I REATI A PORTE GIREVOLI NELL’ERA DI RENZI

L’ultima idea è il «reato di bullismo». Una legge specifica, un crimine speciale. In Italia funziona così: ogni volta che c’è un allarme sociale di una qualche presa mediatica, il palazzo risponde con una nuova norma. E con reato ad hoc. Troppe donne uccise? Arriva la legge sul femminicidio.
Troppi arrestati che vengono malmenati dalla polizia? Arriva la legge (assurda) sul reato di tortura. Troppi assenteisti? Arriva la legge anti-fannulloni. Non importa quel che c’è dentro, non importa se i nuovi commi serviranno oppure saranno soltanto dannosi, non importa se prevedono soltanto ciò che esiste già: l’unica cosa che conta è rispondere con un atto legislativo (carta su carta) a un tema che scuote l’opinione pubblica. Così l’onorevole di turno può andare in tv e tranquillizzare la platea: «A questo proposito stiamo per l’appunto discutendo la legge…». Non si tratta di risolvere i problemi, ma di sfangare l’ultimo talk show.
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LA SCUOLA OKKUPATA DA 15 GIORNI PER BILIARDINO E CAFFE’

Lotta dura, brioche senza paura. Al liceo Virgilio di Roma hanno alzato le barricate. E da quindici giorni stanno occupando la scuola al grido di battaglia: vogliamo il cappuccino, lo vogliamo ogni mattino. Una delle 13 rivendicazioni avanzate dal comitato di lotta, infatti, è l’apertura del bar interno alle 7,40 «per evitare la calca durante la colazione, momento di primaria importanza». Primaria importanza, si capisce: questi ragazzi hanno le idee chiare e sanno che i problemi vanno presi per le corna. Anzi, per i cornetti. Ripieni di crema o marmellata? E che marmellata: ciliegia o pesca? Hasta la spremuta d’arancia, comandante Che Guevara: la rivoluzione può attendere. Il caffè doppio macchiato, invece no.
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ITALIA PARADISO DEGLI ESPULSI ASSASSINI

Il tunisino che ha ucciso una 39enne di Parma a botte in testa? Era stato espulso. Il militante Isis che a Bari reclutava terroristi per la guerra santa in Europa? Era stato espulso. Il ladro che a Vaprio d’Adda è entrato nella casa di Francesco Sicignano? Era stato espulso. Sono tutti espulsi i delinquenti d’Italia. Per modo di dire, ovviamente. Perché con il decreto d’espulsione in tasca se ne vanno a zonzo indisturbati per le nostre città: rubano, scippano, stuprano, massacrano, minacciano, organizzano addirittura il jihad, senza che nessuno si prenda la briga di fermarli. D’altra parte, si capisce, sono stati espulsi. Dunque, possono fare quello che vogliono.
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IL VESCOVO DI PADOVA SOTTOMESSO AGLI ISLAMICI

Si chiama monsignor Cipolla e perciò fa piangere. Le lacrime, infatti, sgorgano inevitabili ascoltando il vescovo di Padova parlare del presepe. Dice semplicemente: «Rinunciamoci». Proprio così: «Rinunciamoci».
Mentre l’Italia si batte per difendere le proprie tradizioni, mentre i cittadini si stringono attorno alla mangiatoia di Gesù Bambino e persino molti non credenti riscoprono il valore di quella capanna che fa parte della nostra storia, ancor prima che della nostra fede, il monsignore di fresca nomina si prende il lusso di buttare tutto a mare. La capanna, la mangiatoia, San Giuseppe, Maria, il Bambinello. Tutti insieme in pattumiera per «salvare la fraternità, la pace e l’amicizia». Dal che si desume che ricordare la nascita di Gesù sarebbe un pericoloso attentato alla fraternità, alla pace e all’amicizia. Parola di vescovo, per quanto Cipolla.
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HA UCCISO UN BANDITO, NON E’ INDAGATO. PER POTERTI DIFENDERE DEVI PRIMA FARTI SPARARE

Je suis Rodolfo, e vediamo se qualcuno stavolta osa sollevare dubbi. Quella del gioielliere milanese è stata legittima difesa, è talmente evidente che non ci sarebbe nemmeno bisogno di discuterne: i banditi albanesi hanno minacciato la sua famiglia in tutti i modi, li hanno tenuti in ostaggio per un’ora e mezza, dopo che lui aveva consegnato loro tutto quello che aveva. Volevano più soldi, più oro, più gioielli, più tutto. «Se non li trovi, tagliamo le dita alla bambina», urlavano. Poi: «Vi faremo tutti a pezzi». Gli hanno rubato una pistola, gli hanno sparato contro 5 colpi con una Magnum 357. A questo punto, solo a questo punto, Rodolfo Corazza, 59 anni, di Lucino di Rodano, pochi chilometri da Linate, ha aperto il fuoco. Continua a leggere

