Un ottimo editoriale su Oggi (ma perché i grandi quotidiani tacciono?)

Qualcosa si muove. Il libro va benissimo, su Facebook abbiamo superato quota 16mila, gli unici a non esserne accorti sono i grandi quotidiani. A parte il Fatto, il Giornale e il Tempo nessuno ha parlato del libro: hanno pubblicato le classifiche, hanno visto che era in testa. Ma sui contenuti tutti, dal Corriere alla Stampa, da Repubblica al Messaggero, hanno steso un velo di silenzio: che dia troppo fastidio?

Vi invito a scrivere ai quotidiani, a chiedere che parlino delle “Sanguisughe”, in modo da costringere tutti a prendere atto delle nostre denunce. Forse qualcuno ci ascolterà. Intanto ringrazio il direttore di Oggi, Umberto Brindani, che oggi ha pubblicato questo editoriale sul suo settimanale.

Zero virgola 78 euro
di Umberto Brindani

Care lettrici, cari lettori,
fra i tanti errori che ho fatto nella vita, uno di quelli più stupidi e autolesionistici è stato rimuovere costantemente il problema della pensione. Non pensarci, mai, per pigrizia o fatalismo. Confidando che l’apparato previdenziale avrebbe comunque funzionato. Quando studiavo, l’età del ritiro mi sembrava lontana come la conquista di Marte. Poi ho cominciato a lavorare, e il fatto che in busta paga ci fossero anche i contributi era sufficiente per tranquillizzarmi. A un certo punto ho scoperto, da perfetto cretino, che ormai non potevo più riscattare gli anni di università e il servizio militare (ho fatto il civile, ma è uguale), perché avrei dovuto pagare troppi soldi. Nel frattempo in Italia sono scattati i primi allarmi sulla tenuta del sistema. E i primi tagli, le modifiche, le polemiche, i dubbi sulle polizze integrative. Adesso, a 53 anni, mi domando se in pensione ci andrò mai, o quando, e quanto poco prenderò. E penso ai miei figli, che neppure sanno se troveranno un lavoro, altro che la pensione. 

Colpa mia, dite? Non sono stato abbastanza oculato e previdente? Forse sì. In compenso scopro che altri lo sono stati fin troppo. Lo apprendo da uno straordinario libro scritto da un 44enne di grande talento, Mario Giordano. Si intitola Sanguisughe. Sottotitolo: Le pensioni d’oro che ci prosciugano le tasche. Nonostante l’autore preavverta tutti nella premessa, è un libro che si fa fatica a leggere senza imbufalirsi, un po’ come fu quattro anni fa per La casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Sentite un po’ come inizia.

Allora, c’è questa pensionata con la minima, meno di 500 euro al mese, che a luglio dell’anno scorso, per una serie di addizionali e conguagli, si trova a incassare la bellezza di 0,78 euro. C’è scritto proprio così, sul cedolino: zero virgola settantotto. Manco un caffè ci poteva prendere con la sua pensione. Nello stesso mese di luglio, e nei mesi precedenti e pure in quelli a venire, c’è invece un tale, un importante ingegnere di una grossa azienda, che incassa 90 mila euro. Sì, al mese. Fanno 3 mila euro al giorno. Cioè questo ingegnere ogni quattro ore incamera di pensione quanto la signora di cui sopra mette in tasca in un mese (salvo i mesi in cui le danno 0,78 euro, naturalmente). Poi ci sono quei tre ex onorevoli che sono stati parlamentari per un solo giorno, eppure prenderanno la relativa pensione per tutta la vita. E c’è Giuliano Amato, l’ammazzacumuli e il tagliapensioni, che ne assomma un paio per un totale di 31 mila euro mensili. E poi, e poi…

Nel libro di Giordano non mancano gli scandali delle false pensioni di invalidità, le truffe, le ruberie. Ma ciò che fa più infuriare non sono le illegalità, bensì i privilegi. Il fatto, cioè, che l’ingegnere paperone i deputati per un giorno, l’ex premier e migliaia di altri superfortunati risultano nel pieno diritto di percepire vita natural durante quelle enormi e sproporzionate somme
 

Eallora c’è un altro libro da leggere. Non è impegnativo, al netto di note e appendici sono 25 paginette. Si chiama Indignatevi!, con il punto esclamativo. Lo ha scritto il francese Stéphane Hessel, 94 anni (domenica sera era ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa). Scrive Hessel: «Oggi le ragioni per indignarsi possono sembrare meno nette, o il mondo troppo complesso. Ma in questo nostro mondo esistono cose intollerabili. Per accorgersene occorre affinare lo sguardo, scavare. Ai giovani io dico: cercate e troverete». Beh, caro Hessel, nel caso delle pensioni d’oro italiane non c’è affatto bisogno di «scavare», di «cercare». Basta molto meno, per indignarsi. Basta leggere.

13 risposte a “Un ottimo editoriale su Oggi (ma perché i grandi quotidiani tacciono?)

