LA SCUOLA OKKUPATA DA 15 GIORNI PER BILIARDINO E CAFFE’

Lotta dura, brioche senza paura. Al liceo Virgilio di Roma hanno alzato le barricate. E da quindici giorni stanno occupando la scuola al grido di battaglia: vogliamo il cappuccino, lo vogliamo ogni mattino. Una delle 13 rivendicazioni avanzate dal comitato di lotta, infatti, è l’apertura del bar interno alle 7,40 «per evitare la calca durante la colazione, momento di primaria importanza». Primaria importanza, si capisce: questi ragazzi hanno le idee chiare e sanno che i problemi vanno presi per le corna. Anzi, per i cornetti. Ripieni di crema o marmellata? E che marmellata: ciliegia o pesca? Hasta la spremuta d’arancia, comandante Che Guevara: la rivoluzione può attendere. Il caffè doppio macchiato, invece no.
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CON I SOLDI DEL DECRETO OCCUPAZIONE? FINANZIAMO IL CARROZZONE DEI FONDI CHERNOBYL

Caro Giordano, non so se Le è sfuggito ma il governo italiano nell’articolo 7 del Decreto Legge 76/2013, che interviene in materia di lavoro e previdenza, ha disposto il versamento al “Chernobyl Shelter Fund” della sommetta di 25.100.000 euro ancorché spalmati in cinque anni. Credo che gli italiani abbiano il diritto di sapere per chi e a che titolo si spendono i danari dei contribuenti, quegli stessi che sono chiamati a dar fondo agli ultimi spiccioli rimasti nelle loro tasche. Che ne dice di un suo, come sempre utile, chiarimento?

Angelo Trotta 

 Caro Trotta, la ringrazio per la segnalazione. In effetti lei ha ragione, l’unica cosa che sbaglia è l’articolo del decreto legge in questione. Ebbene l’articolo 11 (non il 7) del decreto legge 76 del 28 giugno 2013 (pochi giorni fa dunque) al comma 5 dice testualmente che: “E’ autorizzato un contributo in favore del Chernobyl Shelter Fund istituito presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo per l’importo complessivo 25.100.000 di euro. Il contributo e’ versato in cinque rate annuali, di cui la prima, per l’anno 2013, di 2.000.000 euro, e le successive di 5.775.000 euro per ciascuno degli anni dal 2014 al 2017”.

Il Chernobyl Shelter Found è un grande carrozzone internazionale, cui contribuiscono oltre 30 Paesi (stranamente non la Russia) che finanzia la risistemazione dell’area colpita dall’esplosione della centrale nucleare dell’aprile 1986. Ha già assorbito oltre un miliardo e mezzo di euro, l’Italia ha già versato oltre 50 milioni. Ma pare che i lavori non saranno finiti per i prossimi 100 anni.

Ora, con tutto il rispetto per Chernobyl, le vittime e la paura delle radiazioni, in questa vicenda ci sono almeno due cose che mi fanno venire l’orticaria. La prima è la più ovvia: possibile che a quasi 30 anni dall’incidente dobbiamo ancora pagare per un disastro in un altro Paese? Non ci bastano i Belici nostri? Dobbiamo farci carico pure dei Belici altrui? E pure in tempo di crisi e spending review?

La seconda cosa che mi manda in bestia è che questo stanziamento, per quando minimo, per quanto dilazionato negli anni (sono pur sempre soldi) viene nascosto in un decreto intitolato: “Misure urgenti per la promozione dell’occupazione nonché in materia di Iva”. Ora io faccio una domanda semplice semplice: che occupazione si aiuta con lo stanziamento per Chernobyl? E non è un po’ assurdo lamentarsi che non si trovano i soldi per abolire definitivamente l’aumento Iva mentre si finanzia il carrozzone che butterà soldi in un vecchio reattore per i prossimi 100 anni?