MA QUEL TAGLIO NON SI FARA' MAI

Contrordine senatori. Dopo aver votato no al taglio dei parlamentari, a Palazzo madama hanno innestato la retromarcia e hanno approvato il primo articolo della riforma che prevede una riduzione delle poltrone dei deputati da 630 a 508 (122 onorevoli in meno). Non che si tratti di un taglio sostanzioso, ma almeno è un tentativo di andare nella strada richiesta con voce sempre più forte dai cittadini. O meglio: sarebbe un tentativo. Infatti i senatori sanno benissimo che quello di ieri è solo il primo articolo, che la legge non sarà mai approvata integralmente e che dunque la riduzione dei senatori la vedremo al massimo nel titolo di qualche giornale.  E sanno benissimo, unque, che ieri erano stati fin troppo stupidi a votare quel no al taglio che li ha esposti alla critiche, per una legge che in realtà  non entrerà mai in vigore.

COME PREVISTO: IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI NON SI FARA'. "FATTO TECNICO" O FATTO SPUDORATO?

Ma certo: è solo un fatto tecnico. Ma certo: nessun passo indietro. Le dichiarazioni dei parlamentari pochi minuti dopo il voto che ha mandato definitviamente a ramengo l’ipotesi di un taglio (seppur minimo) delle poltrone alla Camera e al Senato fanno davvero ridere. Gli spudorati cercano di giustificarsi in ogni modo vincendo senza problemi la prima gara nella categoria olimpica dell’arrampicata sugli specchi. Purtroppo si è verificato quello che avevamo annunciato su questo blog: nel mezzo delle trattative sulle riforme, si è trovato modo di seppellire la norma che prevedeva una riduzione (seppur minima) del numero dei parlamentari. Non ci eravamo illusi, naturalmente, però c’è un limite a tutto: fate come volete, conservatevi le poltrone, conservatevi i privilegi. Ma almeno non chiamatelo un “fatto tecnico”. Perché è un un fatto spudorato.

IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI? SALTA PURE QUELLO

Se avevate qualche speranza, deponetela. Il taglio dei parlamentari non si farà. Già era un taglio piuttosto risibile (183 su 945, alla faccia del “dimezzamento”…). Ma anche questo piccolo gesto di buon senso (già annunciato e strombazzato dai parlamentari come dimostrazione della disponibilità della casta a fare sacrifici) è destinato a insabbiarsi. E a sparire nel nulla. Il testo si è infatti arenato al Senato e sembra che nelle intense trattative dei partiti sia vicina l’intesa per dimenticarsene del tutto. Tanto è vero che, come riporta “La Stampa”, nelle simulazioni sugli effetti di nuove leggi elettorali continua a far bella mostra il numero di 630 deputati. Cioè quello di oggi. L’intenzione dunque è quella di non cambiare nulla. E tutte le parole spese sulla riduzione? La solita presa per i fondelli.