IL PRESEPE NON E’ SOLO UNA QUESTIONE DI FEDE

Caro Giordano, non cambiano mai. Nel ’68 quando occupavano le università toglievano immediatamente il crocifisso, si placavano dando sfogo al loro odio per quella immagine. Negli ultimi anni di insegnamento mi sono trovato a scene analoghe nella mia scuola; prima di iniziare la tinteggiatura gli operai, su input del Comune, tolsero il crocefisso nella officina dove insegnavo. Presi il trapano e, forata anche la croce, lo fissai alla parete. Operai, bidelli, colleghi non fiatarono. Bisogna avere coraggio, difendere la nostra storia, la nostra cultura, la nostra gente. La lotta alla croce non è portata avanti dall’Isis ma da molti italiani i quali fanno veramente paura.
Alessandro Orsini – Livorno
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IL VESCOVO DI PADOVA SOTTOMESSO AGLI ISLAMICI

Si chiama monsignor Cipolla e perciò fa piangere. Le lacrime, infatti, sgorgano inevitabili ascoltando il vescovo di Padova parlare del presepe. Dice semplicemente: «Rinunciamoci». Proprio così: «Rinunciamoci».
Mentre l’Italia si batte per difendere le proprie tradizioni, mentre i cittadini si stringono attorno alla mangiatoia di Gesù Bambino e persino molti non credenti riscoprono il valore di quella capanna che fa parte della nostra storia, ancor prima che della nostra fede, il monsignore di fresca nomina si prende il lusso di buttare tutto a mare. La capanna, la mangiatoia, San Giuseppe, Maria, il Bambinello. Tutti insieme in pattumiera per «salvare la fraternità, la pace e l’amicizia». Dal che si desume che ricordare la nascita di Gesù sarebbe un pericoloso attentato alla fraternità, alla pace e all’amicizia. Parola di vescovo, per quanto Cipolla.
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TUTTI I COMPLICI DELL’INVASIONE ISLAMICA

Caro Giordano, la seguo sempre con stima ed interesse, per questo le chiedo di spiegarmi a chi possa giovare questa invasione islamica dell’Europa. Forse agli Usa, che vedrebbero così eliminato un temibile concorrente sullo scacchiere mondiale? O forse ai misteriosi poteri forti europei, che si ritroveranno una gran massa di disperati disposti a lavorare a retribuzioni da fame? Oppure ai nipotini di Lenin che, avendo fallito nell’ annientamento dell’odiato Occidente e della sua cultura, ci stanno ora provando utilizzando l’arma islamica? Non capisco le ragioni, ma ho chiare le conseguenze: finiremo conciati come i nativi americani o, peggio ancora, spariremo dalla faccia della terra.
Angela Fini – Forte dei Marmi (Lu)
Cara Angela, credo che l’ invasione in primo luogo interessi ai medesimi islamici, i quali non a caso hanno iscritto nel nome della loro religione l’obiettivo di sottomettere gli infedeli, cioè noi. Infatti lo stanno realizzando in tutti i modi: con la violenza brutale dell’ Isis, con la paura degli attentati terroristici in stile Charlie Hebdo, con i soldi degli emiri, con l’apertura delle moschee nel cuore delle nostre città…
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POSTA PRIORITARIA- RIMPIANGERE CRAXI (MA CON GIUDIZIO)

Caro Giordano, salto tutti i convenevoli, per quanto tutti lusinghieri per lei tranne uno: la passione per il Toro. Sono assolutamente juventino. Le vorrei chiedere un punto di vista, anche se la storia con i se non si potrebbe fare. Sono stringato anche a rischio sembrare troppo superficiale. A mio modo di vedere, accantonando per una volta -e per un attimo soltanto -la questione morale, se Bettino Craxi avesse potuto portare a termine la missione che si era dato di ricostruire la politica italiana per via democratica, ridimensionando il comunismo da un lato ed il collateralismo politico cattolico dall’altro, oggi l’Italia sarebbe più europea, ma sarebbe fuori da un’Europa come questa. Euro compreso. Conterebbe assai di più sullo scacchiere europeo e soprattutto su quello mediterraneo; avrebbe una politica più realistica e utile ai propri interessi all’interno della Ue e dell’area euro, verso i Paesi emergenti e soprattutto verso l’ex Urss; non avrebbe permesso la folle guerra contro Gheddafi, né le primavere arabe tarocche, cui si debbono buona parte dei nostri guai attuali con l’immigrazione. E non solo quello. Conoscendo poi il particolare tipo rapporto di Craxi con il mondo arabo e la sua fermezza anche nei confronti della grandi potenze,il terrorismo islamico non sarebbe arrivato all’attuale livello di pervasività e di pericolosità. Non vorrei farne un santino, ma…

Massimo Arri – San Giorgio Canavese (To)

Con tutta la stima che si può nutrire per il percorso craxiano, pensare che la sola presenza di Bettino avrebbe potuto fermare il terrorismo islamico mi sembra, sinceramente, un po’ eccessivo. Per il resto lei ha ragione: sicuramente se il suo progetto politico fosse andato in porto ci saremmo liberati per tempo dell’egemonia della sinistra comunista, avremmo ridotto il potere nefasto dei sindacati e forse non avremmo mai avuto la schiavitù dell’Europa a trazione tedesca. Però, caro Arri, la storia non si fa con i se. E quel progetto politico non è andato in porto perché, mentre Craxi lo inseguiva, lo Stato accumulava un debito pubblico impressionante e alcuni dei suoi sottoposti si comportavano da banditi, più che da uomini di partito, depredando il Paese. Quello che davvero spiace, umanamente, è che abbia pagato per tutti, in modo esagerato: averlo fatto morire in esilio, infatti, è una delle vergogne incancellabili di questo Paese, che oggi si trova a rimpiangerlo. In effetti ci sarebbe più che mai bisogno di persone come lui: era tosto, innovativo, coraggioso. Aveva due palle così. E poi simpatizzava pure per il Toro…

POSTA PRIORITARIA- L’ISLAM E LA NOSTRA VOCAZIONE AL SUICIDIO

Caro Giordano,l’esistenza di un piano per islamizzare l’Europa è documentato da centinaia di atti ufficiali intercorsi tra la Conferenza Islamica (Oci) e la comunità europea fin dal 1973 e si basa su tre obiettivi: 1- agevolare l’immigrazione musulmana in Europa. 2 – agevolare la costruzione di moschee. 3 – privilegiare gli immigrati islamici rispetto ai cittadini, accusando di razzismo chi invoca il rispetto della legge. La mediazione tra la Oci e la Ue viene attuata attraverso organi intermedi come la Fondazione Anna Lindh e il Dea (Dialogo Euro Arabo), ampiamente finanziati da Stati come il Qatar e l’Arabia Saudita. In tali organi vengono educati molti giornalisti, diplomatici ed esponenti dellafutura classe dirigente,indirizzati fin dalla giovinezza a promuovere l’islamizzazione dell’Europa. I documenti che provano questo sono pubblicati dalla studiosa Bat Ye’ Or in un libro («Eurabia») che Libero ebbe il merito di patrocinare alcuni anni or sono. È pertanto logico concludere che la fantapolitica non è credere in un piano per islamizzare il continente, come lei erroneamente ha scritto,ma negare un tale piano. Convengo con lei solo in un aspetto: non esiste un complotto segreto a tal fine. Il piano, infatti, è completamente alla luce del sole e non comprendo come non si voglia vederlo.

Marco Casetta – Treviglio (BG)

Arridaglie. Evidentemente sul tema del complotto proprio non riesco a farmi capire. Ma quando mai avrei detto che non esiste un piano per islamizzare il continente? Lo vado dicendo e scrivendo da sempre. Ma, come giustamente nota lei, io sostengo che questo piano non sia affatto segreto: sta lì, davanti ai nostri occhi, ce lo stanno spiegando e facendo capire in tutti i modi, tra un po’ ci faranno anche l’alfabeto muto e i messaggi luminosi come quando ci sono i lavori in corso nei cantieri… Anche in queste ore sono state pubblicate foto con la bandiera nera sul Vaticano, Roma islamizzata, gli italiani sottomessi. Hanno tagliato la testa ai cristiani copti nel Mediterraneo per insanguinare le nostre coste, diffondono manuali in cui è scritto a chiare lettere che bisogna spazzare via gli infedeli e conquistare l’Occidente e ci dicono, esplicitamente, che i barconi carichi di immigrati sono uno degli strumenti di guerra adottati per sconfiggerci… Alla faccia del piano segreto: è tutto lì, spiattellato sotto i nostri occhi, evidente, palese. Se poi noi, sapendo tutto ciò, decidiamo di nascondere i nostri crocifissi e costruire nuove moschee, che c’entra il complotto? Piuttosto parlerei di vocazione al suicidio…