PINOCCHIO A 5 STELLE PENSA AL TIBET E AFFONDA MESSINA

«A Messina arriveranno pullman di sociologi per capire quello che stiamo facendo».Così diceva il primo cittadino di Messina, Renato Accorinti, nel giugno 2013. Era appena stato eletto e i giornali erano pieni di ritratti entusiastici per il sindaco della rivoluzione, il sindaco del cambiamento, quello che entra a piedi scalzi nel Comune e va in Curia con i sandali e la t-shirt, il guru un po’ new age che non usa il telefono, si arrampica sui piloni e fa lo sciopero della fame, l’anarchico no Ponte, no Mafia, no Tav, no Missili, no Nato, no War, no Tutto e free Tibet, epica maglietta con cui si presentò alle sue prime apparizioni in Tv. Chissà se qualcuno di quei giornalisti in estasi oggi si ricorderà di raccontare che a Messina, due anni e mezzo dopo, anziché i pullman di sociologi, sono arrivati i mezzi della Protezione civile. E non per capire, ma solo per cercare di rimediare a quello che Accorinti sta facendo.
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