I REATI A PORTE GIREVOLI NELL’ERA DI RENZI

L’ultima idea è il «reato di bullismo». Una legge specifica, un crimine speciale. In Italia funziona così: ogni volta che c’è un allarme sociale di una qualche presa mediatica, il palazzo risponde con una nuova norma. E con reato ad hoc. Troppe donne uccise? Arriva la legge sul femminicidio.
Troppi arrestati che vengono malmenati dalla polizia? Arriva la legge (assurda) sul reato di tortura. Troppi assenteisti? Arriva la legge anti-fannulloni. Non importa quel che c’è dentro, non importa se i nuovi commi serviranno oppure saranno soltanto dannosi, non importa se prevedono soltanto ciò che esiste già: l’unica cosa che conta è rispondere con un atto legislativo (carta su carta) a un tema che scuote l’opinione pubblica. Così l’onorevole di turno può andare in tv e tranquillizzare la platea: «A questo proposito stiamo per l’appunto discutendo la legge…». Non si tratta di risolvere i problemi, ma di sfangare l’ultimo talk show.

Ma siamo sicuri che ci voglia una legge specifica per ogni tipo particolare di violenza? Cioè: se oggi una ragazza viene picchiata o molestata, c’è bisogno del reato di bullismo per condannare i violenti o i molestatori? Davvero? Non ci sono già nel codice penale norme a sufficienza per punirli? E se uno uccide una donna c’è bisogno del femminicidio per condannarlo? Realmente? E c’è bisogno di una legge per licenziare gli assenteisti? O per processare un poliziotto che massacra un prigioniero? Non basterebbe applicare le norme che ci sono e che vengono invece spesso dimenticate? È proprio necessario produrne sempre di nuove?
Avanti di questo passo, se domani scoppiasse di nuovo l’allarme per i sassi dal cavalcavia ci sarebbe senz’altro qualcuno pronto a proporre la legge di «sassicidio». E se invece scoppiasse l’allarme per i morti di gelo, ecco che spunterebbe il reato di «freddicidio» per chi non si cura di dare un riparo alle persone a rischio. E potremmo andare avanti: il «macheticidio» per chi uccide impugnando il machete (distinguere dal «roncolicidio» specifico per chi usa la roncola), il «bomboladigasicidio» per chi fa scoppiare la bombola di gas in casa, il «pastafrollicidio», fattispecie di reato che richiederà un’apposita normativa non appena scoppierà l’emergenza nazionale della pastafrolla avariata.
L’impressione è che non riuscendo a garantire la difesa della persona nella sua integrità, la si voglia spezzettare in tanti frammenti, sempre più piccoli, tanti angoli di visuale minuscoli. E perciò perfettamente ignorabili. Il Diritto con la D maiuscola viene calpestato, le leggi nella loro sostanziale verità vengono stracciate, gli assassini possono girare impuniti per le nostre città.
Però siamo felici perché ogni giorno c’inventiamo un nuovo reatuccio uccio uccio, che non serve a nulla ma che fa titolo sul giornale. Ah, quanto si danno da fare i nostri parlamentari. E se il loro darsi da fare combina solo pasticci, chi se ne importa? Il reato di bullismo, per esempio, pare che sia studiato per perseguire d’ufficio gli «atti persecutori mediante strumenti telematici e informatici». Molto trendy, no? Davvero 2.0. Però si pone un dubbio: se uno fa il bullo ma senza usare lo smartphone, che si fa?
Quella legge non si applica? Ce ne vuole un’altra? E come? Ci si inventa il «reato di bullismo archeologico»?
Oppure il «reato di bullismo ante-Apple»?
Ma ciò che rende ancora più surreale il tutto è che solo poche ore fa la maggioranza che ora propone il nuovo reato di bullismo, si vantava di avere depenalizzato una serie di reati, dalla guida senza patente alla coltivazione della cannabis, dall’ingiuria all’aborto oltre i limiti consentiti dalla legge. Ora non vi pare demenziale? Un giorno si festeggia l’abolizione di reati e il giorno dopo si chiede l’introduzione di nuovi reati? Che cos’è? Il bipolarismo applicato alla politica? La schizofrenia governativa? Il lascia o raddoppia del diritto?
Che poi, anche nella sostanza, ci sarebbe da dire: è giusto che non sia possibile perseguire penalmente chi guida un’auto senza patente, diventando pericolo per chiunque, o chi uccide un bimbo nel grembo all’ottavo mese di gravidanza? E che senso ha, al contrario, rendere penalmente perseguibile, non una ma almeno due volte, chi molesta un compagno di scuola filmandolo con un telefonino?
Diciamoci la verità: il reato di bullismo, se proprio bisogna introdurlo, dovrebbe andare a colpire non solo chi maltratta gli adolescenti. Ma, soprattutto, chi prende a calci e pugni il buon senso.

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5 risposte a “I REATI A PORTE GIREVOLI NELL’ERA DI RENZI

  1. Allora i primi a finire in prigione sono i genitori, perchè l’educazione ormai è optional!. Quindi i veri bulli chì sono?, dalla serie chì è senza peccato scagli la pietra!…………risultato: tutti campioni mondiali di lancio. Bulli?, nò solo non educati!, ma come?………….nel 2016!?. Certo!,non puniscono gli ubriachi al volante e fanno reato di bullismo?……………un paradosso e anche presa per il bullo!.Che paese!, che civiltà!…………..che politici!…………..se dovessi fare l’opinionista sarebbe un continuo bip, altro che capre!.

  2. Decadenza della scuola italiana, tutto ciò che Lei, sacrosantamente, osserva veniva descritto e spiegato a proposito dell’episodio di Azzeccagarbugli nei “Promessi Sposi” riguardo le “Gride”, velleitarie ma inutili. E’ ben desolante trovarci dopo 4 secoli, in uno stato che pretende, pretende, pretende ma dà assai poco, a verificare una situazione analoga, almeno allora si era in un regime assolutista e straniero, ci si poteva sfogare col mugugno, ora siamo in uno stato che si proclama di diritto ma che é scivolato verso lo stato etico, Hegelianamente parlando, che pretende un rispetto ed una dignità che non gli si possono più riconoscere e che sembra, ormai, un cane che gira a trottola inseguendo la propria coda. Uno stato pieno di cariche strapagate occupate da personaggi spesso totalmente incompetenti, che giocano con la vita di chi lavora e si arrabatta per cercare di tirare avanti senza violare le leggi, uno stato pieno di privilegi schifosi definiti “diritti” perché leggi interessate li hanno concessi in cambio del voto al politico interessato di turno, uno stato dove tutti proclamano principi altisonanti ma in realtà regna il gretto “particulare”, uno stato in cui nonni e bisnonni hanno fatto i comodi loro lasciando ai nipoti un debito abnorme ed i nipoti, invece di prenderne atto e tirarsi su le maniche, pretendono gli stessi privilegi che hanno prodotto il guaio, uno stato con un’esercito di dipendenti inutili, almeno 1,2 milioni secondo la Corte dei Conti, che continua ad assumere e non si libera di questo peso, perché “poi questi chi li mantiene?”, anche se prendevano l’indennità spalamento neve in agosto in Sicilia, uno stato che insegue le statistiche invece della sostanza, che uccide il lavoro con i contributi più alti del mondo o quasi e poi spende parte di quel denaro per truccare il mercato del lavoro stesso col cosidetto job’s act. E non si può sperare nemmeno in un moto popolare, perché questa situazione, in realtà, é accettata dalla maggior parte del popolo, troppi privilegi, troppi compromessi, troppi interessi, tanto chi é al governo necessita solo del voto in più che gli dà il potere, gli altri vadano a quel paese. Due mie prozii combatterono sul Grappa e sul Piave, non oso pensare cosa direbbero dell’Italia di oggi.

  3. Se vogliamo parlare di reati con la R maiuscola, dobbiamo fare i complimenti ai nostri politici perchè come li commettono loro ogni giorno………………..da oscar le interpretazioni!. Come le leggi che si votano di notte e……………opps il giorno dopo ci troviamo davanti al pacchetto e fiocco, belli belli e cotonati di cui ne vanno anche fieri!. Poi nelle aule giudiziarie troviamo la scritta : LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI……………..ma per favore!. E riguardo la durata dei processi, appena vedi nomi di politici coinvolti……………….vanno veloci, perchè?………..semplice! è il pacchetto della sera prima!. Capita a tè………………..prega il tuo dio che non si pigliano casa e vita!!!!!!!!!!!. W l’italia.

  4. In Italia si fanno leggi ad Hoc per far mangiare gli Avvocati e i consulenti,inutili trafile burocratiche che non portano mai a niente nessuna certezza della Pena spesso chi e davvero colpevole non finisce in galera,i processi vanno a rilento per molti e molti anni spesso senza una sentenza definitiva,non si capisce niente.

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