Rinunciare ai vitalizi? Non è che non possono: non vogliono. Ecco la dimostrazione che Eugenio Scalfari ci prende in giro

“Rinunciare al vitalizio? Non possiamo. La legge non ce lo consente”. E’ una delle scuse più sfruttate dalla casta. La usò Veltroni quando si vide assegnare la pensione da parlamentare alla giovine età di 50 anni (era allora sindaco di Roma); e l’ha usata nei giorni scorsi Eugenio Scalfari in uno suo editoriale. Abbiamo sempre avuto il sospetto che si trattasse di una motivazione capziosa perché: a) non abbiamo mai visto nessuno faticare per restituire dei soldi, semmai il problema è riceverli; b) se proprio l’ostacolo è insormontabile basta fare una legge di due righe per rimuoverlo.

La dimostrazione che quella del “non possiamo rinunciare” è una scusa bella e buona per prendere in giro gli italiani ci arriva dal Veneto dove  nel dicembre 2010 è stata approvata una legge che consentiva, per l’appunto, ai consiglieri regionali di rinunciare a una quota a loro scelta degli emolumenti. Ebbene sapete quanti lo hanno fatto? Uno solo. Uno su 60. Gli altri 59, niente. Non hanno rinunciato nemmeno a un euro, nemmeno a un centesimo. Tanto che l’altro giorno anche l’ultimo moicano si è stancato: “E che sono il più fesso?”, deve aver pensato. E così ha chiesto di poter riavere per intero i suoi soldi. Dimostrando così una volta per tutte che non è vero che “la legge non lo consente”. E’ che proprio non vogliono.

Togliete subito il vitalizio a Eugenio Scalfari (e a Merloni e a Benetton…)

 

Togliete il vitalizio da parlamentare a Eugenio Scalfari. E’ lo stesso fondatore di Repubblica che lo chiede oggi, in un editoriale, sul suo quotidiano: “Personalmente riscuoto come ex deputato un assegno netto da 2400 euro mensili. Cinque anni fa inviai una lettera ai questori della Camera chiedendo che mi fosse annullato. La risposta fu che ci voleva una legge recepita dal regolamento della Camera, in mancanza di che l’assegno di sarebbe stato comunque accreditato. Mi domando che cosa si  aspetti ad annullare i vitalizi…”.

E se so lo domanda lui, figuriamoci se non ce lo domandiamo noi. Perché non cominciamo da subito a tagliare il vitalizio a Eugenio Scalfari? E già che ci siamo perché non glielo togliamo anche a Toni Negri, che prende 3108 euro per essere stato parlamentare 64 giorni? E perché non glielo togliamo a Luciano Benetton (3108 euro al mese) all’imprenditore Francesco Merloni (9947 euro al mese), al fiscalista Augusto Fantozzi (3108 euro al mese) all’ex top banker di Lehamn Brothers Mario D’Urso (3108 euro)? Sono tutti ricchi, sono tutti miliardari: il vitalizio, al massimo, serve come argent de poche. Siamo sicuri che, siccome sono tutti appassionati del bene pubblico, come Eugenio Scalfari, siamo sicuri che vi rinuncerebbero subito.

Che ci vuole ad accogliere la richiesta? Che stiamo aspettando?