POSTA PRIORITARIA- LA BUROCRAZIA QUALCHE VOLTA SI PUO’ BATTERE

Caro Giordano, in questi giorni ho avuto la risposta Inps al ricorso presentato nel 2010. Vuoi vedere che grazie alla lettera pubblicata su Libero, dopo 5 anni, si è sbloccata la situazione? Il che vuol dire che per ogni lentezza statale bisogna dare in pasto all’opinione pubblica ogni prevaricazione.

Augusto Seveso- Sesto San Giovanni (MI)

Ma no, caro Seveso: sono sicuro che il funzionario dell’Inps stava per risponderle, proprio in quel giorno lì, quando la sua lettera è comparsa su Libero. Si tratta solo di una fortunata coincidenza, vuole scommettere? Ma siccome in mezzo a tante sfighe, qualche fortunata coincidenza ci riempie il cuore di soddisfazione e di speranza riassumiamo brevemente la sua vicenda a conforto di lettori sfiduciati e/o rassegnati. Dunque, lei mi ha scritto poco più di un mese fa, il 10 giugno. Si lamentava per il fatto che da oltre cinque anni aveva presentato una domanda per avere dei rimborsi. Le avevano fatto fare la solita trafila degli uffici pubblici: uno sportello, poi un altro, un funzionario, una commissione, chiami, si rivolga, metta un timbro, aspetti, abbia pazienza, io non c’entro niente, deve rivolgersi da un’altra parte, questa non è la sezione competente, non so a che cosa si riferisca, non si rivolga più a me, come si permette?, esca da questa stanza. Insomma: non ne riusciva a venire a capo. Allora ha scritto a me, io ho pubblicato. E, per le strane circostanze della vita, proprio il giorno della pubblicazione, l’Inps ha pensato che fosse il caso di rispondere alla sua richiesta. Non è meraviglioso? Ora non so, caro Augusto, se la risposta che lei ha avuto sia stata positiva, cioè se rientrerà in possesso dei suoi soldi o dovrà rinunciarvi per sempre. Sappiamo, al riguardo, che lo Stato è piuttosto restio a restituire il maltolto, anche quando è palesemente maltolto (leggi sentenza Consulta). Ma siccome sull’argomento mi sono arrivate altre e numerose lettere, mi permetta di segnalare almeno il contributo di Ennio Palmesino da Genova: “Vorrei ricordare- mi ha scritto- che è ancora in vigore la legge 241/90 sull’obbligo di trasparenza della Pubblica amministrazione verso i cittadini, legge dovuta al grande liberale Raffaele Costa. Io ho risolto una situazione simile a quella del signor Seveso, scrivendo come previsto dalla 241/90 una intimazione all’Inps. Un funzionario mi ha subito ricevuto”. Capito, cari amici? Una strada anti- burocrazia, a quanto pare, ci sarebbe. Lo prevede la legge. Altrimenti non preoccupatevi: lo sportello della Posta prioritaria, comunque, è sempre aperto…

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