POVERINO, PRENDERA' "SOLO" 20MILA EURO AL MESE…

UNA (MEZZA) BUONA NOTIZIA. Ricordate il burocrate da 1369 euro di pensione al giorno? Ricordate Felice (di nome e di fatto) Crosta che ottenne il vitalizio monstre grazie ad un’apposita leggine della Regione Sicilia? Ebbene: la Corte dei Conti ha deciso che la pensione dev’essere dimezzata. Non più 500.000 mila euro l’anno, “solo” 219mila, non più 40mila euro al mese “solo” 20mila, non più 1369 euro al giorno, “solo” 650. Che dite: dovrà tirar la cinghia? Farà la fame?

8 risposte a “POVERINO, PRENDERA' "SOLO" 20MILA EURO AL MESE…

  1. Caro Mario Giordano ma secondo lei questi signori della corte dei conti sono persone rispettabili?

    le istituzioni sono proprio tutte marcie dalla prima all’ ultima

    e grazie che invocano patrimoniali per il popolino patrimoniali a tutta birra la pensione da 100 k e oltre è un latrocinio acquisito

  2. Mi spiegate come fa questo signore a guadagnare 500.000 euro l’anno di pensione? Prende più del presidente degli Stati Uniti. Siamo matti davvero per permettere simili ruberie mentre c’è gente che rovista nei cassonetti per sopravvivere. Questa è un’associazione a delinquere altro che democrazia. Chiedere al popolo sacrifici mentre si ruba a destra e a manca. Cari connazionali c’è da fare qualcosa. Con tutto quello che leggo sono sempre più convinto che siamo governati da criminali. Non c’è altra spiegazione.

  3. che tristezza iniziare la giornata alla fermata dell’autobus e vedere una signora di circa 70 anni, vestita tutta ordinata, con gonna gessata e maglioncino, ma che con un bastone frugava nei cassonetti della mondezza! ecco le cose che non vorrei più vedere nel mio paese! magari era una povera vedova che si era vista fare una conteggio di pensione di reversibilità da fame e che per grazia ricevuta gli si riconosceva la minima (che dovrebbe ammontare a circa euro 580,00)! è di questo che dovrebbe vergognarsi chi dice di stare al governo per il bene degli italiani. di quali italiani? dei propri familiari? non si tolgono di tasca neanche 1 euro. e da noi vorrebbero anche del rispetto?

  4. e mentre noi continiamo a scrivere, parlare……le nostre pensioni si allontanano mentre le pensioni dei politici rimangono sempre molto vicine!
    Ma come giustamente i nostri politici pensano….se si andasse in pensione quando si muore ecco che le pensioni non sarebbero un costo.
    Ma che hanno fatto i contributi che noi lavoratori dipendenti abbiamo pagato ogni mese senza via di fuga?
    Riflettiamo….

  5. sono sempre piu’ cnvinto che di questo passo si arrivera’ alla guerra civile …i cittadini vengono continuamente massacrati da una banda associazione a delinquere ,che non sa dove prendere i soldi per manntenere i suoi privilegi ,non si puo vedere ce esistono stipendi e incentivi da 30 mila euro al mese o pensioni d’oro dei nostri parlamentari quando il popolo e alla fame ..una cosa sensata uscire dall’euro e dimezzare del 50% la classe politica sai quanti soldi si recuperano ?

