CLAMOROSO: I CONSIGLIERI DEL LAZIO NON LAVORANO DA UN MESE. E CONTINUANO A PRENDERE STIPENDIO, RIMBORSI CHILOMETRICI E DIARIA PER LA PRESENZA IN UN'AULA DOVE NON VANNO MAI…

Questa è clamorosa, perfin più clamorosa di quelle che abbiamo raccontato fin qui.  I 70 consiglieri del Lazio che sono ancora formalmente in carica, anche se il consiglio non si riunisce da un mese, non solo continuano a prendere lo stipendio di 9mila euro al mese (che già è un’assurdità), ma continuano a prendere pure la diaria per le presenze in consiglio regionale (3.503 euro al mese) e i rimborsi chilometrici (altri 2.090 euro al mese).  Avete capito bene: prendono la diaria per la presenza in un consiglio che non si fa e i rimborsi per un’attività che è stata sospesa, a causa delle loro malefatte. Com’è possibile? Semplice: lo prevede la legge regionale. Sia la diaria che i rimborsi vengono pagati a forfait sulla base delle 18 presenze mensili con una detrazione (222 euro) per ogni volta che il consigliere non si presenta. Ma siccome  il consiglio non si riunisce di defezioni non ce ne sono e così senza lavorare i consiglieri prendono il massimo dello stipendio. Non male per un’assemblea sciolta causa vergogna.

NUOVO RECORD MONDIALE IN SICILIA: UN DEPUTATO REGIONALE PRENDERA' 40MILA EURO PER PARTECIPARE IN TUTTO A 4 SEDUTE

Senza vergogna. I deputati siciliani (guadagno: dai 10 ai 15mila euro netti al mese) insorgono perché la Regione sull’orlo della bancarotta ritarda nel pagamento degli stipendi. Poveretti. Ripetiamo la domanda a noi consueta: vogliamo fare una colletta per aiutarli? In particolare ci sembra assai bisognoso il nuovo deputato eletto ieri in sostituzione di un collega che si è dimesso: Marcello Bartolotta resterà in carica fino a ottobre quando l’Assemblea regionale sarà sciolta e incasserà circa 40mila euro. In tutto gli sarà chiesto di partecipare a 4 sedute. 10mila euro per seduta: non male, no? Ci aspettiamo grandi risultati dal suo impegno così costoso, onorevole Bartolotta. Non ci deluda.

FELICE CROSTA "SOLO" 20MILA EURO AL MESE. E GLI EX CONSIGLIERI DEL LAZIO SI RIBELLANO CONTRO IL TAGLIO

Prima la “buona” notizia (si fa per dire): il nostro amico Felice Crosta, il superburocrate con la pensione record, ha perso la sua battaglia in Cassazione: non avrà diritto a riprendere i 40mila euro al mese (1369 al giorno) e dovrà accontentarsi (si fa sempre per dire) di 20mila euro al mese, cioè 621 euro al giorno. Qualcuno vuole organizzare una colletta per aiutarlo? E adesso la cattiva notizia: gli ex consiglieri del Lazio non si rassegnano, proprio non si danno pace: hanno fatto ricorso contro il mini-taglio del loro vitalizio. “Arridateci le 300 euro”, gridano in coro. Ricordiamo che fra di loro ci sono Piero Badaloni (5.150 euro al mese), Piero Marrazzo (2.530 euro al mese che somma allo stipendio Rai), Goffredo Bettini (3.150 euro al mese), l’ex socialista craxiano Paris dell’Unto (circa 9mila euro che somma agli 8455 euro da ex parlamentare: doppio vitalizio) e l’ex di An Giulio Maceratini (5.610 euro che somma ai 9.947 euro da ex parlamentare: doppio vitalizio anche per lui)

I CONSIGLIERI REGIONALI SI REGALANO DUE MESI DI VACANZA…

Vacanze tristi? Sì, ma non per tutti. I consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia hanno deciso di dare una botta alla crisi. E così hanno programma di chiudere l’aula per due mesi (leggasi: due mesi) dal 31 luglio al 25 settembre. Non è un po’ troppo? E’ vero che le commissioni  riaprono prima (il 3 settembre): ma si tratta comunque di 33 giorni di stop. Evidentemente hanno proprio poco da fare. Ma allora perché si prendono stipendi così alti?

