AGLI IMMIGRATI MILIARDI, AI NOSTRI POVERI BRICIOLE

Caro Giordano, l’altra sera a “Quinta colonna” il montiano doc (quello che spara soltanto in aria) ed il giovane musulmano (quello che l’islam è soltanto religione di pace) le hanno dato una bella lezione. Il primo le ha rinfacciato di essere fra quelli (di destra) che hanno gettato gli italiani sul lastrico lasciandoli sull’orlo della bancarotta: fortuna che è arrivato Monti a salvarci e la Fornero ha fatto una magnifica legge, lasciando come effetto collaterale solo qualche centinaio di migliaia di esodati. Il secondo le ha fatto presente che è ora di finirla con la storia dei 3 miliardi di euro, che in effetti non ci costano nulla perché ce li «regala» l’Europa. E poi avercene di immigrati, il guaio è che non ne arrivano abbastanza per portare il Pil a valori che ci farebbero fare la vita da nababbi…
Giorgio Campagnini – Bologna
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IL KAMIKAZE MARINO A CACCIA DI BUONUSCITA. E LO SPETTACOLO CONTINUA

Fino a che punto arriverà la guerriglia di Ernesto Ignazio Che Marino? Zombie alla riscossa, la rivolta del sindaco morente, è uno spettacolo da non perdere sul grande schermo di Roma Capitale.
Era dai tempi di «Oggi le comiche» che non si rideva tanto assistendo alle altrui figuracce. Perché il fatto è questo: l’Allegro Chirurgo ha capito che non ha più nulla da perdere. La sua immagine è compromessa per sempre. La sua carriera politica pure. Il rapporto con il Pd è irrecuperabile. Forse fra poco saluterà per sempre l’Italia e si rifugerà in qualche università americana, dove ancora non hanno imparato a diffidare delle sue note spese. E allora perché no? Se la gioca tutta. Nell’unica cosa che gli è venuta davvero bene negli ultimi due anni: il ruolo di Scheggia Impazzita.
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LA BOSCHI? MACCHINA DA GUERRA DEL POTERE RENZIANO

Caro Giordano, che cosa ne pensa dell’onnipresente Boschi su qualsiasi Tv pubblica e privata? Ha perso del tutto l’aria di madonnina, ora dimostra una grinta e un’ aggressività degna non di una debuttante in Parlamento, ma di una professionista della politica. Colpa del favore di Renzi e della sua incontenibile arroganza?
Giovanni Antonucci – via mail
Colpa della sua determinazione e della sua bravura, caro Antonucci. Bisogna ammetterlo: la Boschi non è solo bella, è una macchina da guerra del potere renziano. E questo dimostra diverse cose. La prima: le donne giovani e di aspetto gradevole possono essere anche capaci (aspetto che qualcuno si rimangi i veleni sparsi su Carfagna&C ai tempi del governo Berlusconi).
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FRANCESCHINI ALLA CULTURA HA DATO IL PEGGIO DI SE’

Caro Giordano, desidererei conoscere il Suo parere sul ministro Franceschini. Assolutamente avulso da ogni critica, costui continua imperterrito a ricoprire la carica di ministro nonostante le frequenti figuracce raccolte durante il suo mandato. Ma Franceschini non è colui il quale si schierò pesantemente contro l’ allora ministro Bondi per «un» crollo a Pompei? Durante il suo mandato quanti crolli nello stesso sito sono accaduti? Tutto ciò dimostra che l’ unica cosa di veramente pregevole che hanno gli appartenenti a questo governo sono la faccia tosta e una veramente notevole marca di collante che li tiene ben fissi sulla propria poltrona.
Giuseppe Calandi – Bresso (Mi)
Dario Franceschini è un democristiano di sinistra. Da ragazzo il suo mito era Benigno Zaccagnini. Poi, accontentandosi, s’ è messo sulla scia di Franco Marini. Quando, però, ha visto che cresceva l’ astro di Romano Prodi si è buttato con lui diventandone il primo dei sostenitori. Quando Prodi è stato scalzato da D’Alema, ovviamente, Franceschini si è schierato con D’Alema diventandone sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Poi vide profilarsi la vittoria di Veltroni e ovviamente si schierò con lui, trasformandosi di fatto nel suo numero due: grazie a tale atto di fedeltà ottenne la segreteria del Pd, che però riuscì a conservare solo 8 mesi. Quando Bersani lo scalzò lui gli fece le fusa perché sperava di diventare presidente della Camera. Non riuscendoci, saltò sul carro di Enrico Letta per farsi nominare ministro del suo governo. Ma appena ha capito che stava vincendo Renzi, ovviamente, si è scoperto intimamente renziano, in modo da ottenere una poltrona nel suo governo, quella per l’ appunto di ministro della Cultura. Da uno così, caro Calandi, lei cosa si aspetta? Ha scritto alcuni romanzi di successo, l’ ultimo pare sia particolarmente hard. Si parla di prostituzione, un tema assai più serio della politica, per altro. Quando diventò, per quel breve periodo, segreterio del Pd, pensò bene di onorare la carica insultando l’ avversario politico (Berlusconi) con le peggio parole e giurando sulla Costituzione «che non si tocca» davanti al papà partigiano. Essendo quest’ ultimo nel frattempo morto si ribalterà nella tomba a vedere quel che il governo del suo figliolo sta combinando sul Senato.
Come responsabile della Cultura, per altro, Dario ha dato il peggio di sé: l’ altro giorno, per dire, la polemica sui dipendenti del Colosseo ha nascosto una piccola tragica verità. Loro avranno fatto fesserie, ma il ministero di Franceschini si era semplicemente dimenticato di pagarli…

