Meranese,  con fior di invitati e lusso senza badare a spese (si parla di una spesa di almeno 40mila euro). Durwalder nega di aver utilizzato fondi pubblici, ma dichiara di averlo fatto in precedenza, per festeggiare i suoi 50 anni e i suoi 60 anni. Starà alla magistratura accertare la verità. Nel frattempo, però,  anche fra  la sua devotissima gente comincia a farsi strada una speranza: dopo le grandi feste pubbliche, con la qualifica di presidente, per i 50 anni, i 60 anni e  i 70 anni, ecco i 71 anni non potrebbe festeggiarli  a casa sua?  Diciamo davvero: se dopo 30 anni rinuncia allo stipendio di Obama,  le caramelle, crepi l’avarizia, questa volta gliele offriamo noi.

DOPO LE OSTRICHE&CHAMPAGNE DI ROMA, I CIOCCOLATINI DI MILANO: 2.838 EURO IN DOLCI (13MILA PER L'INTERO PASTO). A SPESE DEI CONTRIBUENTI

Dopo gli spaghetti al caviale di Lusi, le ostriche e champagne di Fiorito, le cene al Pepenero degli altri consiglieri del Lazio, ecco dietro lo scandalo delle tangenti di Milano spuntare un pranzo da 13mila euro, ovviamente a spese dei contribuenti. Sono riusciti a spendere 2.836 euro soltanto in cioccolatini. Beh, che dire? Quando nei bar si commenta che è tutto un magna magna, sarà stato qualunquistico. Ma è molto vicino al vero.

A' SAMANTHA, RIDACCI I DIAMANTI

Dunque oggi si scopre che l’ex fidanzata di Fiorito, al secolo Samantha, ha ricevuto da lui in dono preziosi, diamanti, borse di lusso, etc. Benissimo. Resta da dimostrare, ovviamente, che questi regali siano stati comprati con i soldi pubblici, cioè con i soldi girati al gruppo Pdl e destinati all’attività politica. Ma nel frattempo sarebbe bello se, per una volta, ci portassimo avanti con il lavoro: normalmente, quando una storia finisce, si restituiscono i gioielli al proprio ex partner. Considerata la situazione, Samantha dovrebbe restituire quei gioielli ai contribuenti italiani. Che ne pensate?

CARI GOVERNATORI, MA PERCHE' CI PRENDETE PER I FONDELLI?

Aiuto: le Regioni sregionano. O sragionano. Ieri per cercare di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai abbondantemente staccati hanno recuperato un pacchetto di norme vecchie come il cucu e le hanno riproposte come fossero nuove al presidente Napolitano e alla stampa. Si badi bene che a) quelle norme potevano essere applicate già da tempo; b) quelle norme sono assolutamente insufficienti e inadeguate (tanto per dire non prevedono nulla sulla conferimento dei fondi ai gruppi, vera origine dello scandalo del Lazio). Nel frattempo sul Sole 24 Ore vengono pubblicati dati agghiaccianti: negli ultimi dieci anni i costi della politica regionale sono aumentati del 98%. E nello stesso periodo le imposte regionali sono raddoppiate. A’ belli governatori, ma che state a di’?

LA POLVERINI DEVE DIMETTERSI. MA NON BASTA. BISOGNA TAGLIARE I SOLDI AI PARTITI

E’ ovvio che la Polverini debba dimettersi. Doveva già farlo l’altro giorno, dopo il suo discorso al Consiglio regionale, senza cercare vie d’uscite al ribasso in accordicchi e promesse di tagli. se uno parla di “catastrofe politica” non può far altro che rassegnare le dimissioni. Il problema è che le dimissioni non bastano: l’unica soluzione per uscire dal pantano è quella di tagliare radicalmente i fondi ai partiti. Via i rimborsi elettorali ai partiti, via i contributi ai gruppi regionali. Bisogna affamare la bestia e costringerla ad andarsi a conquistare voti e contributi sul territorio. Vedrete che così la politica sarà costretta ad uscire dalla torre d’avorio fatta di ostriche, champagne, festini e Suv, e in breve tempo recupererà almeno un po’ della simpatia perduta.

OSTRICHE&CHAMPAGNE A SPESE NOSTRE.E SE LA CAVANO CON UN ORDINE DEL GIORNO?

Ultime dalla Regione Lazio. Hanno mangiato ostriche e bevuto champagne a spese nostre, hanno organizzato cene e festini, si sono comprati auto di lusso e ville prestigiose con i contributi pubblici. Presi con le mani nel sacco organizzano una grande sceneggiata in Consiglio. E sperano di cavarsela con un ordine del giorno? Non hanno ancora capito che ci siamo un po’ stancati delle loro promesse che vengono puntualmente disattese?

CON I SOLDI PUBBLICI IL PDL LAZIO PAGAVA PURE I FESTINI A CINECITTA' (CON LE GNOCCHE VESTITE DA ANTICHE ROMANE)

Ultime notizie dallo scandalo del Pdl Lazio: con i soldi pubblici (quelli che servono per la democrazia, blablabla) venivano finanziate non solo cene a base di ostriche e champagne, non solo auto di lusso (bmw) e vini pregiatissimi, non solo gite e week end a Porto Cervo (fidanzata compresa), ma anche i festini a Cinecittà sul set di Rome, con donnine vestite da antiche romane. Costo: 48mila euro. Lo ammette lo stesso ex capogruppo Pdl, Franco Fiorito, intervistato dal Fatto: “Sì, ho pagato per finanziare quella festa nel set di Cinecittà. C’erano delle gnocche travestite con le gonnelline bianche. L’assessore al Bilancio era disgustato”. E se era disgustato lui, figuriamoci noi che abbiamo pagato il conto: 48mila euro.

P.s. Alla domanda sul perché il capogruppo del Pdl in Regione che ha già a disposizione l’auto blu avesse speso per comprare una Smart e un Suv, Fiorito risponde: “la Smart la usava la segreteria, io non riesco nemmeno a entrarci”. E il Suv: “Ne avevo bisogno”. Ne aveva bisogno, capito? E noi gliel’abbiamo regalato.

SCANDALO ALLA PROVINCIA DI NAPOLI: IN TRE ANNI SOLO 57 SEDUTE (UNA AL MESE)

Scandalo alla provincia di Napoli. Lo denuncia il Mattino: in tre anni il Consiglio si è riunito solo 57 volte, poco più di una volta al mese. E in media un consigliere su tre era assente. Tanto per dire: nel 2012 il consiglio è stato convocato appena 7 volte. E allora è inevitabile chiedersi: a che serve pagare un consiglio provinciale? Perché la spending review prevede un accorpamento (che di fatto sarà impossibile) e non invece l’abolizione tout court di questo ente inutile?