CONSIGLIERI ARRESTATI PER CAMORRA? CONTINUANO A PRENDERE IL VITALIZIO

La vicenda raccontata in “Spudorati” ripresa oggi in prima pagina dal Mattino. tre consiglieri regionali della Campania da mesi sono agli arresti da mesi con gravi accuse (camorra) ma continuano a prendere regolarmente lo stipendio, come se frequentassero l’aula (4500 euro al mese). Si tratta di Roberto Conte (che fra l’altro è condannato in primo grado alla sospensione dai pubblici uffici), di Alberico Gambino e di Enrico Fabozzi. I primi due eletti nel Pdl, il terzo nel Pd.  Da quando sono stati arrestati abbiamo già versato loro oltre 100mila euro di stipendi. E dovremo continuare a pagarli fino alla fine della legislatura se la legge non viene cambiata. Vi pare normale? Non ci sono soldi per dare sussidi alle persone oneste, possibile che si trovino 4500 euro al mese per tre sospetti camorristi? E perché continuare a pagarli per un “lavoro” (si fa per dire) che ovviamente non possono svolgere essendo agli arresti?

TASSE PER NOI, PRIVILEGI PER LE SANGUISUGHE

Cronache da Marte, il pianeta della Casta. Mentre qui sulla Terra arriva una manovra fatta al 90 per cento di tasse, che cosa succede lassù nell’empireo dei privilegi? Ecco un breve quanto impressionante elenco degli eventi dell’ultima settimana.  

CORSA ALLE BABY PENSIONI. Lunedì 19 dicembre. Si apre la settimana decisiva per la manovra. Gli italiani si preparino: dovranno andare in pensione più tardi. Intanto la casta si prepara ad andare in pensione più presto. L’onorevole Luciano Dussin si dimette da deputato per salvare il vitalizio: prenderà la pensione a 52 anni, più l’indennità da sindaco di Castelfranco Veneto. L’onorevole Franco Cristaldi, 60 anni, pure: prenderà due pensioni (quella da deputato e da consigliere regionale), più l’indennità da sindaco di Marzara del Vallo.

CORSA ALLE BABY PENSIONI/2. Lunedì 19 dicembre. Gli italiani continuino a prepararsi: dovranno andare in pensione sempre  più tardi. Intanto la casta continua a prepararsi ad andare in pensione sempre più presto. In Sicilia, grazie ad una legge ad hoc i dipendenti regionali possono andare a riposo anche a 40 anni, con 20 anni (le donne) e 25 anni (gli uomini) di contributi. Si registra un boom di domande.

CHI DICE CHE NON CI SONO SOLDI? Martedì 20 dicembre. In Parlamento la discussione è accesa, tutti dicono che non ci sono soldi. Intanto il Giornale rivela che il premier Monti ingaggia una portavoce con uno stipendio da 11mila euro al mese. E alla Regione Lombardia viene pagata una liquidazione di 350miola euro all’ex vicepresidente Franco Nicoli Cristiani finito in carcere per tangenti. Un premio di produzione?

I VITALIZI SONO SALVI. Mercoledì 21 dicembre. In Parlamento tutti d’accordo: bisogna chiedere sacrifici sul fronte delle pensioni. Intanto la Regione Friuli stabilisce: per i consiglieri regionali nessun sacrificio sul fronte delle pensioni. Il maxiemendamento che salva il privilegio viene approvato da tutti i partiti, naturalmente in seduta notturna.

VIVA LA DOPPIA POLTRONA. Mercoledì 21 dicembre. Il Senato è riunito. In aula si proclama: tutti devono far sacrifici e rinunciare a qualcosa. Sottobanco si decide: tutti devono far sacrifici ma noi non rinunciamo alla doppia poltrona. Nonostante un parere contrario della Corte Costituzionale, l’aula decide: i senatori Azzolini e Nespoli potranno continuare a occupare la cadrega  a Palazzo Madama e quella di sindaci di Molfetta e Afragola. Con doppia indennità, naturalmente.

