SE L'ONOREVOLE PIANGE PERCHE' HA "POCHE FERIE" E "UNO STIPENDIO DA IMPIEGATO", IO AVREI UNA MODESTA PROPOSTA…

Si moltiplicano i parlamentari che si lamentano per l’esiguità del loro stipendio (16mila euro al mese). Oggi è la volta di Mario Pepe che su Repubblica piange: “Noi deputati senza ferie e con uno stipendio da impiegato”. La mia domanda è: ma se lo stipendio è così esiguo e il carico di lavoro così faticoso (?!), come mai tutti vogliono fare i parlamentari? Modesta proposta: chi si lamenta automaticamente perde il diritto a ricandidarsi, a cominciare dall’onorevole Mario Pepe. Che ne dite?

GOVERNO (TECNICO) DEI VITALIZI?

Elezioni o larghe intese? Vorrei ricordare a a tutti che ci sono 560 parlamentari (394 deputati e 172 senatori) che non prenderebbero la pensione se la legislatura finisse a gennaio. Fra questi anche 136 e 55 deputati del Pdl. Alcuni di loro saranno pronti a sostenere un governo di transizione? Per salvare l’Italia o per salvare la loro pensione?

TAGLIARE LE PENSIONI? SI' MA COMINCIAMO DA QUELLA DI DINI…

Come previsto, si torna a parlare di tagli alle pensioni. Una misura forse indispensabile, forse giusta, forse inevitabile. Quello che però, dal mio punto di vista, è inaccettabile è che si torni a parlare di tagli alle pensioni degli italiani senza aver tagliato le pensioni delle sanguisughe. Perché i vitalizi dei parlamentari (che ci costano 204 milioni di euro l’anno) non sono stati aboliti? Perché i consiglieri regionali possono continuare ad andare in pensione a 55 anni con 10mila euro al mese? Perché l’avvocato Luca Boneschi continua a prendere 3108 euro al mese avendo trascorso in Parlamento un giorno (dico un giorno solo: dal 12 maggio al 13 maggio 1982)? Perché non gliel’abbiamo ancora levata? Stamattina sul Messaggero c’è un’intervista all’ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, autore della severa riforma della pensioni del 1995. Chiede un’altra severa riforma delle pensioni. Bene: considerato il fatto che lui prende 40mila euro al mese, perché non cominciamo a riformare la sua?

HANNO PAURA DI PERDERE LA PENSIONE…

 Un fremito d’ansia circola in queste ore in Parlamento: timori per la crisi globale? Preoccupazione per lo stallo della politica? Macché: i parlamentari hanno paura di perdere la pensione. Se si andasse a elezioni anticipate nella prossima primavera, infatti, 360 fra onorevoli e senatori perderebbero il diritto al vitalizio. “Per molti questi è il primo dei problemi”, ammette Massimo Calearo, ex Pd passato alla maggioranza. Viva la sincerità. Almeno quella. Ma quando toglieremo questo assurdo privilegio che oltre a costarci 200 milioni di euro l’anno condiziona in modo così pesante le decisioni degli eletti? Quando?

MA PERCHE' LE PENSIONI DEI PARLAMENTARI NON SI TOCCANO?

Il Sole 24 Ore di oggi, lunedì 10 ottobre, torna a occuparsi di pensioni. Titolone in prima pagina per dire che bisogna fare nuovi interventi, editorialone di supporto, grande titolo a pagina 2 (“la partita non è chiusa”, l’annuncio di una cura dimagrante per i regimi speciali (bene). Poi a pagina 5, in piccolo, la solita beffa: “la casta si salva”, dice con certezza il quotidiano di Confindustria, “le pensioni dei politici sempre escluse dall’armonizzazione”. E perché, di grazia? Perché escluderle? E perché darlo così per scontato?

Poveretti: in 8 mesi hanno lavorato 62 GIORNI. Sarà per questa fatica che meritano le PENSIONI d'ORO?

Adesso ho capito perché i parlamentari devono andare in pensione a 48 anni, adesso ho capito perché i parlamentari hanno diritto alla pensione dopo appena 5 anni di “lavoro” (di fa per dire, ovviamente): il loro è un mestiere usurante. Troppo stancante. Li distrugge. La conferma l’ho avuto oggi quando ho letto che nei primi otto mesi dell’anno, da gennaio ad agosto i senatori hanno lavorato in tutto 62 giorni. Proprio così: 62 giorni. Praticamente una settimana al mese. Che cosa abbiano fatto nelle restanti  tre settimane nessuno lo sa. Però dev’essere stato assai stancante. Roba da meritarsi, per l’appunto, una pensione d’oro.

