ITALIA PARADISO DEGLI ESPULSI ASSASSINI

Il tunisino che ha ucciso una 39enne di Parma a botte in testa? Era stato espulso. Il militante Isis che a Bari reclutava terroristi per la guerra santa in Europa? Era stato espulso. Il ladro che a Vaprio d’Adda è entrato nella casa di Francesco Sicignano? Era stato espulso. Sono tutti espulsi i delinquenti d’Italia. Per modo di dire, ovviamente. Perché con il decreto d’espulsione in tasca se ne vanno a zonzo indisturbati per le nostre città: rubano, scippano, stuprano, massacrano, minacciano, organizzano addirittura il jihad, senza che nessuno si prenda la briga di fermarli. D’altra parte, si capisce, sono stati espulsi. Dunque, possono fare quello che vogliono.

Prendete il delinquente di Parma, Mohamed Jella, uno con una lista di precedenti infinita, che era uscito dal carcere (ultima condanna per rapina) il 13 settembre scorso. Il giorno dopo gli hanno dato il decreto d’espulsione: lui ha preso il magico foglietto, probabilmente ne ha fatto coriandoli, ed ha ripreso a delinquere come se nulla fosse. L’hanno scoperto che spacciava e l’hanno denunciato a piede libero.
Così ha potuto completare l’opera: è tornato a casa, ha finito a mani nude una donna italiana, Alessia, che aveva avuto la malaugurata idea di andare a vivere con lui. Poi l’ha trascinata senza vita nell’androne del palazzo ed è scappato via.
Via ma sempre in Italia, supponiamo: dove lo trova al mondo un altro Paese che dà tanta ospitalità agli espulsi?
In effetti: da noi il decreto di espulsione vale quanto la carta straccia, cioè meno di un’obbligazione della Banca Etruria o di CariChieti. Te lo danno così, come un volantino pubblicitario: ecco il 3X2 all’Esselunga ed ecco il foglio di via. Quale finirà per primo nel cestino? Bella domanda. L’importante è non arrecare disturbo alcuno alla normale attività criminale dei soggetti in questione. Accompagnarli alla frontiera? Imbarcarli su un aereo? Rispedirli a casa loro? Siete matti?
Con quello che costa? Con tutte le pratiche burocratiche da fare? E poi metti che c’è sciopero degli uomini radar: che si fa? E se per caso si smarrisce il bagaglio? Perché dannarsi l’anima? Meglio far finta di niente. Tanto si sa che, anche nei pochi casi in cui li si riesce a rimandare al loro Paese, poi tornano. Tornano sempre. E noi li accogliamo a braccia aperte.
Succede sempre così. Doveva essere espulso (ma aveva fatto ricorso) Amine Assoul, il marocchino che nel marzo scorso ha sgozzato senza alcun motivo un bravo ragazzo di Terni, David Raggi. Doveva essere espulso (ma aveva fatto ricorso) il ghanese Kabobo che girava per Milano a fracassare la testa della gente a colpi di piccone (tre morti e due feriti). Doveva essere espulso (ma aveva fatto ricorso) l’iracheno Majihd Mhuammad, il militante dell’Isis arrestato l’altro giorno a Bari e accusato di far entrare in Italia cellule di terroristi. Invece il senegalese Ablaye Ndoye non aveva dovuto nemmeno fare ricorso: l’avevano espulso nel 2013 ma non c’era posto nei centri di espulsione, quindi se n’è andato per i fatti suoi. E incidentalmente ha stuprato e soffocato una ragazza di Castagneto Carducci, che aveva 19 anni e un sorriso che non si può dimenticare.
Se ognuna di queste storie non si portasse dietro una tragedia immensa, verrebbe persino da sorridere.
Nel Paese degli assenteisti, gli unici che timbrano regolarmente il cartellino sono quelli che non dovrebbero esserci. Siamo al presenzialismo degli espulsi, all’invasione degli estromessi, tu li cacci e quelli si ripresentano, più li mandi via e più te li ritrovi tra i piedi. Possibile? Ma sicuro. Lo sapete che cosa dice la legge in Italia? Che se si becca uno che non ha rispettato il decreto d’espulsione, al massimo gli si può fare una multa. Proprio così: una multa. Come se fosse passato con il rosso al semaforo. O come se avesse parcheggiato in divieto di sosta. Scusi, signor espulso, noi le diamo la multa, lei che fa? «Vado per i fatti miei e se mi capita ammazzo qualcuno».
Perfetto, si accomodi, faccia pure. Stia tranquillo che noi non la disturberemo.
Del resto siamo diventati ormai il paradiso degli espulsi. Tra un po’ faremo anche le corsie riservate all Aler o i concorsi speciali nel pubblico impiego. Siete stati cacciati dall’Italia? Fatevi avanti. Meritate un trattamento di favore: girare liberi non basta, ci vuole un’agevolazione particolare per la casa, un posto sicuro all’Asl. Elenco Espulsi Raccomandati. E se gli italiani si lamentano, peggio per loro. La prossima volta, prima di farsi ammazzare, imparino almeno a farsi espellere come si conviene.

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Una risposta a “ITALIA PARADISO DEGLI ESPULSI ASSASSINI

  1. Lei ha perfettamente ragione. In questo Paese di matti succede questo ed altro grazieialla nostra classe politica ed al Papa che si preoccupa tanto dei detenuti ma non dele vittime dei detenuti (stessa cosa cosa per quel matto rubastipendi di Pannella).
    Emilio Luchetti – Macerata

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