HOLLANDE E RENZI, UN CONFRONTO IMPIETOSO

Caro Mario, ho visto e sentito i discorsi di Hollande, un politico che non ho mai molto stimato. Ma in questa occasione ho visto in lui uno statista o quanto meno un presidente con una grande dignità. I suoi sono stati discorsi solenni, gravi, come la circostanza richiede, carichi di un pathos sincero, consapevoli della gravità della situazione e della responsabilità che le sue parole rappresentavano. Poi ho sentito il cabarettista di Palazzo Chigi e mi sono vergognato di essere italiano. La rappresentazione che lui ha dato di pusillanimità, di pretestuosità, di pochezza culturale (quella cultura che lui evoca come toccasana ogni due per tre), di modestia intellettuale, di assenza di dignità. Purtroppo è lui che ci rappresenta ed è sulla base di ciò che lui dice che siamo giudicati noi italiani. Lui ha detto che per un miliardo stanziato per la sicurezza, ce ne sarà un altro per la cultura. A me sembra, invece, che di due miliardi che potrebbero esserci per la nostra sicurezza, lui ne toglie uno per destinarlo al cinema, ai teatri, ai campi di calcetto, soprattutto per dare 500 euro ai diciottenni prossimi elettori. Mancava solo ci dicesse italianistatesereni. Siamo proprio in buone mani! Che Dio ce la mandi buona!
Mirko Rebecca – Camisano Vicentino (Vi)
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LA BOSCHI? MACCHINA DA GUERRA DEL POTERE RENZIANO

Caro Giordano, che cosa ne pensa dell’onnipresente Boschi su qualsiasi Tv pubblica e privata? Ha perso del tutto l’aria di madonnina, ora dimostra una grinta e un’ aggressività degna non di una debuttante in Parlamento, ma di una professionista della politica. Colpa del favore di Renzi e della sua incontenibile arroganza?
Giovanni Antonucci – via mail
Colpa della sua determinazione e della sua bravura, caro Antonucci. Bisogna ammetterlo: la Boschi non è solo bella, è una macchina da guerra del potere renziano. E questo dimostra diverse cose. La prima: le donne giovani e di aspetto gradevole possono essere anche capaci (aspetto che qualcuno si rimangi i veleni sparsi su Carfagna&C ai tempi del governo Berlusconi).
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RENZI A NEW YORK? HA FATTO FURBERIE PEGGIORI

Caro Giordano, Matteo Renzi, Italiano d.o.c.,preso dall’euforia delle vittorie azzurre, è volato a New York per assistere alla storica finale tutta italiana degli U.S. Open di tennis. Gli piace andare sul sicuro, mentre un altro italiano d.o.c., Sandro Pertini, che volle a tutti i costi assistere a Madrid alla finale di calcio Italia-Germania, quando partì da Roma mica sapeva che sarebbe tornato vincitore. E poi a Madrid, in attesa c’ era un Re, mica un Obama. Meglio avrebbe fatto il premier a venirsene a Camogli, ove si sta svolgendo un corposo Festival della Comunicazione (figurarsi, vi comunicano pure una ministra in carica, Roberta Pinotti, un semiologo-tuttologo, Umberto Eco, e un famoso giornalista come Marco Travaglio). Qui il grande «comunicatore» avrebbe potuto sbizzarrirsi nell’ esprimersi ancor più che a New York. E, siccome siamo pur sempre in zona «parsimoniosa», almeno il popolo ligure avrebbe esultato, perché un biglietto di seconda classe Roma Termini-Camogli San Fruttuoso sarebbe costato assai meno di quello aereo Roma-New YorK. Spero che stavolta, caro Giordano, lei concordi con me…
Luigi Fassone – Camogli (Ge)
Non lo so, caro Fassone. Penso che fra le tante furberie cui il nostro premier ci ha abituati, questa non sia stata neppure la peggiore. In America le nostre tenniste hanno scritto davvero una pagina storica per lo sport italiano, la racconteremo un giorno come oggi raccontiamo Coppi-Bartali o Italia-Germania 4-3 o la finale del Bernabeu. E sono convinto che se Renzi non ci fosse andato saremmo stati pronti a sottolineare la sua assenza con gli stessi toni con cui oggi si deplora la sua presenza. Ma sì, dai: quella era una festa dello sport italiano e Renzi ha voluto metterci la faccia come avrebbe fatto chiunque al posto suo, da Pertini a Berlusconi. E per quanto riguarda l’ aereo, beh, trovo più scandaloso quando lo usa per andare in vacanza a Courmayeur con la famiglia. Quello che il premier non può permettersi, però, è di usare la vittoria delle tenniste come metafora della vittoria del suo governo: purtroppo, infatti, per quanto riguarda ripresa economica e gestione degli immigrati siamo ancora a livello di pre-qualificazione al torneo sociale di Usmate Velate, altro che Flushing Meadows…

Ps. Per quanto riguarda Camogli, se non sbaglio, quella festa a senso unico dei comunicatori compagnucci è stata guastata dal maltempo, tanto che Umberto Eco ha dovuto rinunciare al sermone finale. Mi dica la verità, caro Fassone: è stato lei a fare la danza della pioggia?

LA TRUFFA DELLE PROVINCE: SPARISCONO 3.707 POLTRONE, SE NE CREANO 24MILA

1)      E’ vero che le Province spariscono?

No, diventano “enti territoriali di area vasta”.  E mantengono competenze su trasporti, ambiente e edilizia scolastica

 2)      E’ vero che spariscono i Consigli provinciali?

No, i Consigli restano e i Presidenti delle Province pure. Ad essi si aggiunge un terzo organo: l’assemblea dei sindaci.

 3)      E’ vero che i consiglieri provinciali non saranno eletti dai cittadini?

Sì, i consiglieri provinciali saranno eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali. E potranno essere eletti solo sindaci e consiglieri comunali

 4)      E’ sicuro che ci saranno risparmi?

No. E’ sicuro che non si pagheranno più i gettoni ai consiglieri provinciali (111 milioni) e si risparmierà per le mancate elezioni (318 milioni). Ma il servizio Bilancio del Senato sottolinea che quei soldi rimangono a disposizione delle Province che possono utilizzarli in altro modo

 5)      E’ vero che si riducono le poltrone?

No. Perché la riforma, oltre a creare 10 città metropolitane, amplia il numero delle poltrone da assessori e consiglieri nei piccoli Comuni. Di fatto si taglieranno 3.707 poltrone in Province ma se ne creeranno circa 24mila nei Comuni.