GIUSTIZIA ALL’ITALIANA: RESTITUITO IL BOTTINO AI CRIMINALI ZINGARI

Hanno rubato, perciò restituiamo loro il maltolto. Con tanto di risarcimento. Del resto, poveri sinti di Asti, vorrete mica lasciarli senza la refurtiva? Con tutto quello che hanno faticato per accumularla?
Ma sì, dai: hanno messo su un’associazione per delinquere, che è roba seria. Poi hanno girato il nord Italia, da Genova all’Appennino tosco-emiliano, passando per mezza pianura padana, con una serie di colpi sfiancanti: furti in appartamenti, negozi svaligiati, case violate, anziani raggirati, razzie di gioielli, auto sportive, camper di lusso, forme di Parmigiano Reggiano e tanti soldi accumulati. Ma proprio tanti: un milione di euro. E allora: vi pare giusto privare i sinti di cotanto bendiddio indebitamente sottratto ai legittimi proprietari?
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ASSUEFATTI AL TERRORE. SOTTO LA RETORICA NON C’E’ (QUASI) NULLA

Nulla sarà mai come prima? Davvero? L’attentato che ci colpisce al cuore, l’Europa sotto choc, Je suis Paris, stringiamoci a corte siamo pronti alla morte, l’Occidente che reagisce, l’Occidente che risponde, l’Isis non vincerà: ma sarà vero? O almeno: sarà sentito? Scusate se mi permetto, ma io ho l’impressione che siano ormai formule un tanto al chilo, il nuovo gergo della paura, frasi fatte da dopo-massacro. Sotto la retorica, nulla. O quasi. Perché, in realtà, diciamocelo francamente: la strage in Francia ci ha toccato soltanto un po’. Così, di striscio, con il minimo sindacale dell’indignazione, quello che serve per accendere un lumino, fare un minuto di silenzio, colorare qualcosa di rossobiancoblù e mettere una tour Eiffel stilizzata sullo schermo. Ma in fondo già lo sappiamo che tra due giorni l’onda (anzi: ondina) emotiva sarà passata. E al di là delle formule retoriche di successo, tutto tornerà esattamente come prima.
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E A MESSINA I CONSIGLIERI SI SON RUBATI UN MILIONE

«Io voglio questa cazz’ d’indennità. A me di fare la commissione non me ne fotte niente. Io voglio l’indennità». Quando si dice parlare chiaro. I consiglieri comunali di Messina non avevano dubbi: alle riunioni in municipio ci si va per un unico motivo.
Affrontare i problemi della città? Provare a risolverli? Rappresentare i bisogni dei cittadini? Preparare documenti importanti?
Approvare misure efficaci? Ma non scherziamo. Alle riunioni in municipio ci si va per «avere l’indennità».
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IL CARDINALE E L’ATTICO A SUA INSAPUTA

Gliel’hanno risistemato a sua insaputa. Adesso è tutto più chiaro: il cardinal Tarcisio Bertone come l’ex ministro Scajola, l’attico con vista su San Pietro come l’appartamento con vista sul Colosseo. A Roma succedono di queste cose, che ci volete fare? Tu ti giri un attimo e zac, ti regalano una casa. Ti distrai un paio di minuti, e oplà ti tirano a lucido il terrazzo che guarda al Cupolone. Miracoli della Città Eterna. Poco poco, di questo passo, se uno s’addormenta un paio di settimane si trova proprietario di una mega-villa con piscina costruita direttamente (e abusivamente) sui Fori Imperiali. Ovviamente gratis. A sua insaputa.
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PINOCCHIO A 5 STELLE PENSA AL TIBET E AFFONDA MESSINA

«A Messina arriveranno pullman di sociologi per capire quello che stiamo facendo».Così diceva il primo cittadino di Messina, Renato Accorinti, nel giugno 2013. Era appena stato eletto e i giornali erano pieni di ritratti entusiastici per il sindaco della rivoluzione, il sindaco del cambiamento, quello che entra a piedi scalzi nel Comune e va in Curia con i sandali e la t-shirt, il guru un po’ new age che non usa il telefono, si arrampica sui piloni e fa lo sciopero della fame, l’anarchico no Ponte, no Mafia, no Tav, no Missili, no Nato, no War, no Tutto e free Tibet, epica maglietta con cui si presentò alle sue prime apparizioni in Tv. Chissà se qualcuno di quei giornalisti in estasi oggi si ricorderà di raccontare che a Messina, due anni e mezzo dopo, anziché i pullman di sociologi, sono arrivati i mezzi della Protezione civile. E non per capire, ma solo per cercare di rimediare a quello che Accorinti sta facendo.
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