NUOVO RECORD DELLA CASTA: 50MILA EURO PER 6 ORE DI LAVORO

Il consigliere Spada (Idv) ha appena realizzato il nuovo record nel campionato della casta: prenderà 50mila euro di stipendio per 6 ore in Consiglio Regionale. Infatti è subentrato al consigliere dimissionario Gabriele Sola nella seduta di venerdì, quando il Consiglio è stato sciolto. Continuerà a prendere lo stipendio (senza lavorare) fino alle elezioni. 50 mila euro per 6 ore di lavoro, non male no? “Sì, ma sono state 6 ore intense”, dice lui.

Baby pensionata a 40 anni e nuovi scandali. Finalmente, però, qualcuno se ne accorge…

E c’è chi va in pensione a 40 anni. E c’è chi va in pensione avendo pagato solo 16 anni di contributi. Succede oggi, mica tanti anni fa: due giorni fa su Panorama, oggi su Repubblica (pagine di Palermo) viene ripreso e rilanciato il tema delle baby pensioni in Sicilia, che è uno dei capitoli di denuncia di “Sanguisughe”. Grazie alla famigerata legge 104 del 2000 infatti in Sicilia i dipendenti della Regione possono andare a riposo con 20 anni (donne) o 25 anni di contributi (uomini) purché abbiano un parente da accudire.

Per intendersi: è la legge che ha consentito a Piercarmelo Russo, ex segretario  dell’Assemblea regionale, di andare a riposo a 47 anni con 6462 euro netti al mese (10980 euro lordi). Doveva, disse, accudire il papà gravemente malato. Poche settimane dopo fu nominato assessore all’Energia alla Regione Sicilia (sommando quindi l’indennità da assessore alla ricca baby pensione)

Per fortuna, su questo tema, si sta accendendo la polemica. Ed emergono nuovi particolari scandalosi, che inserirò nelle prossime edizioni del libro:

a) Il pensionato con 16 anni di contributi. Totò Barbitta, capo ispettore dei forestali, è riuscito ad andare in pensione con soli 16 anni, 10 mesi e 30 giorni di servizio anziché i 25 anni previsti dalla legge, sfruttando alcuni riscatti e il fatto che il lavoro da forestale viene considerando usurante (quindi un anno regalato ogni 5 di servizio)
b) Il baby pensionato che diventa consulente. Cosimo Aiello , capo di gabinetto di un assessore, va in pensione a marzo di quest’anno: ha 51 anni. Subito dopo viene richiamato come consilente del Teatro Bellini (incarico per cui, secondo il periodico catanese Sudpress, prende 83600 euro per 21 mesi)
c) La pensionata a 40 anni. Giovanella Scifo, ex dipendente dell’ufficio di collocamento di Modica, è in pensione dal 1 febbraio 2008, dopo 18 anni e 10 mesi di carriere. Quando è andata in pensione aveva 40 anni appena compiuti.

Finalmente, grazie anche al nostro impegno quotidiano, qualcuno comincia a prendere coscienza dello scandalo. Oggi l’assessore Chinnici e i dirigenti del settore chiedono la revisione della legge 104. Non perdiamo l’occasione, alziamo la voce. Facciamoci sentire (iscrivetevi al gruppo Facebook: siamo già oltre 18mila…)

Superburocrate con pensione d'oro a 47 anni. E diventa assessore

Il superburocrate va in pensione a 47 anni. E diventa assessore. Diversi amici mi hanno chiesto maggiori dettagli su questa storia che ho accennato in vari passaggi radio e televisivi. Ve la riassumo brevemente (il resto dei dettagli e altri casi analoghi li trovate sul libro).
Pier Carmelo Russo era il segretario generale della Regione Sicilia. Nel luglio 2009 è andato in pensione a 47 anni (leggasi bene: 47) con 10.980 euro al mese, cioè 6462 netti. Come mai questa possibilità? Tutto deriva da una legge siciliana che consente a chi deve accudire un genitore ammalato di prendere il vitalizio anche solo con 20 (donne) o 25 (uomini) anni di contributi. La legge, si badi bene, ha dato vita a numerosi abusi (ci sono state persone che si sono fatte adottare da vecchie non autosufficienti per poter chiedere il vitalizio…) e ha fatto sì che tra il 2003 e il 2010 in Sicilia venissero liquidati oltre 1000 baby pensionati (età media: 53 anni).
Pier Carmelo Russo, sfruttando quella legge, ha chiesto di andare in pensione per accudire l’anziano padre malato. Per questo a 47 anni prende 6462 euro netti al mese (10.980 lordi). Peccato che appena ottenuta la pensione sia stato nominato assessore (prima all’Energia, poi alle infrastrutture e mobilità), con un’indennità pari a circa 300mila euro l’anno. E ciò lascia tutti noi alcuni dubbi: se davvero questo superburocrate è andato in pensione a 47 anni per accudire il padre, perché poi ha accettato un incarico importante come quello di assessore? Forse che il lavoro di assessore è meno impegnativo di quello di segretario generale alla Regione? E se è meno impegnativo perché allora viene retribuito con 300mila euro l’anno? Se qualcuno sa rispondere, gliene saremo grati.