  6. (Lettera Aperta)
    Alla RAI Radio Televisione Italiana – Confindustria – Federmanager – Il sole 24 ore – Corriere della sera

    Alla Vs attenzione
    Poiché un dibattito sulla stupidità, forse è meglio per ovvie ragioni di etichetta definirla “inefficienza dei dirigenti”, non è mai stato affrontato, e considerato il particolare momento di ristagno economico, le polemiche sulla flessibilità, competitività, produttività, qualità professionale e confronto concorrenziale dei costi nella globalizzazione sfavorevole per l’Italia poiché dirigenti e quadri portano troppo in alto l’indice del costo del lavoro..
    penso che non sia affatto un tabù discuterne nelle sedi opportune affinché si avvii al più presto un disciplinamento in merito.
    Molto spesso nelle aziende, i dirigenti non sono affatto operativi, sono privi di idee e si limitano esclusivamente al ruolo di rappresentanza interna tra i livelli di gerarchia delle maestranze e più delle volte rappresentano se stessi facendo uso del linguaggio del corpo.
    Sono convinto che verrebbe fuori un bella e costruttiva disputa tra chi non fa di tutta l’erba un fascio, e chi pensa come il sottoscritto che in un seminato o sono tutti intelligenti o tutti stupidi.
    Secondo me in un collegio dirigenziale se prevale l’intelligenza, l’imbecille non avrebbe chance di imporsi e coabitare, mentre in quello opposto sarebbe esattamente il contrario.
    Ho constatato che dove già domina la stupidità, gli individui incapaci sono vezzeggiati e presi in considerazione e ricambiati, poiché tra essi non si innescano motivi di rivalità professionale per cui si evita la competizione… “Tra cani non si mordono”, gli imbecilli sono potenzialmente scarsi e non ti mettono in cattiva luce.
    Ma a volte lo fanno, se c’è un poco di mangiare.. tali individui, se si trovassero in un pasticcio o ad un certo punto della propria carriera di fronte ad un imbuto, pur di scaricarsi dalle proprie responsabilità o di mettere in difficoltà il proprio avversario e scavalcarlo, si divorano.. eccome se lo fanno, sembrano più ratti che cani, non hanno rispetto gli uni degli altri, sono codardi e agiscono con pretesti personali e non mettendosi in evidenza con contesti professionali.
    Per il sottoscritto questo argomento non lo è affatto un tabù, pertanto ho avuto l’ispirazione di scrivere e mettere online la mia esperienza sul rapporto con la stupidità dei miei ex direttori:
    http://www.montemesolaonline.it/Laterizi.htm
    Credo che ne valga la pena leggerla, sono convinto che arricchirà il Vostro sapere

    Saluti
    Coro Cosimo

  7. Ma è possibile che ancora non avete capito qual’è il problema?.. il problema è la classe dirigente stupida, sanno dire solo che “bisogna dare fiducia ai mercati”, nient’altro..
    Non hanno neanche idea di come funziona il sistema finanziario.
    Eppure è semplice, tutto parte dalla produzione di BENI e dalla vendita di questi beni: produzione industriale, edilizia, agricola, della pesca, ecc. che generano il mercato (ricchezza) con l’ausilio dei servizi (ma quelli veri), il sistema finanziario, cioè il finanziamento d’impresa (ma delle idee) e delle risorse energetiche.
    Purtroppo il debito pubblico, cosiddetto “debito pubblico”, è un sistema per finanziare le idee imprenditoriali statali che via via è diventato un prestito allo stato per fornire privilegi, privilegi che a tutt’oggi non vogliono rinunciare, per cui la girano e la rigirano e se la prendono coi più deboli che per ironia sono proprio quelli che generano “beni”.
    Ma dare ascolto ai politici c’è il rischio del suicidio collettivo, poiché fare sacrifici per attenuare il debito pubblico per continuare a finanziare privilegi è un sacrificio invano, perché non c’è nessun riferimento, e non alludo agli investimenti in denaro per la crescita poiché sarebbero soldi sprecati se non si punta il dito sul costo del lavoro e sui motivi dell’inefficienza delle imprese, ma alle ragioni che ci hanno portato in questa situazione di merda “la stupidità della classe dirigente tutta, politica e privata”. E sono gli stessi che pretendono di tirarci fuori.. è incredibile!
    Lettera Aperta: http://www.montemesolaonline.it/Lettera_Aperta_direttori-stupidi.htm

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