RENZI A NEW YORK? HA FATTO FURBERIE PEGGIORI

Caro Giordano, Matteo Renzi, Italiano d.o.c.,preso dall’euforia delle vittorie azzurre, è volato a New York per assistere alla storica finale tutta italiana degli U.S. Open di tennis. Gli piace andare sul sicuro, mentre un altro italiano d.o.c., Sandro Pertini, che volle a tutti i costi assistere a Madrid alla finale di calcio Italia-Germania, quando partì da Roma mica sapeva che sarebbe tornato vincitore. E poi a Madrid, in attesa c’ era un Re, mica un Obama. Meglio avrebbe fatto il premier a venirsene a Camogli, ove si sta svolgendo un corposo Festival della Comunicazione (figurarsi, vi comunicano pure una ministra in carica, Roberta Pinotti, un semiologo-tuttologo, Umberto Eco, e un famoso giornalista come Marco Travaglio). Qui il grande «comunicatore» avrebbe potuto sbizzarrirsi nell’ esprimersi ancor più che a New York. E, siccome siamo pur sempre in zona «parsimoniosa», almeno il popolo ligure avrebbe esultato, perché un biglietto di seconda classe Roma Termini-Camogli San Fruttuoso sarebbe costato assai meno di quello aereo Roma-New YorK. Spero che stavolta, caro Giordano, lei concordi con me…
Luigi Fassone – Camogli (Ge)
Non lo so, caro Fassone. Penso che fra le tante furberie cui il nostro premier ci ha abituati, questa non sia stata neppure la peggiore. In America le nostre tenniste hanno scritto davvero una pagina storica per lo sport italiano, la racconteremo un giorno come oggi raccontiamo Coppi-Bartali o Italia-Germania 4-3 o la finale del Bernabeu. E sono convinto che se Renzi non ci fosse andato saremmo stati pronti a sottolineare la sua assenza con gli stessi toni con cui oggi si deplora la sua presenza. Ma sì, dai: quella era una festa dello sport italiano e Renzi ha voluto metterci la faccia come avrebbe fatto chiunque al posto suo, da Pertini a Berlusconi. E per quanto riguarda l’ aereo, beh, trovo più scandaloso quando lo usa per andare in vacanza a Courmayeur con la famiglia. Quello che il premier non può permettersi, però, è di usare la vittoria delle tenniste come metafora della vittoria del suo governo: purtroppo, infatti, per quanto riguarda ripresa economica e gestione degli immigrati siamo ancora a livello di pre-qualificazione al torneo sociale di Usmate Velate, altro che Flushing Meadows…

Ps. Per quanto riguarda Camogli, se non sbaglio, quella festa a senso unico dei comunicatori compagnucci è stata guastata dal maltempo, tanto che Umberto Eco ha dovuto rinunciare al sermone finale. Mi dica la verità, caro Fassone: è stato lei a fare la danza della pioggia?

Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on Facebook0Email this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *