HOLLANDE E RENZI, UN CONFRONTO IMPIETOSO

Caro Mario, ho visto e sentito i discorsi di Hollande, un politico che non ho mai molto stimato. Ma in questa occasione ho visto in lui uno statista o quanto meno un presidente con una grande dignità. I suoi sono stati discorsi solenni, gravi, come la circostanza richiede, carichi di un pathos sincero, consapevoli della gravità della situazione e della responsabilità che le sue parole rappresentavano. Poi ho sentito il cabarettista di Palazzo Chigi e mi sono vergognato di essere italiano. La rappresentazione che lui ha dato di pusillanimità, di pretestuosità, di pochezza culturale (quella cultura che lui evoca come toccasana ogni due per tre), di modestia intellettuale, di assenza di dignità. Purtroppo è lui che ci rappresenta ed è sulla base di ciò che lui dice che siamo giudicati noi italiani. Lui ha detto che per un miliardo stanziato per la sicurezza, ce ne sarà un altro per la cultura. A me sembra, invece, che di due miliardi che potrebbero esserci per la nostra sicurezza, lui ne toglie uno per destinarlo al cinema, ai teatri, ai campi di calcetto, soprattutto per dare 500 euro ai diciottenni prossimi elettori. Mancava solo ci dicesse italianistatesereni. Siamo proprio in buone mani! Che Dio ce la mandi buona!
Mirko Rebecca – Camisano Vicentino (Vi)
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