I DEPUTATI TRASFORMISTI FANNO SPARIRE LA DEMOCRAZIA

Caro Giordano, la prima cosa che farei, andassi al governo,sarebbe di abolire seduta stante i gruppi misti di Camera e Senato. È inammissibile che gente eletta in un dato partito con un suo programma, si dissoci dallo stesso e vada nei cosiddetti gruppi misti, accozzaglia di scontenti che può condizionare una legge e che ha tradito il suo elettorato. Non la pensi più come prima, torna a casetta tua e stacci fin quando eventualmente ti ripresenterai. Sei solo un parassita che non dovrebbe contare nulla, ma che si riempie le tasche a fine mese. Altri che abolirei, non certo fisicamente, sono i senatori a vita,che dovrebbe essere solo una onorificenza completamente gratuita e senza possibilità di voto. Abbiamo avuto gente indegna di essere gratificata, da Scalfaro a Napolitano a Monti,per non parlare di tutti gli altri, meno De Nicola e Einaudi.
Paolo Piattoni – via mail
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DEPUTATI SCROCCONI: LA VEZZALI ASSENTE A 1041 VOTAZIONI SU 1043

 Caro Giordano,   la Vezzali è sicuramente una “mamma record” ma… di assenze in Parlamento. Vorrei ricordare che un onorevole è prima di tutto un rappresentante del popolo italiano che contribuisce a suon di tasse a stipendiarlo lautamente, e non per allenarsi o per tirare di scherma. Povera Italia…

Enzo Bernasconi – Varese

In effetti Valentina Vezzali è davvero una parlamentare da record: è riuscita a bucare finora 1041 votazioni su 1043 effettuate dalla Camera dei Deputati. Non male no? Solo due volte ha partecipato al voto, una ha marcato visita come “assente” e per il resto (1040) figura “in missione”. In missione dove? In pedana, ovviamente. Lì, infatti, è tornata a raccogliere medaglie d’oro con la maglia azzurra cosa di cui, per l’amor del cielo, le siamo tutti grati. Ma che c’azzecca questo con la seggiola (e lo stipendio) da deputata?

A inizio agosto, prima di partecipare ai Mondiali di Budapest, la Vezzali ha rilasciato un’intervista alla Stampa, in cui s’è difesa dicendo, in sostanza, che il parlamentare lo si può fare anche senza andare a Montecitorio. Perfetto: adesso proviamo ad applicarlo ad ogni mestiere, perché no? Si può essere professori senza andare in aula, si può essere operai senza andare in fabbrica, si può essere impiegati senza andare mai in ufficio… Non sarebbe un mondo meraviglioso? Purtroppo, spiace deludervi: non vale per tutti. Vale solo per le campionesse alla Vezzali, cui si perdona ogni cosa. Tanto è vero che i giornali la dipingono come un’eroina, che ha partorito a maggio e a giugno già era tornata a tirare di scherma, e via dunque con i “mamma da record”, “campionessa e madre” e iniezioni di grande entusiasmo. Pensate un po’, dopo aver vinto la medaglia ai Mondiali è tornata a casa, a Senigallia, e si è fatta fotografare in riva al mare col passeggino: emozionante, no? Non si ferma davanti a nulla.. E, in effetti, sarebbe tutto perfetto, meraviglioso se Vezzali, mamma e campionessa, non avesse scelto, nel frattempo, anche di candidarsi nelle fila di Scelta Civica e di farsi eleggere deputata. Un impegno che richiede serietà, presenza, dedizione per rispetto degli italiani che le pagano il lauto stipendio alla fine del mese e si aspetterebbero in cambio qualcosa di più che il 99,71% di assenze ai lavori parlamentari. Ora Valentina, inebriata dalla nuova medaglia e dall’incenso dei giornali, ha già annunciato che continuerà fino alle Olimpiadi di Rio del 2016. Ne siamo felici e le garantiamo fin d’ora pieno sostegno e tifo appassionato. Ma in cambio lei ci deve un cosa: la lettera di dimissioni dal Parlamento.

PARLAMENTO BLOCCATO, PASSA SOLO UN PROVVEDIMENTO: QUELLO CHE DISTRIBUISCE 56 MILIONI AI PARTITI

Tutto bloccato in Parlamento. C’è solo un provvedimento che passa tra le maglie strette dell’ostruzionismo. Quello che aiuta le famiglie ad affrontare la crisi? Un decreto urgente per il lavoro? Un sostegno a chi è in difficoltà? Macché: l’unico provvedimento che passa tra le maglie strette dell’ostruzionismo, nel Parlamento tutto bloccato, è quello che assegna subito soldi ai partiti. 56 milioni di euro. Via libera alla distribuzione: 18,6 milioni al Pdl, 18 al Pd, 5,4 alla Lega, 3,1 all’Udc, 1,3 a Scelta civica e 1,1 a Sel. Unica rinuncia quella del Movimento 5 Stelle. Ma non doveva essere abolito il finanziamento pubblico? Sì, ma dal 2017.  E solo se dovesse essere approvata la legge, che però è ferma in Parlamento, a differenza di quella che distribuisce i soldi ai partiti. Mai che si fermi la legge giusta, accidenti.

