ABBIAMO SCONFITTO LE BR, BATTEREMO ANCHE IL JIHAD

Caro Giordano, “Sotto la retorica, nulla”, scrivi. Tu sei più giovane di me, ma pur sempre di una generazione simile alla mia. Io sono cresciuto in un periodo in cui si poteva credere che ci fossero degli ideali. Se credi in ciò che sei, allora hai anche qualcosa da difendere.
Già sappiamo che tu sei un inguaribile ottimista, che crede nel possibile rinsavimento a breve dei tuoi vicini. Per questo ogni giorno ti appassioni alla causa. Io sono meno emotivo e più cinico: senza educazione, cultura e culto della memoria poco ci separa dall’originale genere animale. E lì le cose sono molto più semplici e l’indignazione un concetto senza senso. Per guarire ci vogliono decenni. Tempi più brevi sono possibili, ma solo dopo una grande disgrazia. Lo insegna la storia.
Gilberto Gerini – via mail

Mi piace che tu mi dia dell’inguaribile ottimista, perché non ci conosciamo, non ci siamo mai incontrati, non sei nemmeno uno dei frequentatori abituali di questa rubrica, ma voglio sperare che tu mi abbia capito e conosciuto meglio di tanti altri. Se fossi un pessimista, in effetti, avrei smesso di battermi, di lottare, di denunciare, di espormi per affermare ciò in cui credo. Lei dice che è tutto inutile, che ci vorrà una grande disgrazia per risvegliarci perché “ce lo insegna la storia”. Sarà. Ma la storia ci insegna anche che le cose cambiano quando le persone non s’arrendono, quando continuano a tenere accesa la fiammella del buon senso e delle tradizioni, quando non si fanno trascinare dalle ubriacature collettive, più o meno interessate. Io ero un ragazzino delle scuole medie, allora, ma credo per esempio che se siamo usciti dalla follia degli anni Settanta, dal clima dei compagni che sbagliano e del “né con lo Stato né con le Br”, delle fabbriche occupate che nascondevano i terroristi, sia stato per il sacrificio quotidiano e incessante di tante persone perbene che non hanno accettato la resa. E non hanno aspettato eventi clamorosi per cercare di cambiare le cose. Lo hanno fatto nel loro piccolo, con gesti minimi ma tutti insieme potenti, magari solo rischiando le botte per comprare un giornale che non piaceva ai katanga, magari insegnando ai figli che la giustizia proletaria era un crimine e l’esproprio proletario un furto, magari testimoniando in silenzio sul proprio posto di lavoro, come fecero i 40mila di Torino. Sono emotivo? Illuso? Forse, caro Gilberto. Ma se devo sbagliare, preferisco farlo continuando a credere nel cambiamento che cedendo al cinismo e alla rassegnazione.
Perché chi è cinico e rassegnato viene sconfitto ancor prima di combattere.

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2 risposte a “ABBIAMO SCONFITTO LE BR, BATTEREMO ANCHE IL JIHAD

  1. Egr. Direttore concordo con il messaggio del suo articolo ma vorrei fare una sola precisione: negli anni di cui Lei parlava avevamo delle ideologie , dei movimenti politici in cui riconoscersi spesso con idee radicalmente opposte , adesso ogni partito o movimento è ambiguo, trasformista trasversale più o meno corrotto ed è forse questo che induce al cinismo .
    Con stima
    GR

  2. Non concordo con l’articolo perchè facciamo il confronto fra due epoche ben distinte, le BR richiamano l’italia ove tutto era possibile finchè non si toccavano i veri burattinai presenti e che dalle poltrone dirigevano tutto ( come oggi ). Mentre l’isis nasce e vive secondo ideali o stereotipi coranici interpretati a comodo per scaturire false jihad. Come vincere?…………semplice!, quei paesi che forniscono armi sono più responsabili dell’isis stesso!.

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