  1. Tacciono perchè la paura di perdere finanziamenti statali o favori di questo o quel poitico li porta alla connivenza:così è se vi pare e nulla possiamo noi cittadini se non con una rivolta.Non vedo altre alternative e prima che divorino questo paese e ci portino alla bancarotta chiedergli di restituire parte di quelle risorse che, indebitamente con leggi ad hoc si sono riservati ad uso personale.Rivolgo un appello al Presidente Napolitano e al Presidente del Consiglio: la Costituzione recita che siamo tutti uguali di fronte alla legge, è ora di dimostrarlo! Siamo tutti cittadini di uno stesso paese e non accettiamo oltre queste inaudite disuguaglianze!

  2. Codesti “privilegi”sono da considerarsi illegalità pura,non di meno come le false pensioni di invalidità.Ci si può indignare a vita,ma non credo cambierà mai nulla.I “signori”menzionati nel libro sanno benissimo di cosa parla e di cosa li si accusa,se ne fregano tranquillamente,non rispondono nemmeno(vedi Giuliano Amato)non è da considerarsi una “dittatura” comunque?

  3. Oggi che si ciancia tanto di “leggi ad personam”, non sarebbe il caso di soffermarsi a pensare un momento sulle leggi che hanno lettelarmente “creato” le pensioni delle sanguisughe? E mi domando: non erano esse forse “leggi ad personas”? Cosa cambia se il beneficiario delle legge è una casta, piuttosto che una persona singola? Trattasi pur sempre di leggi promulgate nell’interesse (grande) di pochi. Allora, le leggi “ad personas” andavano bene e furono approvate entusiasticamente e senza tanti “distinguo”, magari all’unanimità, senza che nessuno di lorsignori manifestasse scandalo. Allora, si realizzarono le così dette “intese trasversali”, che sanno tanto di bunga bunga ai danni del posteriore del popolo italiano. Ma del resto che ci si poteva aspettare: “pecunia non olet”, da qualsiasi parte spiri il vento (destra, sinistra, centro ecc. ecc.).
    Se si vuole tornare ad una “politica” seria c’è una sola ricetta: via le pensioni privilegiate, via gli stipendi da nababbi della politica e si torni a fare politica con spirito di servizio autentico.
    E’ un discorso qualunquistico? Ebbene, in tal caso: EVVIVA IL QUALUNQUISMO!

  4. Condivido il rammarico. l’indignazione..di quanto sopra ecc. ecc….e penso che sia ora di guardare oltre….sono mesi che ripenso al modello Rivoluzione Francese…o altro….tanto se la classe politica..cerca di distrarre la popolazione..con le questioni morali…con..la giustizia ad orologeria…non se ne viene a capo….ma se continuano così….penso in 2 o 3 anni…la presa della Bastiglia Italiana…sarà un tema di attualità…..

  5. Complimenti al direttore di Oggi per l’ottimo editoriale, meno male che qualche cosa si muove. Sono d’accordo con Sergio e dico anch’io VIVA IL QUALUNQUISMO.
    Scusa Maria Teresa, ma io non sarei così pessimista, penso che il popolo italiano ne ha le scatole piene di questi privilegi o ruberie come li vogliamo chiamare, occorre solo che i media ne parlino.
    Susy non so se il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio risponderanno al tuo appello.
    Ho inviato una raccomandata ufficiale al Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere il “Garante” della Costituzione per chiedere se l’art. 3 deve intendersi come un diritto nobile e ideale, ma chimerico, irrangiungibile e utopistico, oppure vuol dire che siamo tutti uguali davanti alla legge.
    La mia raccomandata è del 6 dicembre 2010, finora non ha risposto e forse non risponderà: mica può dire che siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale come l’art. 7 della “Fattoria degli animali”?
    giuliana

  6. Mi accodo al commento di Susy “….Non vedo altre alternative e prima che divorino questo paese e ci portino alla bancarotta chiedergli di restituire parte di quelle risorse che, indebitamente con leggi ad hoc si sono riservati ad uso personale.Rivolgo un appello al Presidente Napolitano e al Presidente del Consiglio: la Costituzione recita che siamo tutti uguali di fronte alla legge, è ora di dimostrarlo! Siamo tutti cittadini di uno stesso paese e non accettiamo oltre queste inaudite disuguaglianze!”…
    …e una soluzione forse ci sarebbe: porre un tetto alle pensioni. E poichè tutti obietterebbero col dire che le pensioni sono parametrate a quanto versato di contributi, porrei un limite anche alla contribuzione. Lo Stato conseguirebbe così subito un vantaggio: aumenterebbe la base imponibile generale IRPEF dovuta al fatto che si abbatterebbero gli oneri deducibili dal reddito per contributi previdenziali obbligatori (meno oneri deducibili = maggior base imponibile IRPEF); avrebbe così un maggior introito dal fronte IRPER perchè aumenterebbe sensibilmente la base imponibile generale (diminiuirebbero le detrazioni per oneri deducibili da contributi previdenziali obbligatori); tale maggior introito fiscale potrebbe così essere destinato alle pensioni minime e per fare giustizia ridando corpo e voce alle donne silenti. Con gl opportuni aggiustamenti, la legge potrebbe anche essere retroattiva.

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