Ecco il primo furbetto. Ma è solo l’inizio. I prossimi saranno ancor più clamorosi. Caccia aperta -14 #profugopoli

L’identi-tweet è di ieri mattina. «2 settimane all’ uscita… Si parlerà anche di un uomo in Ferrari che grazie ai profughi incassa 24mila euro al giorno chi sarà?», scrive Mario Giordano, accompagnando il tutto con l’hashtag #profugopoli, ossia il titolo del libro, di prossima uscita per Mondadori, che il direttore del Tg4 ha dedicato al business dell’immigrazione.
Ma chi è «l’ uomo in Ferrari» che si occupa di sociale con tanto profitto? È da qui che comincia il gioco, la sfida, la caccia al tesoro, provando a seguire gli indizi in attesa di leggere le tante storie di business sulla pelle degli immigrati raccolte e raccontate da Mario Giordano. La cifra, 24mila euro al giorno, è la stessa incassata dai centri di accoglienza in provincia di Palermo. Ma non li gestisce un solo imprenditore, tantomeno appassionato di auto sportive.
Stessa cosa a Trieste: coincide la cifra, ma non c’è nessuno che gira in Ferrari. Proprio seguendo la Rossa, invece, spunta una pista possibile. Che porta a un imprenditore sannita, Paolo Di Donato, 46 anni appena compiuti, molti spesi nel mondo della cooperazione sociale nel Beneventano. A lui l’identikit di Giordano sembra calzare quasi alla perfezione.
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ESCLUSIVA – ECCO I PRIMI PESCECANI

Martedì 10 marzo esce il mio nuovo libro: “Pescecani”, un viaggio senza pietà nell’Italia di evasori, banchieri truffaldi e altri furbetti. Ecco un’anticipazione di alcuni personaggi di cui ci occuperemo in esclusiva per il blog:
– Si parlerà di un banchiere che è riuscito a mandare a gambe all’aria la banca (Banca Marche), a far rimanere a secco artigiani e commercianti, mentre lui si faceva regalare un palazzo nel centro di Roma (anzi meglio: gli hanno regalato un palazzo, pagandogli 13mila euro al mese)
– Si parlerà del re delle tangenti che non pagava tasse né contributi ma magicamente vinceva tutte le gare d’appalto;
– Si parlerà del Buffalo Bill di Varese che s’è comprato due ranch con i soldi delle casse dei comuni;
– Si parlerà di un imprenditore che mandato in strada 700 persone ma nel garage teneva 493 auto, 163 moto, 155 bici da corsa e 70 tra yacht e motoscafi;
– Si parlerà dei fratelli Magnoni, e di “Cinquanta sfumatore di frottole”, e di tanti altri ancora…

Non perdetevi le prossime anticipazioni su questo blog.
E non perdetevi il libro dal 10 marzo. In libreria.

LA TRUFFA DELLE PROVINCE: SPARISCONO 3.707 POLTRONE, SE NE CREANO 24MILA

1)      E’ vero che le Province spariscono?

No, diventano “enti territoriali di area vasta”.  E mantengono competenze su trasporti, ambiente e edilizia scolastica

 2)      E’ vero che spariscono i Consigli provinciali?

No, i Consigli restano e i Presidenti delle Province pure. Ad essi si aggiunge un terzo organo: l’assemblea dei sindaci.

 3)      E’ vero che i consiglieri provinciali non saranno eletti dai cittadini?

Sì, i consiglieri provinciali saranno eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali. E potranno essere eletti solo sindaci e consiglieri comunali

 4)      E’ sicuro che ci saranno risparmi?

No. E’ sicuro che non si pagheranno più i gettoni ai consiglieri provinciali (111 milioni) e si risparmierà per le mancate elezioni (318 milioni). Ma il servizio Bilancio del Senato sottolinea che quei soldi rimangono a disposizione delle Province che possono utilizzarli in altro modo

 5)      E’ vero che si riducono le poltrone?

No. Perché la riforma, oltre a creare 10 città metropolitane, amplia il numero delle poltrone da assessori e consiglieri nei piccoli Comuni. Di fatto si taglieranno 3.707 poltrone in Province ma se ne creeranno circa 24mila nei Comuni.

LE PENSIONI DA 90MILA EURO AL MESE NON SI POSSONO TOCCARE, QUELLE DA 2MILA EURO SI'

In che mani siamo. Il sottosegretario Gozi a Matrix ha cercato di spiegarmi che le pensioni da 90mila euro al mese (do you remember Sentinelli?) non si possono toccare per via della Corte costituzionale, quelle da 2mila euro al mese, invece sì. E’ l’ennesimo atto sciagurato di una classe politica che pensa ai tagli sul ceto medio mentre continuano a intascarsi soldi per le aragoste (vicegovernatore d’Abruzzo), i vibratori (consiglio provinciale dell’Alto Adige), per le cene paradossali in cui sprecano soldi dei contribuenti dicendo che lo fanno per discutere dei costi della politica (Lombardia). Una presa per i fondelli. C’è un sottosegretario, Francesca Barracciu, che viene accusata dalla Procura di essersi fatta rimborsare indebitamente soldi pubblici. In un caso sembra pure avere il dono dell’ubiquità: si faceva rimborsare contemporaneamente in due posti diversi. E’ così imbarazzante il suo caso che il Pd ha giustamente scelto di non candidarla in Sardegna. E allora perché è sottosegretario?

E PER FARSI AMARE A TUTTI I COSTI L'EUROPA CI COSTRINGE A PAGARE "EUROGALOPPO" E "EURORAGLIO"

E poi dopo tutti gli sprechi, in Europa che fanno? Sprecano altri soldi per cercare di fare amare l’Europa. Fra le iniziative folli la “casa della Storia Europea” che sarà inaugurata nel 2015 (31 milioni per ristrutturare l’edificio, 15,4 per l’allestimento scenico più 6 per le esigenze del multilinguismo, a regime costerà 11,5 milioni l’anno), come se non bastasse il lussuoso Parlamentarium appena rinnovato e che costa 5 milioni di euro l’anno. Ma sempre per cercare di rendere simpatica l’Europa finanziamo anche (con i nostri sacrifici) l’Euroraglio (un somaro olandese di nome “Asino” – in italiano – che va in giro per l’Europa a costruire una Donkeypedia, una specie di enciclopedia asinina) e l’Eurogaloppo, un fumetto  che dovrebbe spiegare ai bambini le istituzioni europee. Memorabile il momento dell’incontro fra il cavallo protagonista del fumetto e un commissario Ue: “Ti aspettavi un commissario come quelli dei polizieschi”, chiede quest’ultimo. Il cavallo tace imbarazzato. E allora il commissario Ue affonda il colpo decisivo: “Non è sbagliato: il commissario Ue e i commissari di polizia hanno qualcosa in comune. Sono entrambi autorità”. Poi dicono che aumenta l’anti-europeismo…

LA POLITICA ESTERA UE? NON FUNZIONA MA QUANTO COSTA: 7 MILIONI PER I VIAGGETTI DELLA ASHTON, 6 MILIONI PER MANTENERE 44 FUNZIONARI ALLE BARBADOS, ALTRI 3 PER MANTENERNE 33 ALLE FIGI…

La politica estera dell’Europa, come ha confermato anche il vertice di ieri a Bruxelles, è un flop. Ma le spese aumentano: nel 2013 il dipartimento della Ashton è costato 508 milioni di euro, nel 2014 ne costerà 524 (+3 per cento). In particolare 200 milioni se ne vanno per la sede centrale, 7 per i viaggetti di Lady Ashton (che incassa il riguardevole stipendio di 346mila euro l’anno) e 300 milioni per le sedi sparse nel mondo. Particolarmente costose risultanto quelle di New York (61 persone) Tokyo (59 persone), Pechino (138 persone). Ma ci sono anche rappresentanze nei Caraibi, alle Barbados: 44 persone che costano quasi 6 milioni di euro (5.886.000), 33 alle isole Figi che costano 3 milioni di euro e 37 persone alle Mauritius (37 persone per coprire un’isola larga appena 47 chilometri? L’ambasciata britannica, per dire, si accontenta di 4 persone)… Molti di coloro che vivono in queste sedi “disagiate” (villo sontuose, piscine, e giardini tropicali) gode pure di un’indennità pagata dai cittadini europei: alle Figi, per esempio, è calcolata con un incremento del 25 per cento dello stipendio….

L'EUROPA CHE CI DA' LEZIONI E' LA STESSA CHE FINANZIA LA BANDA MUSICALE DEI RUTTI?

L’Europa ci dà, ancora una volta, lezioni di austerità. Ma basta andare a spulciare fra i finanziamenti regalati da Bruxelles (a spese nostre) per pensare immediatamente: da che pulpito… Solo per rimanere alle compagnie musicali registriamo negli ultimi tempi: 200mila euro al Festival del Vento per “dare all’organo un ruolo naturale nella vita culturale”, 2,5 milioni di euro per la compagnia di danza Web Europa di Vienna, 100mila euro per il celebre tango finlandese, 57mila euro All’European Joystick Oschestra, specializzata nel comporre opere musicali con il Joystick (la Traviata versione Playstation?). Ma non è niente di fronte ai 400mila euro che l’Europa spende per aiutare le performance musicali dei “Gorilla volanti”, compagnia di danza inglese speciaoizzata nel combinare suoni di sassofoni, clarinetti e rutti. Sol minore, fa diesis e rutto libero, alè. Per tenere il ritmo bisogno coordinare bene le diverse fasi. Strumentali? No, della digestione… #nonvaleunalira