I GENI DELL’ECONOMIA CI STANNO FREGANDO

Caro Giordano, sono vecchio e come tale non mi riconosco in molti usi e costumi odierni; mi chiedo però se la mia arretratezza gerontologica mi impedisca di capire certe contraddizioni palesi oppure se il quoziente di intelligenza medio si sia drammaticamente abbassato. Alcuni esempi: “la disoccupazione è diminuita però sono aumentati i non occupati”, “tassi negativi sui depositi” – in altre parole, “ho bisogno dei tuoi soldi, dammeli e pagami per questo”, “il denaro è lo sterco del demonio”, ovvero quello degli altri, non quello dello Ior e dintorni, “le tasse sono belle”, “l’inflazione è buona cosa” e così via. La prego, mi consoli.
Andrea Vaccari – Chiavari (Ge)

Caro Vaccari, è chiaro che ognuna delle affermazioni da lei riportata trova salde spiegazioni nella teoria economica, ma è anche vero che gli economisti e i loro cervelli appartengono alla sfera insondabile dei misteri del Creato. Per loro le contraddizioni sono all’ordine del giorno. Del resto il più famoso e celebrato economista del XX secolo, il conclamato John Maynard Keynes fu esso stesso una contraddizione vivente, come ha scritto in modo indimenticabile Sergio Ricossa nel suo Maledetti economisti: “Fu un moralista affascinato dal peccato, un austero che sperò di diventare l’uomo più ricco del mondo. Deprecò il capitalismo sotto forma di gigantesca bisca ma non si peritò di speculare varie volte con lo spirito del giocatore d’azzardo”. Anzi, in uno sprazzo di sincerità confidò: “Ho voglia di truffare il pubblico che investe il suo denaro”. Se questo è il maestro, figurarsi gli allievi. Alle volte ho l’impressione che affidare le sorti del Paese a questi teorici dei tassi negativi e dell’inoccupazione sia un po’ come affidare la gestione di una cantina a un socio degli Alcolisti Anonimi: ti confondono con un sacco di parole, poi trovano sempre il modo di fregarti e svuotare le botti di nascosto. Un docente della Yale University, tal Robert Triffin, un giorno ammise: “L’economia offre la carriera più promettente per un giovane squattrinato”. Si sa: una previsione econometrica non si nega a nessuno, una bella frase sulle tasse e i tassi negativi neppure. Ovviamente dietro lauto compenso. E se non servono a nulla, anzi se il più delle volte sono dannose, chi se ne importa? Un altro docente, dell’Università della Pennsylvania, ha scritto: “Nonostante i colossali errori in cui sono incappati gli economisti, nessuno di loro ha mai ammesso di aver sbagliato. La verità è l’immancabile vittima”. Le basta come consolazione?

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2 risposte a “I GENI DELL’ECONOMIA CI STANNO FREGANDO

  1. In economia non esistono i geni ma i ladri!, di quelli ne abbiamo molti in italia ed i primi siedono sulle poltrone al governo. L’economia non si prevede ma si controlla, infatti le nazioni che hanno questo privilegio stanno alla grande, se poi riescono a controllare i media e giornali………………beh il gioco è fatto. C’è una certezza però…………l’effetto serra!, se non viene ridotto ci sarà poco da stare allegri perchè senza un pianeta a che serve controllare l’economia è?.

  2. Gianfranco ha assolutamente ragione. Ma c’è ancora chi nega il “Global Warming” o comunque nega le sue origini umane quantunque un gruppo di scienziati americani lo avessero previsto – quasi esattamente come si sta verificando – fin dal 1979 : Long Term Impact of Atmospheric Carbon Dioxide on Climate: preliminary report”

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