PARLAMENTO BLOCCATO, PASSA SOLO UN PROVVEDIMENTO: QUELLO CHE DISTRIBUISCE 56 MILIONI AI PARTITI

Tutto bloccato in Parlamento. C’è solo un provvedimento che passa tra le maglie strette dell’ostruzionismo. Quello che aiuta le famiglie ad affrontare la crisi? Un decreto urgente per il lavoro? Un sostegno a chi è in difficoltà? Macché: l’unico provvedimento che passa tra le maglie strette dell’ostruzionismo, nel Parlamento tutto bloccato, è quello che assegna subito soldi ai partiti. 56 milioni di euro. Via libera alla distribuzione: 18,6 milioni al Pdl, 18 al Pd, 5,4 alla Lega, 3,1 all’Udc, 1,3 a Scelta civica e 1,1 a Sel. Unica rinuncia quella del Movimento 5 Stelle. Ma non doveva essere abolito il finanziamento pubblico? Sì, ma dal 2017.  E solo se dovesse essere approvata la legge, che però è ferma in Parlamento, a differenza di quella che distribuisce i soldi ai partiti. Mai che si fermi la legge giusta, accidenti.

QUANTE SCIOCCHEZZE DICONO I SAGGI SUI COSTI DELLA POLITICA

1)      Il finanziamento pubblico ai partiti va bene.  Anzi: è “ineliminabile”.

2)      I partiti devono godere anche di  altri privilegi: sgravi fiscali robusti per chi li finanzia e accesso gratuito ai locali pubblici.

3)      Il finanziamento ai gruppi parlamentari deve rimanere ma non diventare una “forma di finanziamento ai partiti” (e come? Valloasapere).

4)      I costi della politica li controlla la Corte dei Conti, con l’unica avvertenza che bisogna “uniformare i criteri di controllo” (avessi detto).  

Saranno pure saggi, questi saggi, ma a me pare che dicano un sacco di sciocchezza. Almeno nel capitolo sesto, quello dedicato a “regole per l’attività politica e per il suo finanziamento” (pagine 24-26) della relazione sulle riforme istituzionali, beh, le soluzioni proposte sono pressoché nulle e le banalità invece molte. A cominciare proprio da quell’”ineliminabile”. Viene giustificata così: bisogna salvare la “correttezza della competizione democratica e evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica”. Insomma la solita scusa: se i partiti non prendono soldi pubblici finiscono nelle mani dei soliti noti. Come se il finanziamento pubblico avesse garantito finora il perfetto funzionamento democratico e la trasparenza…

Non diciamo scemenze: l’unico modo per rendere i partiti democratici e trasparenti è quelli di affamarli, togliere loro ogni finanziamento pubblico e costringerli ad andare a conquistare finanziamenti dai loro sostenitori. Si vuole evitare che i ricchi prevalgano? Basta mettere un tetto ai contributi. Massimo contributo possibile: 50mila euro. Oppure 100mila euro. Oppure 30mila euro. Vuoi i soldi? Conquistali con la forza delle tue idee. Non con il furto di una legge che palesemente viola, in nome della democrazia, la volontà popolare espressa con referendum…

SOLDI AI PARTITI, L'ULTIMA BEFFA: IL DIMEZZAMENTO E' STATO DIMEZZATO

Rimborsi elettorali, l’ultima beffa: anche il dimezzamento è stato dimezzato. Non solo non è stato aboltia l’assurda legge che ha dato scandalo, ma è stato ridotta solo di un cicin: il dimezzamento vale per il primo anno, poi la riduzione andrà a scalare nel futuro per diventare una sorta di elemosina (appena 50 milioni di risparmio anziché i 90 annunciati). In attesa, naturalmente della prossima trappola. Avanti di questo passo, in effetti, e ci aspettiamo che i partiti, in nome dei tagli ai costi della politica, sopportino l’ultimo sacrificio: un aumento dei soldi a loro disposizione

