Contributo sulle pensioni d'oro? Ma 1826 parlamentari non lo pagano (ecco l'elenco)

Ma perché Luciano Benetton, Toni Negri, Eugenio Scalfari e altri 1823 parlamentari non pagheranno il contributo di solidarietà? Lo scandalo continua, ma noi non ci stanchiamo di denunciarlo.

Riassunto delle puntate precedenti:

a)grazie alla mobilitazione degli anti-sanguisughe si ottiene (meglio che niente) che nella manovra venga inserito il contributo di solidarietà per le pensioni d’oro (5 per cento oltre i 90 mila euro, 10 per cento oltre i 150mila euro)

b) i parlamentari tentano di fare i furbetti: siccome c’è l’autonomia decisionale degli organi costituzionali – dicono – il contributo non si applica ai nostri vitalizi. Sperano così di farla franca;

c) grazie alla ribellione degli anti-sanguisughe, la Camera e il Senato sono costretti tornare sui loro passi e decidono di far pagare il contributo di solidarietà anche ai parlamentari. Ma chi pagherà davvero? Solo i parlamentari con vitalizi oltre i 90mila euro. Ergo la pagheranno solo 412 su 2238. 1826 invece la faranno ancora una volta franca.  

Vi sembra giusto? Ora: è vero che le pensioni dei parlamentari sono inferiori ai 90mila euro, ma un contro è la pensione di 80mila euro maturata con 35 anni di lavoro (che non va tassata) un conto è quella di 80mila (o anche 50mila o anche 20mila) maturata con qualche  anno o peggio qualche mese in Parlamento. Non è forse una pensione d’oro quella che prende l’avvocato Luca Boneschi (3108 euro al mese, 36mila euro l’anno) per essere stato un giorno in Parlamento? Non è una pensione d’oro quella di Toni Negri (3108 euro al mese, 36mila euro l’anno) per essere stato 64 giorni in Parlamento? Perché non chiedere anche a loro il contributo di solidarietà (nell’attesa di eliminare del tutto questo assurdo privilegio)?

Ecco, comunque, di seguito un elenco di parlamentari illustri che anche questa volta non pagheranno un centesimo (con un ringraziamento a Marco Gorra e Sandro Iacometti di Libero): Guido Rossi, Alberto Asor Rosa, Toni Negri, Rossana Rossanda, Luciano Benetton, Sandra Bonsanti, Marco Formentini, Fulco Pratesi, Carlo Taormina, Mario D’Urso, Claudio Magris, Pasquale Squitieri, Massimo Cacciari, Mario Capanna, Maura Cossutta, Tiziana Parenti, Paolo Pillitteri, Vito Riggio, Carlo Tognoli, Giuseppe Guzzetti, Luciana Castellina, Luigi Berlinguer, Giancarlo Abete, Nando Dalla Chiesa, Ferdinando Imposimato, Franco Debenedetti, Tiziana Maiolo, Giorgio Ruffolo, Carlo Scognamiglio e Massimo Teodori.

Togliete subito il vitalizio a Eugenio Scalfari (e a Merloni e a Benetton…)

 

Togliete il vitalizio da parlamentare a Eugenio Scalfari. E’ lo stesso fondatore di Repubblica che lo chiede oggi, in un editoriale, sul suo quotidiano: “Personalmente riscuoto come ex deputato un assegno netto da 2400 euro mensili. Cinque anni fa inviai una lettera ai questori della Camera chiedendo che mi fosse annullato. La risposta fu che ci voleva una legge recepita dal regolamento della Camera, in mancanza di che l’assegno di sarebbe stato comunque accreditato. Mi domando che cosa si  aspetti ad annullare i vitalizi…”.

E se so lo domanda lui, figuriamoci se non ce lo domandiamo noi. Perché non cominciamo da subito a tagliare il vitalizio a Eugenio Scalfari? E già che ci siamo perché non glielo togliamo anche a Toni Negri, che prende 3108 euro per essere stato parlamentare 64 giorni? E perché non glielo togliamo a Luciano Benetton (3108 euro al mese) all’imprenditore Francesco Merloni (9947 euro al mese), al fiscalista Augusto Fantozzi (3108 euro al mese) all’ex top banker di Lehamn Brothers Mario D’Urso (3108 euro)? Sono tutti ricchi, sono tutti miliardari: il vitalizio, al massimo, serve come argent de poche. Siamo sicuri che, siccome sono tutti appassionati del bene pubblico, come Eugenio Scalfari, siamo sicuri che vi rinuncerebbero subito.

Che ci vuole ad accogliere la richiesta? Che stiamo aspettando?