LA PORCATA DELLA REGIONE LAZIO. Giovedì 22 dicembre: è ufficiale, la manovra è legge. Gli italiani  dovranno andare in pensione a 66 anni. Giovedì 22 dicembre: è ufficiale, il privilegio è legge. I consiglieri della Regione Lazio potranno andare in pensione a 50 anni.   Prenderanno 3mila euro al mese. Il benefit, fra l’altro,  viene esteso per la prima volta anche agli assessori che non sono stati eletti in Consiglio. “Una porcata” titola il Fatto Quotidiano.

Così si chiude la settimana della manovra. Qui sulla Terra, è ovvio, sarà un Natale un po’ più triste. Lassù, sul pianeta della Casta, invece si brinda con le doppie poltrone, le super indennità, le liquidazioni d’oro. E naturalmente con i vitalizi, estesi anche agli assessori.  Risultato: quest’anno gli italiani mangeranno un panettone amaro. Come stupirsi? Più che fare le feste, sembrano avere un gran voglia di far la festa alle sanguisughe…

Abolire i vitalizi dei consiglieri regionali? Intanto li aumentano…

ABOLIREMO I VITALIZI DEI CONSIGLIERI REGIONALI. Lo ha annunciato la Conferenza delle Regioni. Accadrà, come al solito, dalla prossima legislatura. Forse. Nel frattempo l’unica cosa certa è che in Lombardia la spesa per i vitalizi dei consiglieri regionali è aumentata di 130mila euro: da 7milioni e 400mila a 7 milioni 530mila euro. E l’altra cosa certa è che in Campania è saltata fuori una lista di 31 ex consiglieri regionali che prendono la doppia pensione: quella da consigliere regionale e quella da deputato. Lascia o raddoppia? Nell’attesa che qualcuno lasci, raddoppiano tutti…

E nel Lazio volano (in elicottero) pure i privilegi

Paradosso del paradosso: Renata Polverini, governatore del Lazio, finisce una riunione sulla necessità di tagliare i costi della politica e poi prende un elicottero per andare alla sagra del peperoncino. Proprio così: la Polverini è andata in elicottero alla sagra del peperoncino.  Alla faccia dei costi della politica: si potrebbe sapere, di grazia, chi ha pagato il volo?

D’altra parte che la riunione del Lazio non avesse dato gli esiti sperati era abbastanza evidente. Di fronte alla montante protesta popolare, sono molti in questi giorni a fingersi indaffarati con l’intento (in realtà) di non cambiare nulla.  Nel Lazio, per esempio, oggi  un consigliere regionale può andare in pensione a 55 anni con 4800 euro netti di pensione (se ha dieci anni di Consiglio alle spalle), ma con un piccolo obolo può cominciare anche a ricevere il vitalizio anche a 50 anni (Piero Marrazzo, per esempio, ha cominciato a incassare oltre 2mila euro al mese di pensione a 52 anni). Ebbene: di fronte a questo scandalo sapete qual è stata la decisione del  Lazio? “Bisogna riflettere”. Tutto qui. Riflettere. Con calma. E comunque, caso mai la riflessione sfociasse in qualche decisione non se ne parla prima del 2014. Che decisionismo, che urgenza, che tempestività. In compenso, dopo aver aperto la riflessione, la Polverini ha deciso di prendere l’elicottero e volare subito in gran fretta alla sagra del peperoncino. Si capisce: i tagli possono aspettare, gli spaghetti aio e oio invece no.

Mario Giordano

E i consiglieri regionali chiedono l'aumento…

            Di fronte al momento difficile gli italiani si chiedono: ce la faremo?  E i consiglieri regionali aggiungono: (ce la faremo) ad avere un aumento? La differenza è tutta qui: da una parte si cercano di affrontare i sacrifici, dall’altra si cercano nuovi benefici.  Se la casta della politica mettesse tanto impegno nell’amministrare quanto ne mette nel mantenere i privilegi, in effetti, saremmo il Paese meglio governato della Terra. Gli onorevolini della Puglia, per dire, proprio in questi giorni in cui tutta l’Italia sta ballando sul Titanic, per usare l’ultima metafora di Tremonti, hanno presentato, con encomiabile tenacia e sprezzo del ridicolo, una domanda per avere più soldi. Sì, avete capito bene: vogliono più soldi. Geniale, no? Del resto, si sa: nei momenti difficili ognuno deve fare la propria parte. E loro ci tengono molto a far la parte di quelli che incassano.

