IL GOVERNO PRENDE IN GIRO I PENSIONATI

Caro Giordano, la prego di leggere (in allegato) la risposta del Direttore Centrale Pensioni Inps di Roma, dottor Antonello Crudo, con la quale si evidenzia che almeno 80.000 pensionati non hanno ricevuto il rimborso per la perequazione della pensione o l’hanno ricevuto in forma parziale. Ovviamente non ho ricevuto il dovuto nemmeno con la pensione dei mesi successivi, alla faccia delle promesse del solito Renzi. Dovrò quindi imbarcarmi nella ennesima procedura di recupero di quanto (già pesantemente depauperato per legge) mi spetta. Sorprende che nessun caso come il mio sia emerso sulla stampa. È anche possibile che molti pensionati, ricevendo la pensione di agosto spesso maggiorata da rimborsi Irpef, non si siano accorti dell’ammanco.
Lettera firmata – Sondrio

Caro amico (che fornisce tutti i dati ma chiede l’anonimato) quello che dice è esatto. Però non è vero che il problema è stato ignorato dalla stampa. Libero, per esempio, ne ha parlato a più riprese, fin dal 23 luglio, quando emerse per la prima volta questo dato degli 80mila pensionati che sarebbero rimasti a bocca asciutta, cioè privi del cosiddetto “bonus”. Lo chiamo “cosiddetto” perché, in realtà, si tratta di un furto: come sapete, infatti, la Corte Costituzionale sancì l’ingiusta sottrazione ai pensionati di 24,1 miliardi di euro, il governo decise di restituirne 2,8 (cioè appena il 12 per cento) e lo battezzò “bonus”. Come se fosse un regalo. Ma vi pare? Se io prendo 100 euro a un mio vicino e poi gliene restituisco 12, voi che pensate? Che gli ho dato un bonus o che gli ho rubato 88 euro? Ma la vicenda non finì lì: ad agosto, infatti, non tutti i pensionati che avevano diritto al (parziale) rimborso se lo sono visti accreditato dall’Inps. Alcuni hanno dovuto aspettare settembre, altri ottobre. Altri, come lei, aspettano ancora adesso. La spiegazione dell’istituto di previdenza è che si è trattato di un errore dovuto alcuni fondi speciali, in particolare Enpals e Inpdap. Ma la cosa che io trovo grave è che, in tutto ciò, è mancata totalmente la comunicazione ai pensionati. A nessuno è stato spiegato nulla: chi s’è trovato la somma non ha saputo com’è stata calcolata, chi non se l’è trovata non ha saputo se non era un suo diritto oppure no, molti (come dice bene lei) forse nemmeno si sono accorti dell’ammanco (in pratica, un secondo furto, la rapina al quadrato)… E, conoscendo il presidente Tito Boeri come persona attenta alle questioni di trasparenza, mi domando: com’è stato possibile tollerare un simile pasticcio (i cui effetti si trascinano ancora adesso)?

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