AMATO? IN EFFETTI DI SOLDI AI PARTITI SE NE INTENDE…

Giuliano Amato? L’ex socialista? Il principale collaboratore di Craxi? In effetti lui di soldi ai partiti se ne intende. Di tagli alla spesa pubblica un po’ meno: gli unici interventi memorabili del suo governo furono lo scippo notturno dai conti correnti e il taglio delle pensioni. Le pensioni degli altri, s’intende, dal momento che lui invecchia sereno con una doppia pensione da 31mila euro al mese (22mila come ex professore universitatrio e 9mila come ex parlamentare) che somma ad altri incarichi (Deutsche Bank). Da qualche tempo stava facendo su Raitre anche le lezioni sulla crisi, trasmissione di una noia assoluta e seguita solo da alcuni telespettatori addormentatisi davanti allo schermo. Si vedeva che aveva una gran voglia di rientrare nel gioco importante. E Monti gli ha dato l’occasione d’oro: dovrà dare consulenze sul finanziamento pubblico ai partiti. Non è meraviglioso? Il finanziamento pubblico ai partiti non dovrebbe nemmeno esistere. E invece non solo esiste e ci prosciuga le tasse, ma ha persino bisogno di un consulente speciale. Sarà pure un Dottor Sottile ma il gioco per noi sta diventando un po’ pesante…

AMATO (31MILA EURO AL MESE DI PENSIONE) NOMINATO CONSULENTE DEL GOVERNO PER I SOLDI AI PARTITI…

Il governo dei tecnici nomina un supertecnico (Enrico Bondi) per tagliare la spese pubblica (?!). E, come se non bastasse, nomina altri due tecnici: l’economista Francesco Giavazzi darà consigli al premier su come distribuire soldi alle imprese (?!) e l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato darà la sua consulenza sul finanziamento pubblico dei partiti. In effetti Amato che è riuscito a tagliare le pensioni degli italiani e ad andare in pensione subito dopo con 31mila euro al mese ha capito tutto della politica italiana. Ma a questo punto non ci stupiremmo se la prossima mossa del governo fosse quella di mettere Erode a capo di un reparto di pediatria…

E SE I PARTITI QUEI SOLDI PROVASSERO A MERITARSELI?

Adesso va di moda prendersela contro “il vento dell’antipolitica”. Come se il vero problema in Italia fosse “il vento dell’antipolitica” e non piuttosto quello della “cattiva politica”. Se i partiti anziché protestare con la loro arroganza provassero a tirare fuori un’idea, un’idea che sia una, per fare in modo che la gente ricominci a guardarli con favore? Non sarebbe meglio?

QUEGLI STRANI VIAGGI (SUL JET PRIVATO) DEL TESORIERE LUSI

Truffe con i soldi dei rimborsi elettorali, lo scandalo continua. Adesso salta fuori che il tesoriere della Margherita Lusi avrebbe sottratto altri 13 milioni di euro. Si faceva pagare voli con jet privati. E nel mese di gennaio 2008 risulta aver viaggiato 47mila chilometri, cioè oltre 1500 km al giorno. 1500 km al giorno, capito? Ma dove andava con 1500 km al giorno per fare campagna elettorale a un partito defunto? Non lo so. Ma purtroppo erano tutti viaggi andata e ritorno

NO, GUARDATE NON CI SIAMO CAPITI: I FINANZIAMENTI AI PARTITI NON SI RIFORMANO. SI ABOLISCONO

Ci vogliono prendere per i fondelli un’altra volta. Dicono che vogliono “riformare” il finanziamento pubblico ai partiti. Non hanno capito che gli italiani non vogliono nessuna riforma: vogliono, semplicemente, l’abolizione. E non siamo disposti ad accettare nulla di diverso. Perché dietro ogni presunta “riforma” si nasconde la truffa. Come è stato per vent’anni. Adesso basta. Nemmeno un soldo di contributo pubblico ai partiti.