HOLLANDE E RENZI, UN CONFRONTO IMPIETOSO

Caro Mario, ho visto e sentito i discorsi di Hollande, un politico che non ho mai molto stimato. Ma in questa occasione ho visto in lui uno statista o quanto meno un presidente con una grande dignità. I suoi sono stati discorsi solenni, gravi, come la circostanza richiede, carichi di un pathos sincero, consapevoli della gravità della situazione e della responsabilità che le sue parole rappresentavano. Poi ho sentito il cabarettista di Palazzo Chigi e mi sono vergognato di essere italiano. La rappresentazione che lui ha dato di pusillanimità, di pretestuosità, di pochezza culturale (quella cultura che lui evoca come toccasana ogni due per tre), di modestia intellettuale, di assenza di dignità. Purtroppo è lui che ci rappresenta ed è sulla base di ciò che lui dice che siamo giudicati noi italiani. Lui ha detto che per un miliardo stanziato per la sicurezza, ce ne sarà un altro per la cultura. A me sembra, invece, che di due miliardi che potrebbero esserci per la nostra sicurezza, lui ne toglie uno per destinarlo al cinema, ai teatri, ai campi di calcetto, soprattutto per dare 500 euro ai diciottenni prossimi elettori. Mancava solo ci dicesse italianistatesereni. Siamo proprio in buone mani! Che Dio ce la mandi buona!
Mirko Rebecca – Camisano Vicentino (Vi)

Sono d’accordo con lei su Hollande. Nessuno avrebbe puntato un nichelino su di lui, per tutti era un pacioccone abbastanza inespressivo, occhialetti mosci, la forza politica di un budino molle. L’unica cosa che ci si ricordava del presidente francese era il suo viaggio in motorino a casa dell’amante, le foto dello scandalo a luci rosse che fecero il giro del mondo. E invece, davanti alla tragedia, Hollande ha trovato una sua dimensione da statista, ha rivelato capacità di decisione e una fierezza insospettabili. Non avrà la caratura di De Gaulle, non sarà riuscito a unire davvero tutta la Nazione. Però s’è dimostrato all’altezza della situazione. Del nostro, che cosa vuole che le dica? Ha dichiarato guerra alla playstation, forse perché aveva perso nell’ultima partita con Orfini. Ha spezzato le reni ai finti centurioni del Colosseo con l’ordinanza del prefetto Tronca. E poi ha approfittato della situazione per farsi un po’ di campagna elettorale con i diciottenni che, chissà perché, non ne vogliono sapere di diventare renziani: 500 euro a testa e via. Non si sente già un po’ più sicuro, caro Mirko? Si rassegni. Purtroppo la leadership del nostro Paese è questa: roba che farebbe fatica ad affrontare una sfida con Cip&Ciop al Club di Topolinia. Figuriamoci se può affrontare la sfida dell’Isis.

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