PARLAMENTO BLOCCATO, PASSA SOLO UN PROVVEDIMENTO: QUELLO CHE DISTRIBUISCE 56 MILIONI AI PARTITI

Tutto bloccato in Parlamento. C’è solo un provvedimento che passa tra le maglie strette dell’ostruzionismo. Quello che aiuta le famiglie ad affrontare la crisi? Un decreto urgente per il lavoro? Un sostegno a chi è in difficoltà? Macché: l’unico provvedimento che passa tra le maglie strette dell’ostruzionismo, nel Parlamento tutto bloccato, è quello che assegna subito soldi ai partiti. 56 milioni di euro. Via libera alla distribuzione: 18,6 milioni al Pdl, 18 al Pd, 5,4 alla Lega, 3,1 all’Udc, 1,3 a Scelta civica e 1,1 a Sel. Unica rinuncia quella del Movimento 5 Stelle. Ma non doveva essere abolito il finanziamento pubblico? Sì, ma dal 2017.  E solo se dovesse essere approvata la legge, che però è ferma in Parlamento, a differenza di quella che distribuisce i soldi ai partiti. Mai che si fermi la legge giusta, accidenti.

IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI? SALTA PURE QUELLO

Se avevate qualche speranza, deponetela. Il taglio dei parlamentari non si farà. Già era un taglio piuttosto risibile (183 su 945, alla faccia del “dimezzamento”…). Ma anche questo piccolo gesto di buon senso (già annunciato e strombazzato dai parlamentari come dimostrazione della disponibilità della casta a fare sacrifici) è destinato a insabbiarsi. E a sparire nel nulla. Il testo si è infatti arenato al Senato e sembra che nelle intense trattative dei partiti sia vicina l’intesa per dimenticarsene del tutto. Tanto è vero che, come riporta “La Stampa”, nelle simulazioni sugli effetti di nuove leggi elettorali continua a far bella mostra il numero di 630 deputati. Cioè quello di oggi. L’intenzione dunque è quella di non cambiare nulla. E tutte le parole spese sulla riduzione? La solita presa per i fondelli.

AMATO (31MILA EURO AL MESE DI PENSIONE) NOMINATO CONSULENTE DEL GOVERNO PER I SOLDI AI PARTITI…

Il governo dei tecnici nomina un supertecnico (Enrico Bondi) per tagliare la spese pubblica (?!). E, come se non bastasse, nomina altri due tecnici: l’economista Francesco Giavazzi darà consigli al premier su come distribuire soldi alle imprese (?!) e l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato darà la sua consulenza sul finanziamento pubblico dei partiti. In effetti Amato che è riuscito a tagliare le pensioni degli italiani e ad andare in pensione subito dopo con 31mila euro al mese ha capito tutto della politica italiana. Ma a questo punto non ci stupiremmo se la prossima mossa del governo fosse quella di mettere Erode a capo di un reparto di pediatria…

SE IL FINANZIAMENTO DEI PARTITI DIVENTA UN "DRAMMA"…

Ci vuole un bel coraggio a usare la parola “drammatico” per l’eventuale abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Oggi, purtroppo, di drammi in Italia ce ne sono molti. I drammi degli artigiani che si suicidano, i drammi delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, i drammi dei pensionati che non riusciranno a pagare le bollette e l’Imu… Il finanziamento pubblico dei partiti è un dramma? Davvero così pensano i tre principali partiti? Io penso invece che i partiti abbiano avuto troppi soldi. Penso che li abbiano gestiti male. Penso che abbiano lasciato spazio ai malfattori. Ma, ancor di più, penso che sia malandrino un sistema che in nome della democrazia se ne fotte della democrazia, cioè del parere della gente. Se davvero vogliono difendere i partiti (e non i loro portafogli) abbiano il coraggio di un gesto esemplare: aboliscano l’assurda legge sui rimborsi elettorali. Azzerino subito quel furto ai danni degli elettori. Azzerino la loro arroganza. E ammettano che i veri “drammi” sono altri. Solo così si potrà ricominciare a costruire un Paese normale.

E SE I PARTITI QUEI SOLDI PROVASSERO A MERITARSELI?

Adesso va di moda prendersela contro “il vento dell’antipolitica”. Come se il vero problema in Italia fosse “il vento dell’antipolitica” e non piuttosto quello della “cattiva politica”. Se i partiti anziché protestare con la loro arroganza provassero a tirare fuori un’idea, un’idea che sia una, per fare in modo che la gente ricominci a guardarli con favore? Non sarebbe meglio?

POVERINI I PARTITI, DI QUEI MILIONI HANNO PROPRIO BISOGNO. O NO?

Poverini i partiti, perché chiedere loro di rinunciare alla tranche di finanziamenti di luglio? “Quei milioni ci servono altrimenti chiudiamo”, dice il tesoriere del Pd al “Fatto”. Altrimenti chiudiamo? E che è una minaccia? O un invito? Da notare: il Pd ha preso 200 milioni in 4 anni (solo di finanziamento pubblico, oltre ai contributi per i gruppi parlamentari e regionali). Ma che diavolo ne fanno di tutti quei soldi? In attesa della risposta avrei un’altra domanda: quei milioni servono più ai partiti o al Paese?  Siamo pronti ad ascoltare la risposta.

QUESTO ACCORDO SUI RIMBORSI ELETTORALI E' UNA TRUFFA…

Tre ore di discussione per decidere cosa? Che i bilanci dei partiti finiranno su Internet, che verranno controllati da una società di revisione e poi da un Gran Giurì, una nuova authority indipendente (nuove poltrone! Nuovi stipendi! Nuovi incarichi da spartire!!!). Questo l’accordo raggiunto tra i tre partiti della maggioranza (Pdl, Pd, Udc). Ovviamento nemmeno un euro di taglio: incasseranno regolarmente la prossima tranche di 100 milioni di euro (forse solo posticipata di qualche settimana: sai lo sforzo), continueranno a incassare regolarmente i “rimborsi” (2 miliardi e 253 milioni dal ’94 a oggi) e continueranno a prenderci per i fondelli come hanno fatto ieri. Che schifo.

NO, GUARDATE NON CI SIAMO CAPITI: I FINANZIAMENTI AI PARTITI NON SI RIFORMANO. SI ABOLISCONO

Ci vogliono prendere per i fondelli un’altra volta. Dicono che vogliono “riformare” il finanziamento pubblico ai partiti. Non hanno capito che gli italiani non vogliono nessuna riforma: vogliono, semplicemente, l’abolizione. E non siamo disposti ad accettare nulla di diverso. Perché dietro ogni presunta “riforma” si nasconde la truffa. Come è stato per vent’anni. Adesso basta. Nemmeno un soldo di contributo pubblico ai partiti.