POSTA PRIORITARIA- GABRIELLI E’ STIPENDIATO DALLO STATO MA AL SERVIZIO DEL PD

Caro Giordano, mi scuso per il sistema poco tecnologico, ma è l’ unico modo celere per comunicare con lei. Oltre a condividere la fede granata sono allineato con lei, sia sui temi politici, sia su quelli dell’ immigrazione come sulle considerazioni circa la performance del segretario della Cei. Ora, a seguito del funerale romano del secolo, di tal nobile uomo sinti Casamonica mi chiedo: ma il prefetto Gabrielli ci fa o ci è? Quali sono i suoi compiti? Crede di poterci prendere per il cofano? E quel fenomeno di Alfano apre un’ inchiesta? Faccia prima: apra la finestra… Mi chiedo poi quel ridicolo Rigoletto di Orfini sa cos’ è il significato di dignità… Mi taccio. Mi limito a sognare un fatto storico che ho studiato 55 anni fa, accaduto a Praga. E spero prima di morire di assistere a una defenestrazione di Roma… P.s. Sono figlio di un partigiano del Cal d’Ossolo, presente nel museo della Resistenza di Fondotoce. Chi ha lottato e perso la vita per questo liquame che appesta l’ Italia certamente si starà rivoltando.
Sergio Bionda – Casale Monferrato (Al)

In effetti il mezzo poco tecnologico (fax) ha fatto sì che il messaggio, inviato il 21 agosto, arrivasse sulla mia scrivania solo ora. Ma capita a fagiolo, caro amico monferrino, perché proprio in queste ore il sindaco commissariato Ignazio Marino sta tornando dalla sua lunga vacanza subacquea e l’ intera Italia si domanda: con che faccia? Con la faccia di tolla, ovviamente.
Infatti lui continua ineffabile per la sua strada. E così continua per la strada il prefetto Franco Gabrielli, che l’ altro giorno ha mandato un messaggio minaccioso: «Io potrei commissariare il Comune». In effetti: potrebbe farlo. Anzi: dovrebbe farlo. E perché non lo fa? Semplice: perché se si andasse a elezioni in questo momento il Pd non riuscirebbe a rivincere le elezioni.
Immagino la sua obiezione: ma Gabrielli è un funzionario dello Stato, a servizio dei cittadini, o un uomo a servizio del Pd? La risposta definitiva arriverà forse quando finalmente si tornerà a votare per la Capitale: con tutta probabilità, infatti, il prefetto sarà il candidato del centrosinistra. E dunque il progetto è chiaro: si tiene in piedi il sindaco-fantoccio Marino, che non potrà decidere nulla, e gli si affianca un sindaco-ombra, che gestisce gli affari di Roma in attesa del momento buono per candidarsi ufficialmente. Alla faccia dei cittadini. Alla faccia della democrazia. E alla faccia di suo padre, e di quelli come lui, che dopo tutto ‘sto schifo, a forza di girarsi nella tomba, saranno diventati quasi delle trottole.

SE IL FINANZIAMENTO DEI PARTITI DIVENTA UN "DRAMMA"…

Ci vuole un bel coraggio a usare la parola “drammatico” per l’eventuale abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Oggi, purtroppo, di drammi in Italia ce ne sono molti. I drammi degli artigiani che si suicidano, i drammi delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, i drammi dei pensionati che non riusciranno a pagare le bollette e l’Imu… Il finanziamento pubblico dei partiti è un dramma? Davvero così pensano i tre principali partiti? Io penso invece che i partiti abbiano avuto troppi soldi. Penso che li abbiano gestiti male. Penso che abbiano lasciato spazio ai malfattori. Ma, ancor di più, penso che sia malandrino un sistema che in nome della democrazia se ne fotte della democrazia, cioè del parere della gente. Se davvero vogliono difendere i partiti (e non i loro portafogli) abbiano il coraggio di un gesto esemplare: aboliscano l’assurda legge sui rimborsi elettorali. Azzerino subito quel furto ai danni degli elettori. Azzerino la loro arroganza. E ammettano che i veri “drammi” sono altri. Solo così si potrà ricominciare a costruire un Paese normale.

POVERINI I PARTITI, DI QUEI MILIONI HANNO PROPRIO BISOGNO. O NO?

Poverini i partiti, perché chiedere loro di rinunciare alla tranche di finanziamenti di luglio? “Quei milioni ci servono altrimenti chiudiamo”, dice il tesoriere del Pd al “Fatto”. Altrimenti chiudiamo? E che è una minaccia? O un invito? Da notare: il Pd ha preso 200 milioni in 4 anni (solo di finanziamento pubblico, oltre ai contributi per i gruppi parlamentari e regionali). Ma che diavolo ne fanno di tutti quei soldi? In attesa della risposta avrei un’altra domanda: quei milioni servono più ai partiti o al Paese?  Siamo pronti ad ascoltare la risposta.