GLI ITALIANI NON TENGONO DINERO, I BANCHIERI SI' (e Bernabè pure)

Gli italiani non tengono dinero, i banchieri sì: l’amministratore delegato di Intesa San Paolo Enrico Cucchiani ha appena avuto 7 milioni di euro di buonuscita. La banca che gestiva andava molto male e a lui invece è andata molto bene: 3,6 milioni di premio extra, più stipendi, più 6 mesi di contratto regalati per arrivare alla pensione con auto blu e benefit incorporati. Perfetta carriera da manager: non importa se l’azienda perde, l’importante è che ci guadagni lui.

Gli italiani non tengono dinero, i banchieri sì: Pier Francesco Saviotti del Banco Popolare prende 5.101 al giorno, quasi 2 milioni di euro l’anno F ederico Ghizzoni di Unicredit prende 8.211 euro al giorno, quasi 3 milioni l’anno. Poi dicono che le banche non hanno soldi da prestare alle aziende: per forza li danno tutti i ai manager.

Gli italiani non tengono dinero, i top manager sì.  Franco Bernabè lascia la Telecom dopo 6 anni: il titolo ha perso valore, l’azienda ha perso fatturato. Lui invece ci guadagna una buonuscita di 6,5 milioni di euro, di cui 2,9 per un “patto di non concorrenza”. Anche se la ragione di quest’ultimo premio è piuttosto inspiegabile: visti i risultati, bisognerebbe pagarlo per andare a lavorare dai concorrenti, non viceversa…

Gli italiani non tengono dinero, gli ex parlamentari sì. Pubblicata la lista aggiornata dei pensionati parlamentari: Roland Riz del Sudtirolen volkspartein vince la classifica con 6.331 euro netti al mese. Giuseppe Pisanu ne prende 6.207, Franco Marini 5.802, Massimo D’Alema 5.283, Gianfranco Fini 5.614. Incassano una pensione da parlamentare anche l’imprenditore Francesco Merloni (5.717 euro netti al mese), Eugenio Scalfari (2.162 euro netti al mese), Cicciolina (2.120 euro netti al mese) e altre 2mila ex parlamentari che hanno portato il Paese in rovina.

Gli italiani non tengono dinero, quelli che li hanno spennati invece sì. Dai banchieri alla Telecom agli ex parlamentari: hanno fallito tutte le loro missioni, eppure se ne escono sempre pieni di soldi.  Ormai, purtroppo, in Italia va così: l’unica cosa che paga puntualmente è il demerito.

Le pensioni d'oro dei banchieri (da Geronzi a Galateri)

Anche il nuovo presidente delle assicurazione Generali, appena nominato, è un pensionato d’oro: Gabriele Galateri di Genola prende infatti un assegno Inps di 11.965 euro al mese, che ha sempre cumulato con i suoi altri numerosi redditi (al momento della nomina alla presidenza delle Generali risultava titolare di undici poltrone in vari consigli di amministrazione, dalla Telecom alla Fiera di Genova, dalla Cassa di Risparmio di Savigliano ai cantieri navali Azimut).
D’altra parte anche il presidente uscente, Cesare Geronzi, incassa dall’Inps una pensione: accade da 15 anni, cioè dal 1996, quando lui aveva 61 anni. Oggi prende 22.037 euro al mese, una cifra che sarebbe faraonica per qualsiasi comune pensionato, ma che è poca roba per lui che nel giro di quattro anni si è preso tre liquidazioni milionarie (20 milioni da Capitalia, 9,2 da Mediobanca e adesso 16,6 dalle Generali per un anno di lavoro).
Da notare che le Generali avevano concordato una pensione d’oro anche all’ex presidente Antoine Bernheim che nel luglio 2010 se n’è andato a riposo con un vitalizio pari a 1,5 milioni di euro (125mila euro al mese, 4100 euro al giorno). Ma evidentemente questo tesoro a Bernheim non basta: dopo che le Generali hanno pagato la maxi liquidazione a Geronzi è tornato all’attacco per avere un trattamento simile, che ammonterebbe addirittura a 88 milioni di euro…
P.s. In questi giorni abbiamo parlato molto delle pensioni dei politici. ma nei salotti buoni della finanza, come dimostrano questi dati ci sono situazioni ancor più interessanti. E sorprendenti. Il libro ne parla. Avremo modo di discuterne.