VIETATO DIFENDERSI DAI BANDITI

Ora lo chiameranno Sceriffo, Vendicatore, Pistolero. Ora lo attaccheranno dicendo che non si fa così, che non siamo cowboy, che la giustizia fai da te ci riporta al Far West.
Magari qualcuno si alzerà per puntare il dito contro il pensionato Francesco di Vaprio d’Adda: quando si è trovato in casa i ladri per l’ennesima volta, avrebbe dovuto offrirgli un caffè, un cioccolatino, “accomodatevi in poltrona, mentre io chiamo la polizia, se vi serve il bagno è la seconda porta a sinistra”. Invece lui ha avuto paura. Pensate un po’, che strano. Si è trovato di notte i banditi in casa e ha avuto paura.
Tanta paura. Ha pensato alla moglie. Al figlio che dormiva al piano di sotto. Alla nuora. Ai due nipotini ancora piccoli. Ha preso la pistola e ha sparato. Uno dei ladri è morto. Era romeno e aveva 28 anni.

E così siamo ancora qui, un’altra volta, a scrivere quel che ci sembra normale ma in questo Paese non lo è: nessuno può essere contento quando c’è un morto, nessuno può gioire per un 28enne ridotto a cadavere. Ma, se qualcuno ieri doveva proprio restare ucciso, meglio che sia toccato al ladro. Perché troppe volte, in queste ultime settimane, abbiamo raccontato di pensionati massacrati, seviziati, financo rapiti e buttati in una roggia ad agonizzare per ore prima di morire. Abbiamo detto di novantenni imbavagliate e soffocate, di teste fracassate senza pietà, anziani torturati da questi delinquenti che non esitano a ammazzare con sciupio di crudeltà, magari per rubare soltanto una manciata di euro. Scusate: abbiamo pianto troppe lacrime, nel silenzio generale, sulle vittime dei furti in casa.
Non ce ne restano per piangere un ladro.
Ci sono giorni in cui, inevitabilmente, la vita ti interroga e ti chiede da che parte stai. E noi, fra il bandito e il pensionato, ancora una volta non abbiamo dubbi: stiamo dalla parte del pensionato. Stiamo dalla parte di Francesco Ignazio Sicignano, 65 anni, uomo onesto, perbene, una vita di lavoro nel negozio di strumenti musicali nel centro del paese, una casa costruita con anni di sacrifici, una persona che a Vaprio d’Adda tutti conoscevano e di cui nessuno osa dir male. Mai un gesto fuori posto. Mai una lite fuori dalle righe. Da agosto, raccontano, aveva subito tre o quattro furti in casa. Per questo aveva preso la pistola, con regolare porto d’armi.
Era spaventato. Disperato. E se ha sbagliato l’ha fatto per questo, paura e disperazione. Non se l’è andata a cercare. Il ladro invece sì.
Alla fine la differenza è tutta in questo dettaglio: lo chiameranno Sceriffo, Vendicatore, Pistolero, ma se nessuno fosse andato a rompergli le scatole nella sua villetta, il pensionato non avrebbe fatto del male al ladro, come non ne aveva mai fatto a nessuno nella sua vita. Il ladro, invece, voleva fare proprio del male al pensionato. Il ladro viveva per il male. Lo provocava. Lo distribuiva.
Alla fine ne è rimasto travolto e ucciso, e questo non ci può rendere felici. Ma la distinzione è chiara: lui è il criminale, Francesco la vittima. E fa rabbia sapere invece che quest’ultimo è addirittura accusato di omicidio volontario.
Volontario, capito?
Non eccesso di legittima difesa: omicidio volontario.
Come se davvero l’avesse voluto lui quello scontro a fuoco. Come se l’avesse voluto lui un ladro in casa, l’ennesima rapina, la paura che ti fa tremare i polsi fino a perdere la testa.
Dire che chi viene aggredito in casa sua e spara per difendersi commette un omicidio volontario è intollerabile. Anche se il reato fosse stato ipotizzato solo per ragioni burocratiche, è intollerabile.
Perché fa capire, ancora una volta, che questo non è un Paese per gente onesta.
Che questo è un Paese che tende a proteggere più i delinquenti che le persone perbene. Questo è un Paese in cui agli agenti di polizia viene prospettata l’infamia di 9 euro al mese d’aumento e ai clandestini vengono assegnati 35 euro al giorno per vitto, alloggio e vari svaghi.
Questo è un Paese dove i criminali vengono catturati dai carabinieri e subito rilasciati dai magistrati, dove se rapini e spacci abitualmente hai una specie di lasciapassare, se assalti a mano armata i supermercati ti danno pure la casa popolare a 12 euro al mese. Ma se provi a lavorare tutta la vita in modo onesto, se paghi le tasse e obliteri il biglietto del tram, se non scippi le vecchiette e non fai saltare per aria i bancomat, ti senti improvvisamente abbandonato. Dimenticato dallo Stato. In altre parole indifeso.
È così che si dev’essere sentito l’altra notte anche Francesco, il pensionato di Vaprio d’Adda. E per questo ha sparato. Immaginiamo adesso il rimorso che lo scuote, immaginiamo il turbamento, l’angoscia davanti a quel giovane corpo senza vita che lui per primo ha soccorso. Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto, l’altro giorno raccontava: “Da quel momento non riesco più a dormire la notte, a volte mi sembra di impazzire”. Come non credergli?
Ma noi vorremmo abbracciarlo forte, il pensionato di Vaprio d’Adda, esattamente come abbracciammo allora Stacchio. Noi siamo con lui.
Noi siamo con Francesco Sicignano. Noi siamo con la gente perbene, non con quella che va in giro a rubare. Noi siamo con chi vuol vivere sereno a casa sua, non con chi le case le vuole solo svaligiare. Noi siamo con chi ha paura, non con chi semina terrore. E ve lo confessiamo senza ipocrisia: ci dispiace dover parlare di un ladro morto, ma ci sarebbe dispiaciuto assai di più se oggi avessimo dovuto raccontare di un altro pensionato morto. L’ennesimo.
Che, magari, sarebbe stato liquidato con due righe in cronaca. Mentre il solito cretino di Palazzo strillava i grandi successi del governo Renzi nella lotta alla criminalità.

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5 risposte a “VIETATO DIFENDERSI DAI BANDITI

  1. Sono pienamente d’accordo con il dott. Mario Giordano. Ci stanno costringendo ad imbarbarirci, ma non si può accettare tutto il male, anche a voler essere cattolici, compassionevoli, misericordiosi, comprensivi. A tutto c’è un limite.

  2. Complimenti Direttore,
    Come vorrei avere la Sua capacità d’espressione per cercare di risvegliare un po’ di gente abbindolata dalle troppe chiacchiere dei nostri vergognosi politici!
    Che bello vedere ancora qualcuno che ragiona in questo nostro sbagliato paese!!
    Continui così’.
    Cordialmente ed a presto,
    Giovanni

  3. Da condividere del tutto. Non comprerei mai un’arma ma non mi sottraggo al civile dovere di solidarizzare con chi è stato costretto a farlo ed ha poi dovuto usarla.

  4. buongiorno ho 13 anni e stiamo trattando quest argomento con la scuola(1°superiore all’istituto tecnico agrario Mario Rigoni Stern)Io sono pienamente d’accordo su quanto detto dal dottor mario giordano

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