TAGLI ALLA SANITA’? PER I POLITICI NON VALGONO

Caro Mario Giordano, le sarei molto grato se potesse pubblicare (il nostro giornale lo ha già fatto, però ora più che mai giova ripeterlo!) le facilitazioni sanitarie delle quali i nostri rappresentanti politici al Senato e alla Camera (e i loro famigliari) godono a proposito di cure mediche specialistiche, ed il loro costo. Mi piacerebbe inoltre sapere se tali signori (con esse minuscola) godono anche di una qualche assicurazione che tuteli le loro spese mediche o se, come al solito, paga «pantalone» visto la contestazione di noi pensionati ai tagli della sanità fatti dall’ineffabile (o inaffidabile?) ministro Beatrice Lorenzin.
Enzo Bertolini – via mail
Continua a leggere

IL TROTA SI COMPRAVA CON DENARO PUBBLICO MOJITO, DAIQUIRI E NEGRONI. E SIAMO SOLO ALL'APERITIVO

Siamo solo all’aperitivo, ma c’è già di che divertirsi. Renzo Bossi detto il trova è accusato dai pm di aver acquistato con denaro pubblico mojito, daiquiri e negroni in abbondanza (poi dicono che in politica ci vuole la sobrietà…). Fra gli altri acquisti contestati anche un frigorifero, un Ipad, una Tv 32 pollici, red bull e una macchinetta che serve per identificare gli autovelox. Così il Trota è riuscito a evitare la multa, complimenti. Ma esisterà una macchinetta per evitare l’autovelox del ridicolo?

BECCATI CON LE MANI NEL MON CHERI. SI FANNO RIMBORSARE DAI SOLDI PUBBLICI PURE IL DISCO DI BON JOVI E IL MATRIMONIO DELLA FIGLIA. E POI RISPONDONO: CHE MALE C'E'?

Che male c’è? Già: che male c’è a farsi rimborsare dalla Regione il disco di Bon Jovi o le cartucce per il fucile? Che male c’è a far gravare sulle tasche già martoriate dei contribuenti il lecca-lecca o le spese per il matrimonio della figlia? Che male c’è far figurare come spese istituzionali l’acquisto dei Mon Cheri, l’I-Pad privato o la cena elegante al ristorante giapponese? La lunga lista di rimborsi illegali della Lombardia colpisce non tanto per la varietà delle spese (la fantasia dei consiglieri regionali è illimitata, lo avevamo già visto nel caso Fiorito). Colpisce soprattutto per come rispondono i consiglieri regionali beccati con le mani nel lecca-lecca e nel Mon Cheri: sembra che caschino dal pero, si stupiscono persino dell’altrui indignazione e continuano a ripetere ossessivamente “che male c’è”. Come se il Mon Cheri e Bon Jovi fossero davvero utili all’attività istituzionale, come se le cartucce per il fucile fossero indispensabili per svolgere il proprio mandato elettorale. In quelle risposte c’è tutta la distanza che divide la classe politica più disonorata della nostra storia dagli italiani comuni. Che hanno tanti difetti e tanti vizi. Ma il lecca lecca e il matrimonio della figlia se li pagano sempre di tasca loro, fino all’ultimo centesimo.

Tagliare i costi della politica? Macché: al Pirellone spendono un milione più del previsto…

E mentre tutti parlano di tagliare i costi della politica, il consiglio regionale della Lombardia che fa? Si riunisce e si accorge che i suoi costi sono aumentati. Il budget è stato sforato, 70 milioni di euro non bastano. Fra le voci  con aumenti record, manco a dirlo, le spese per consulenze e rimborsi…