IL PRESIDENTE DELL'ABI E' UN BABY PENSIONATO DEL PARLAMENTO. PRENDE IL VITALIZIO (4.725 EURO AL MESE) DA QUANDO AVEVA 43 ANNI. E' UN EX POLITICHE CHE PRESIEDE LE BANCHE. LA SUA PRIMA FRASE: FUORI LA POLITICA DALLE BANCHE

E’ un baby pensionato del Parlamento anche il nuovo presidente dell’Abi. Infatti prende 4.725 euro al mese come vitalizio dal 1994, cioè da quando aveva 43 anni. Non male no? Fino al 1 febbraio 2012 sommava quest’entrata statale con 9 diversi incarichi in società private,  dal consiglio di amministrazione della Banca di Imola  alla Società Servizi e Riscossioni Spa, dalla Cassa di Risparmio di Ravenna all’Argentario Spa. La sua prima frase da presidente dell’Abi? “Fuori la politica dalle banche”. Non male per ex politico che appena diventato presidente delle banche. Che almeno abbia il pudore di sospendere quel vitalizio.

IL PARLAMENTO VA IN FERIE PER UN MESE. E IL DEPUTATO SI GIUSTIFICA: "LAVOREREMO PER MAIL"…

CHE SE NE FANNO I PARLAMENTARI DI UN CHILO DI COLLA? FORSE E' PER RESTARE ATTACCATI ALLA POLTRONA…

Clamorosi sprechi al Parlamento. E’ saltato fuori che, nell’era di Internet, ai deputati vengono ancora forniti: 2000 fogli, una gomma da matita ogni 15 giorni, 20 cd e un chilo e mezzo di colla liquida a testa. E la domanda allora sorge spontanea: ma che diavolo se ne fanno della colla liquida? E’ per rimanere incollati alla poltrona?

Negli ultimi 3 mesi, sono stati a casa 2 mesi . Sarà per questo sforzo che i parlamentari hanno pensioni d'oro?

I dati, appena pubblicati, ci dicono che negli ultimi tre mesi, dal 1 marzo a oggi, i parlamentari sono stati a casa due mesi. Ciò significa, in altre parole, che anche il meno assenteista (100 per cento di presenza in aula: non accade mai) ha lavorato un giorno su tre. In particolare alla Camera su 97 giorni ne sono stati lavorati 39, al Senato ancor meno (appena 32).

Leggo, trasecolo e mi domando: sarà per questo sforzo notevole che i parlamentari maturano una ricca pensione dopo 5 anni, mentre ai cittadini viene chiesto di lavorare 35-40 anni per prendere una miseria?

Il rapporto Inps rivela: la metà dei pensionati prende meno di 500 euro al mese. Colpa delle sanguisughe

 

La metà dei pensionati non arriva a 500 euro al mese. Lo rivela il rapporto Inps presentato oggi in Parlamento. Il 50,8 per cento delle pensioni non raggiunge la cifra che Mauro Sentinelli, il pensionato più ricco d’Italia incassa in 4 ore.

Vi pare possibile? La metà dei pensionati non arriva a 500 euro al mese, e c’è un pensionato che in un mese incassa 90.246 euro, cioè 3008 euro al giorno. La metà dei pensionati non arriva a 500 euro al mese, e  c’è un parlamentare che incassa 3108 euro al mese (1733 euro netti) per essere stato un giorno (un solo giorno) in Parlamento. La metà dei pensionati non arriva a 500 euro al mese e ci sono politici che incassano doppie e triple pensioni d’oro (come il professor Giuliano Amato, autore della prima e feroce riforma previdenziale del ’92 che prende 31mila euro al mese).

I dati del rapporto Inps presentati oggi dal presidente Mastrapasqua mettono ancora più in rilievo il problemo dello squilibrio e delle ingiustizie contenute nel nostro sistema: se la metà dei pensionati non arriva a 500 euro al mese, e tutti gli italiani versano contributi previdenziali altissimi, evidentemente quei soldi da qualche parte finiscono. Nelle tasche delle sanguisughe, evidentemente.