Bisogna alzare l'età pensionabile? Cominciamo da questi (ecco i parlamentari che a 47 anni prendono 8mila euro al mese)

Allungare l’età pensionabile? Forse è inevitabile. Però prima bisognerebbe allungare l’età pensionabile dei parlamentari. A questo proposito ricordo che ancora nel 2008 abbiamo avuto:

  • Un parlamentare (Antonio Martusciello) che ha avuto la pensione all’età di 46 anni (7959  euro; vi ha rinunciato nel settembre 2010 per lo stipendio da commissario Agcom pari a 33.177 euro al mese)
  • Un parlamentare (Rino Piscitelli) che ha avuto la pensione all’età di 47 anni (7959 euro)
  • Un parlamentare (Alfonso Pecoraro Scanio) che ha avuto la pensione all’età di 49 anni (8836 euro);
  • Altri quattro deputati che hanno avuto la pensione a 50 anni (fra cui l’ex segretario Prc Franco Giordano cui vanno 6203 euro al mese)
  • Ben 15 deputati che hanno avuto la pensione sotto i 60 anni (fra cui Oliviero Diliberto e Enrico Boselli che l’hanno avuta a 51 anni).
  •    Una dozzina di senatori che hanno avuto la pensione sotto i 60 anni fra cui Willer Bordon, quello che andava in giro dicendo di voler uscire dalla casta (ha preso un assegno di 9604 euro a 59 anni: un bel modo per uscire dalla casta…) e il leghista Dario Galli (51 anni) che poi è diventato presidente della provincia di Varese cumulando i due redditi (unica noia: lo stipendio da presidente della Provincia, sommandosi al vitalizio da parlamentare ha subito una leggera decurtazione passando da 6500 a 4800 euro al mese. In compenso Dario Galli è entrato anche nel consiglio d’amministrazione di Finmeccanica…)

SENZA VERGOGNA: i magnifici 6 deputati che vogliono prendere insieme (INSIEME!) l'indennità da deputati e la pensione da ex deputati

Senza vergogna, davvero senza vergogna. Sentite la storia dei magnifici 6 che vogliono incassare l’indennità da deputato e insieme (ripeto: insieme) la pensione da  ex deputato.

Come raccontato in “Sanguisughe” 13 parlamentari siciliani superfortunati erano riusciti per alcuni mesi nella straordinaria impresa:  oltre alla ricca indennità  di Montecitorio e Palazzo Madama, incassavano  anche la pensione da ex deputati della Sicilia. Una norma speciale della Regione Sicilia consentiva l’assurdo cumulo: la pensione da ex deputato regionale si poteva sommare con l’indennità da deputato nazionale.

Lo scandalo è continuato fino al gennaio 2011 quando con un intervento al minimo sindacale di buon senso il folle privilegio è stato cancellato:  o uno è deputato o è ex deputato, le due cose insieme sono piuttosto incompatibili. Non vi pare?

Sembrerebbe  normale. Ma che cosa succede? Che i senza vergogna non si arrendono, non si arrendono mai. E così 6 dei 13 parlamentari siciliani hanno presentato ricorso alla Corte dei Conti per riavere la doppia indennità. Proprio così: in un momento in cui a tutti gli italiani vengono chiesti sacrifici, i magnifici 6 che cosa chiedono? Non solo di mantenere l’indennità da parlamentare ma di avere insieme (ripeto: insieme) anche quella da ex parlamentare. Una mossa indegna. Senza vergogna, appunto. Senza pudore.

I 6 meritano di essere citati per nome e cognome: sono Calogero Mannino del gruppo misto, Giuseppe Firrarello (Pdl), Vladimiro Crisafulli (Pd), Salvo Fleres (Forza Sud), Sebastiano Burgaretta (Pdl) e Alessandro Pagano (Pdl). Da notare che alcuni di loro hanno un’età piuttosto giovani per prendere la pensione: Fleres ha 55 anni, Pagano addirittura appena 52. Come si fa a 52 anni a pretendere di avere oltre alla ricca indennità da parlamentare anche il vitalizio da ex deputato regionale?

“I diritti acquisiti non si toccano”, dichiarano loro con il solito ritornello. E a ma viene la solita domanda: ma quello di prendere una doppia indennità (pensione da ex deputato e indennità da deputato) è davvero un diritto acquisito? O è un privilegio acquisito? Uno scandalo acquisito? I diritti acquisiti, è vero, non si toccano. Gli scandali, invece, noi li vorremmo abbattere. E ci indignano da morire quelli che invece li rivendicano con orgoglio. Come questi magnifici 6….

ALLA FACCIA DEI RISPARMI! I vitalizi dei deputati? Ci costano 7 milioni in più…

Alla faccia dei risparmi. Il costo per i vitalizi della Camera negli ultimi 4 anni è aumentato: spendiamo 7 milioni di euro in più. Come documentato ampiamente da Sanguisughe, il costo delle pensioni dei parlamentari è oggi di 219 milioni di euro. I contributi versati dai parlamentari ammontano a 15 milioni di euro. Ergo: 204 milioni di euro sono a carico dei cittadini. Come se non bastasse l’ultimo numero dell’Espresso rivela che fra il 2007 e il 2011 la spesa per le pensioni dei deputati (in barba ai numerosi proclami di risparmio) è aumentata di 7 milioni, così come è aumentata di 42 milioni la spesa per le pensioni dei dipendenti della Camera. Ah, dimenticavo: gli onorevoli si sono dati un’aggiustata anche ai rimborsi per le spese di viaggio (eh sì, perché gli ex onorevoli oltre al vitalizio hanno anche viaggi gratis). Sono passate da 800 a 900mila euro. Poi dicono che vogliono risparmiare. Mah.