Sostituisce italiani con immigrati: promosso tra i potenti della Terra

Chi è quell’uomo vestito di bianco che appare accanto a Domenico Lucano? Il Papa. E quella donna con tailleur e sguardo duro? Angela Merkel. Se non li conoscete, pazienza: l’importante è che sappiate chi è lui, Mimmo detto U’Curdu, sindaco di Riace, ridente paesino della Calabria con meno di 2000 abitanti, improvvisamente assurto agli onori del pianeta e inserito nella lista dei 50 uomini più potenti del mondo. Accanto a Papa Francesco, per l’appunto, a Angela Merkel, a Bono degli U2, a Aung San Suu Kyi e all’ad di Apple Tim Cook. La rivista che ha effettuato la coraggiosa scelta è la prestigiosa Fortune.
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Da oggi in libreria Profugopoli. Non perdetevelo. Qui sotto per voi, in esclusiva, la premessa dedicata alla mia mamma

PREMESSA
Anche oggi? «Anche oggi.» Sei andata a distribuire pacchi
agli extracomunitari? «Ne abbiamo dati 243.» Bella forza,
gratis… «Non hanno nulla, poveretti. Che cosa dobbiamo
fare?» Se ne aveste 300 di pacchi… «Li daremmo via tutti.
» E se ne aveste 500? «Pure.» E se ne aveste 5000? «Il fatto
è che si lamentano pure. A volte ci minacciano.» Vi minacciano?
Ancora? «Succede. Ma io mi faccio rispettare, lo
sai…» Lo so, mamma, lo so. Ti fai rispettare. E non molli
mai. Così, ogni giorno che il buon Dio manda sulla terra, sei
lì, nella prima linea della generosità, a confezionare scatole
di alimenti, a impilare vestiti, a distribuire olio e scarpe,
pane e coperte. A cercare di far quadrare i conti della tua
voglia di aiutare tutti.
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Manca solo un giorno all’uscita di Profugopoli

Chi è il prete con il vizietto (soldi e abusi sui migranti)? E l’ex deputato che fa affari con i profughi? Qual è quella coop che ha aumentato del 178% in un anno il fatturato grazie all’emergenza? E l’istituto scolastico per odontotecnici che ha vinto l’appalto per la gestione degli immigrati? E il sindaco che con i soldi dell’accoglienza finanzia la sagra del ficodindia? Nomi e cognomi su Profugopoli…

I REATI A PORTE GIREVOLI NELL’ERA DI RENZI

L’ultima idea è il «reato di bullismo». Una legge specifica, un crimine speciale. In Italia funziona così: ogni volta che c’è un allarme sociale di una qualche presa mediatica, il palazzo risponde con una nuova norma. E con reato ad hoc. Troppe donne uccise? Arriva la legge sul femminicidio.
Troppi arrestati che vengono malmenati dalla polizia? Arriva la legge (assurda) sul reato di tortura. Troppi assenteisti? Arriva la legge anti-fannulloni. Non importa quel che c’è dentro, non importa se i nuovi commi serviranno oppure saranno soltanto dannosi, non importa se prevedono soltanto ciò che esiste già: l’unica cosa che conta è rispondere con un atto legislativo (carta su carta) a un tema che scuote l’opinione pubblica. Così l’onorevole di turno può andare in tv e tranquillizzare la platea: «A questo proposito stiamo per l’appunto discutendo la legge…». Non si tratta di risolvere i problemi, ma di sfangare l’ultimo talk show.
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