            E’ una rigorosa divisione dei compiti: loro incassano, gli italiani s’incassano. Con la z, però. La manovra non cambia niente: ai contribuenti viene la faccia triste, alla casta la faccia di bronzo. Ci vuole un bel coraggio, in effetti, con l’iceberg che incombe a formulare ufficiale richiesta per aumentare i compensi dei consiglieri regionali. Eppure trenta deputatelli pugliesi l’hanno fatto: hanno preso carta e penna e hanno chiesto di riavere una parte della loro indennità (il 10 per cento) che era stata decurtata nel 2006. La notizia, come voi capirete, è duplice. Prima notizia: cinque anni fa qualcuno riuscì a decurtare l’indennità dei consiglieri regionali. Seconda notizia:  loro la rivogliono indietro proprio adesso. Tempismo perfetto, no? Come delicatezza, è come se uno arrivasse in pieno Sahara durante la siccità e pretendesse di usare le scorte d’acqua per lavare  la Bmw. I bambini magari muoiono di sete, però vuoi mettere come brilla il blu di Prussia fumé?

            “Vanno a fondo anche quelli in prima classe”, ha detto Tremonti. Ma loro sembrano non accorgersene. Destra? Sinistra? Centro? Macché: la difesa del privilegio, anche in Puglia come dappertutto, è perfettamente bipartisan. Magari litigano fino a un minuto prima, poi corrono a firmare insieme la richiesta di soldi. Vedeste come vanno d’amore e d’accordo, quando pensano al loro portafoglio… Tagli alle indennità? Tagli ai vitalizi?  Costi della politica nel mirino? Perdete ogni speranza, o voi che votate. Nei prossimi mesi gli italiani dovranno tirare la cinghia. La casta, invece, ci tirerà il solito pacco.

            Quali sono le vostre aspettative per i prossimi mesi? Ticket, accise sulla benzina, superbolli sui depositi Bot. Ecco, appunto: se vi può consolare i consiglieri regionali della Puglia si aspettano, invece, un incremento dell’indennità. Ne hanno bisogno, in effetti: in media, poveretti, prendono appena 10.433 euro al mese. Praticamente uno stipendio da fame. E poi dopo 5 anni di “lavoro” (si fa per dire) hanno diritto per il resto dei loro giorni a vitalizio che va dai 2844 agli oltre 10mila euro. Per altro anche le pensioni dei consiglieri regionali sono state aumentate (1200 euro al mese, tre volte una minima) nel luglio dello scorso anno, proprio mentre si discuteva la passata manovra finanziaria del governo.  Dev’essere una specie di reazione automatica pugliese, un riflesso incondizionato al sapor di orecchiette e rosso di canosa: appena sentono parlare qualcuno di lacrime e sangue, loro pensano subito a come sostituire lacrime e sangue con latte e miele. E un po’  di monete. E’ più forte di loro. Gli italiani soffrono? E loro offrono. Un aumento. A loro stessi, però.

            Orecchiette, cime di rapa e teste di. Che vi volete fare? In questo Paese finisce sempre così: al massimo cascano le braccia, non certo i privilegi. Abbiamo parlato per settimane di tagli ai costi della politica, ma poi l’unica cosa certa sono i tagli alle agevolazioni fiscali per le famiglie. Abbiamo sperato di colpire i vitalizi dei parlamentari, e invece come al solito sono stati colpiti i vitalizi dei pensionati normali. Avanti di questo passo, tra un po’ chiederanno un contributo extra agli invalidi civili pur di consentire al consigliere molisano di conservare il suo stipendio superiore a quello del governatore di New York. Vi pare? Sembra che le consorterie siano intoccabili: non si toccano i consiglieri regionali, non si toccano i parlamentari, non si toccano i giudici costituzionali, per l’amor del Cielo, non si toccano nemmeno le province, né i grand commis né i commessi del Palazzo con la loro bella livrea che fa tanto istituzione. E non si toccano nemmeno gli avvocati né i notai, guai a liberalizzare, non si toccano i privilegi degli ordini, né la casta del tesserino  o i bramini professionali. Così la morale della favola, alla fine, è sempre la stessa, persino sul Titanic che vacilla: la nave si riempie d’acqua, la casta si riempie di soldi. L’unica speranza, a questo, punto è che quelli con il portafoglio pieno di privilegi, almeno, vadano a fondo prima.