MA CHI LO DICE CHE LO STATO NON PAGA? ENTRO FINE MESE 250MILA EURO A FINI, 217MILA A D'ALEMA, 157MILA A PISANU: LE IMPRESE POSSONO ASPETTARE, LE LIQUIDAZIONI D'ORO NO

Lo Stato paga in ritardo? Macché: ci sono circostanze in cui lo Stato è puntualissimo a pagare. Risulta per esempio che gli “assegni di reinserimento” o “assegni di solidarietà” per i 600 ex parlamentari che non sono stati rieletti saranno pagati puntualmente entro la fine del mese. Ricordiamo alcune delle somme “dovute” (dovute, si fa per dire): 217mila euro a D’Alema, 250mila euro a Fini,  215mila euro per Livia Turco e Domenico Nania, 175mila euro per Roberto Maroni, 174mila euro per Franco Marini,  158mila per Gianfranco Micciché, 157mila euro per Beppe Pisanu, 148mila per Italo Bocchino, 100mila euro per Francesco Rutelli, Pierluigi Castagnetti e Maurizio Paniz. Tutti potranno andare all’incasso entro fine mese, regolarmente. Si capisce: le imprese possono aspettare, le liquidazioni d’oro no.

BUONUSCITE: 250MILA EURO A FINI, 450MILA A FORMIGONI. RIMBORSI: 45,8 MILIONI AL PD, 38 AL PDL. SCUSATE, MA NON DOVEVA CAMBIARE TUTTO?

Scusate, mi ero distratto un attimo. Stavo aspettando che cambiasse il mondo. Mi risveglio nella nuova era e scopro che Fini, per il servizio reso al paese, prende una buonuscita da 250mila euro, Formigoni da 450mila, Franco Marini da 174mila, Italo Bocchino da 141mila euro, Maurizio Paniz 100mila euro, Gianfranco Micciché da 158mila euro, D’Antoni 111mila euro, più un vitalizio di 3.300 euro netti che andrà a sommare alla pensione Inpdap da ex docente universitario (?!) di 5.233 euro netti. Teodoro Buontempo incasserà doppio vitalizio (ex parlamentare ed ex consigliere regionale come anche l’ex capogruppo Pd in Regione Lazio Esterino Montino.  E sui partiti arriva una pioggia di rimborsi: 159 milioni di euro, di cui 45,8 milioni al Pd, 42,7 al Movimento 5 Stelle, 38 milioni al Pdl, 15 milioni alla Lista Monti (Senato più Scelta Civica alla Camera), 7,3 milioni alla Leg, 5 milioni al Sel, 1,6 a Fratelli d’Italia e 1,5 all’Udc. Scusare, mi ero distratto un attimo. Ma non doveva cambiare il mondo?

E SE ANCHE LE TASSE LE PAGASSIMO DAL 2023?

Lo vedete che ci prendono per i fondelli? Annunciano che saranno tagliati i benefit per gli ex presidenti della Camera. E scopriamo che sì, verranno tagliati, ma dal 2023!!! Grazie a una postilla, infatti, i benefici a vita sono stati eliminati solo agli ex presidenti che non sono stati rieletti in questa legislatura e in quella passata: quindi di fatto solo alla Pivetti e all’anziano Ingro che proprio oggi compie 97 anni. Gli altri: Violante, Bertinotti, Casini e Fini li conserveranno fino al 2023 (Casini per la verità ha annunciato che vi rinuncia: onore al merito, ma allora è vero che si può rinunciare! Perché quando chiediamo in un dibattito tv a qualcuno di rinunciare a un privilegio della casta tutti rispondono: così stabilisce la legge, io non posso farci nulla?)

Luciano Violante ha a disposizione tre stanze, un’anticamera e un ufficio con terrazzo; quattro persone lavorano per lui. Quattro persone sono a disposizione anche di Pierfedinando Casini che si deve “accontentare” di tre stanze con terrazzo panoramico sempre a Montecitorio.  Meglio di tutti è piazzato Fausto Bertinotti, che si è assicurato anche la presidenza della Fondazione Camera dei deputati, un giocattolo inventato  da Casini nel 2003 che costa 2 milioni di euro l’anno. Bertinotti oltre al robusto vitalizio  (7959 euro l’anno)  dispone praticamente di un intero piano del palazzo Theodoli Bianchelli, alle spalle di Montecitorio e di una decina di collaboratori al suo servizio. Al giornalista di Panorama che ha provato a incalzarlo ha risposto dimostrando fastidio e arrotando ancora di più la sua erre: “La prego non mi domandi di queste materialità”.

Materialità che il subcomandante Fausto non disdegno. Lo scorso anno lo hanno pizzicato con la moglie a Bordighera. Loro in spiaggi, e l’auto blu in sosta vietata. davanti allo stabilimento balneare.

Di fronte a tutto questo mi viene una domanda: se i tagli alla casta cominciano dal 2023, perché anche le tasse non cominciamo a pagarle dal 2023?